Dopo una lunghissima attesa durata 53 anni, l'Italia torna sul tetto d'Europa grazie al successo per 4-3 sull'Inghilterra dopo i rigori nella finalissima di Wembley. Di seguito le pagelle dei giocatori azzurri e del loro condottiero, Roberto Mancini.

Portieri

Gianluigi DONNARUMMA 10 - Fino a qualche tempo fa trovare un difetto a Gigio Donnarumma era assurto a sport semi nazionale: chi vedeva magagne nelle uscite, chi in palleggio, chi tra i pali. Con questo Euro 2020 il 22enne neo PSG ha messo a tacere le malelingue consacrandosi come top player assoluto. Senza macchie. Monumentale nelle lotterie dei rigori, strepitoso nella fase calda dell'Europeo. Parate degne della Tate Modern, tanto per restare a Londra.
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12/07/2021 A 07:49
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Salvatore SIRIGU s.v. - Mancio gli concede una passerella contro il Galles da grande ct e grande uomo qual è. Sirigu quasi commosso, si prende i suoi 5 minuti di celebrità e poi torna a vestire i panni di uomo spogliatoio e speciale consigliere di Gigio Donnarumma prima dei calci di rigore.
Alex MERET s.v. - Vince il ballottaggio con Cragno nel casting per il terzo portiere e arricchisce il suo curriculum personale. Mica male.

Difensori

Francesco ACERBI 7,5 - La sua partita contro l'Austria, forse la più scorbutica di tutto il torneo, è da incorniciare. Dietro non sbaglia niente e si toglie persino la soddisfazione di firmare l'assist per Pessina. Altro fantastico esempio di seconda linea di lusso.
Alessandro BASTONI 6,5 - Piede educato e grande disinvoltura. Chiamato in causa contro il Galles, ripaga la fiducia di Mancini con una prova convinente. Rappresenta il futuro della Nazionale.
Leonardo BONUCCI 9 - Qualche leggerezza in marcatura? Sì, è vero, ma sono sottigliezze rispetto al numero impressionante di interventi, recuperi e salvataggi. Un Europeo praticamente perfetto e arricchito da 3 gol: uno su azione in finale e due dal dischetto contro Spagna e Inghilterra. Baluardo.

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Giorgio CHIELLINI 9 - Monumentale. Ci fa prendere un brutto spavento quando si fa male contro la Svizzera, ma quando il gioco si fa duro torna al centro della difesa e diventa un muro letteralmente insuperabile. Cancella (o quasi) prima Lukaku e poi Kane. Capitano vero.
Giovanni DI LORENZO 7,5 - Concentrato, coraggioso, attento. Certo, nel conto vanno messi anche qualche passaggio a vuoto e un'oggettiva difficoltà nell'uno contro uno se puntato in velocità. Ma in questa Nazionale un posto per lui c'è, eccome se c'è.
Alessandro FLORENZI s.v. - Gioca un tempo contro la Turchia, poi si fa male e riappare solo in finale giocando una manciata di minuti. Troppo poco per giudicarlo.
Emerson PALMIERI 6,5 - Sostituire Spinazzola non è la cosa più semplice del mondo. Guadagna comunque un'ampia sufficienza interpretando il ruolo al meglio: le gambe non gli tremano mai, anzi.
Leonardo SPINAZZOLA 9 - Bellissimo e crudele il suo Europeo. Fa letteralmente la differenza con le sue accelerazioni sulla sinistra e le sue batterie inesauribili. Si fa male contro il Belgio e la sua avventura (sul campo) finisce lì. Inizia quella da primo tifoso degli azzurri, che con un cuore enorme gli dedicano la qualificazione alla finale e fanno festa insieme a lui sul prato di Wembley. Miglior terzino dell'Europeo.
Rafael TOLOI 6 - Luci e ombre. Il ruolo di terzino destro nella difesa a 4 non gli calza proprio a pennello, ma dà il suo contributo limitandosi all'essenziale.

