Chelsea-Juventus, match valido per la 5a giornata del girone H di questa Champions League, é terminato 4-0 a Stamford Bridge. A segno Chalobah nel primo tempo, James, Hudson-Odoi e Werner nella ripresa. Per la Juventus, che si era presentata a questo impegno con 4 vittorie in altrettante partite, il primato nel girone H e già la matematica certezza del passaggio, una pesante battuta d'arresto, una batosta come - in gara ufficiale - non si vedeva addirittura da 17 anni e la consapevolezza che il divario con le top europee è davvero importante. Vediamo insieme le 5 veritá del match.

1) Chelsea di un altro pianeta, squadra che può rivincere la Champions

Non hanno giocato Havertz e Lukaku, il primo indisponibile e il secondo appena rientrato dall'infortunio. Sono entrati solo nel finale Saul Niguez, Mount e Werner. Eppure il Chelsea ha mostrato tutta la sua forza contro la Juventus, confermando la sua supremazia e spiegando a chi non lo avesse capito perché ha trionfato nella scorsa Champions e perché occupa la prima posizione del campionato inglese. Squadra ben organizzata, con ottime individualità, giovani spavaldi e forti, giocatori esperti e abituati a vincere. Con un grande allenatore in panchina. Rimane sicuramente tra le favorite per arrivare a San Pietroburgo.
Champions League
Chelsea-Juve 4-0, numeri e curiosità di una sconfitta storica
23/11/2021 A 22:59

Christian Pulisic - Chelsea

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2) Juventus travolta, ha colpe anche Allegri

Tuchel ha stravinto il confronto diretto con Allegri, sistemando quello che non aveva funzionato a Torino. La Juventus ha invece tentato di ripetere la partita difensiva dell'andata, non riuscendo però a ripartire e soffrendo tantissimo gli inserimenti sugli esterni di Chilwell e Hudson-Odoi a sinistra e di Reece James a destra. I bianconeri, con il baricentro sempre troppo basso e sistemati con quattro centrocampisti centrali sulla linea mediana, hanno resistito un tempo, prima di crollare nella ripresa. Sbagliata la formazione, tardivi i cambi, scellerato l'atteggiamento. Alcuni giocatori hanno responsabilità evidenti, ma anche Max ha avuto il suo ruolo nella disfatta di Stamford Bridge.
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3) Rabiot e Bentancur disastrosi: il centrocampo resta di basso livello

Ogni volta che la Juventus trova un avversario forte, con un centrocampo di alto profilo, ricompaiono le solite certezze: la mediana bianconera è di medio-basso spessore, con il solo Locatelli potenzialmente di livello accettabile e con diversi giocatori totalmente inadatti a questi palcoscenici europei. Tra tutti, i peggiori sono stati Adrien Rabiot e Rodrigo Bentancur, che sono sembrati ancora una volta in totale difficoltà nella trasferta londinese e che hanno palesato i soliti limiti: tecnici, di personalità, caratteriali. Un problema che perseguita da diverso tempo la Juventus e che prima o poi andrà risolto.

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4) I giovani dell'Academy inglese segnano, i giovani della Juve dove sono?

Nathaniel Chalobah (classe 1999), Reece James (1999), Callum Hudson-Odoi (2000): tre dei quattro marcatori del Chelsea provengono dall'Academy dei Blues, dal settore giovanile, sono stati aspettati nel tempo e coccolati da Tuchel, che ora li ritiene titolari. Ragazzi forti, migliorati nel tempo. E in Italia chi dà fiducia e aspetta così i giovani? Dove sono i prodotti del settore giovanile bianconero? Dove sono i ragazzi dell'Under 19 e dell'Under 23? Kean era stato venduto ed è stato ricomprato, Kulusevski e De Ligt sono stati pagati fior fior di milioni, De Winter è entrato alla fine e solo perché Danilo e De Sciglio erano fuori causa. Non è un problema della Juventus, ma di una filosofia del calcio nostrano. Anzi, il club bianconero con il progetto Under 23 sta provando a crescersi in casa i giovani, solo che tardano ad arrivare giocatori ritenuti validi anche per essere titolari in prima squadra. La partita di Londra dovrebbe far riflettere tanti dirigenti italiani.

Reece James, Alex Sandro, Chelsea-Juventus, Getty Images

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5) Ottavi di finale da brividi: rischio Bayern, Liverpool e una tra City e PSG

E adesso? E adesso la Juventus si preparerà comunque agli ottavi di finale, già conquistati nel turno precedente. Il problema è che, a meno di improvvisi e inattesi crolli del Chelsea contro lo Zenit, la squadra di Allegri si qualificherà come seconda e rischierà un accoppiamento semi-proibitivo agli ottavi: Liverpool, Bayern Monaco, Manchester United, forse Real Madrid, una tra Man City e PSG. Un'urna bollente. Certo, direte voi, negli ultimi due anni è uscita con Porto e Lione, considerate alla portata prima degli ottavi. Vero, ma certi top-club per questa Juventus sembrano davvero inaffrontabili (a meno di inaspettate e attualmente non prevedibili follie nel mercato di gennaio).

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