Centrocampisti

JORGINHO 9,5 - "Professore", "radiolina", scegliete quello che più vi aggrada, la sostanza non cambia: faro imprescindibile dell'Italia di Mancini. Mezzo voto in meno per il rigore fallito in malo modo nella lotteria contro l'Inghilterra. Che dite, lo perdoniamo?
Marco VERRATTI 8,5 - Leader indiscusso del dominante centrocampo azzurro, di tigna e di geometria. Entrato a Europeo in corso per via dell’infortunio con il PSG, il gufetto di Manoppello non ha mai più abbandonato la linea mediana azzurra. Palla a Verratti, palla in banca.
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Nicolò BARELLA 7 - Il gol contro il Belgio pesa come un macigno, nonostante le “stecche” nelle restanti partite della fase a eliminazione diretta dopo un girone esaltante. Tutta esperienza in ottica Mondiale.
Manuel LOCATELLI 8 - Doppietta da sogno contro la Svizzera, poi si defila per far posto a Verratti nell'undici titolare. Mancini lo chiama comunque spesso e volentieri in causa nella fase a eliminazione diretta e lui ha il merito di farsi trovare sempre pronto, da backup muscolare e qualitativo. Pronto per una grande.
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Matteo PESSINA 8 - Vedi sopra, "backup" buono per scardinare le difese avversarie con i suoi inserimenti. Segna contro Austria e Galles e lotta nel finale contro la Spagna. Prospetto in rampa di lancio, con la testa giusta: una favola anche la sua.

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Bryan CRISTANTE 6,5 - Arma "tattica" a disposizione del Mancio, per riequilibrare il centrocampo ma anche per rendersi pericoloso sui palloni alti nelle sortite offensive. Buoni e importanti spezzoni di partita.
Gaetano CASTROVILLI s.v. - Tre minuti contro il Galles, buoni per la cartolina "Io c’ero". Campione d'Europa in virtù dell'assenza dello sfortunato Lorenzo Pellegrini.

Attaccanti

Andrea BELOTTI 6 - Di fatto è il vice Immobile e quando Mancini lo chiama in causa non sempre risponde presente. La cosa più bella del suo Europeo è il rigore trasformato contro la Spagna, con precisione e cattiveria. Non si ripete in finale, ma per sua e nostra fortuna l'errore è ininfluente. Chiude con zero gol e pochi squilli.
Domenico BERARDI 7 - L'Europeo azzurro parte dal suo destro, da quel guizzo contro la Turchia che propizia l'autorete di Demiral. Super anche contro la Svizzera, cala nella fase a eliminazione diretta e Chiesa lo scavalca nelle gerarchie. Segna il rigore in finale, dettaglio non da poco.
Federico BERNARDESCHI 7 - Una sola partita da titolare, quella contro il Galles, dove dimostra di essere tonico e sintonizzato. Riappare nei momenti più caldi e dimostra una freddezza insospettabile: trasforma due rigori che pesano una tonnellata contro Spagna e Inghilterra. Umile e per nulla banale nelle dichiarazioni post partita.
Federico CHIESA 9 - Che Europeo! Che giocatore fantastico! Nella fase a gironi resta defilato, il Mancio gli preferisce Berardi. Si prende sulle spalle la Nazionale dagli ottavi in poi mostrando un feeling pazzesco con Wembley: i gol contro Austria e Spagna non ci si stanca mai di rivederli. Uno dei migliori anche in finale. Personalità e zero paura di prendersi responsabilità. L'anno alla Juventus lo ha fatto crescere in maniera esponenziale.
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Ciro IMMOBILE 6 - Pronti, via e rifila due gol a Turchia e Svizzera: ecco spiegata la sufficienza. All'alba del torneo dà la sensazione di essere il terminale offensivo ideale per gli azzurri, ma quando l'asticella si alza il bomber della Lazio sparisce letteralmente dal campo. L'incrocio dei pali colpito contro l'Austria è il suo ultimo bagliore. Uomo in meno dai quarti di finale in poi.
Lorenzo INSIGNE 8,5 - Tiraggir è la parola dell'estate, è il suo marchio di fabbrica. Talento indiscutibile, gli si rimproverava di non lasciare il segno nelle partite che contano. La perla contro il Belgio sta lì a dimostrare l'esatto contrario. A tratti il leader tecnico degli azzurri, sempre pronto a sacrificarsi e a dare una mano anche dietro.
Giacomo RASPADORI s.v. - Gioca uno scampolo di partita con il Galles, poi soffre per i compagni in panchina o in tribuna. Per lui è già stata un'enorme soddisfazione entrare a far parte dei convocati.

Commissario tecnico

Roberto MANCINI 10 e lode - Alzi la mano chi, tre anni fa, immaginava di poter vivere una notte come quella di Wembley. Il Mancio ha preso in mano una Nazionale ai minimi termini e l'ha riportata in alto grazie (udite, udite) alla qualità del gioco. Un Rinascimento Azzurro che ha un nome e un cognome: quelli del nostro ct. E anche i conti con Wembley sono in ordine. Non bisogna fare altro che ringraziarlo.
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