Un anno ricco di sorprese, di consacrazioni e ritorni, con una sola squadra al comando il Chelsea di Thomas Tuchel e un grande cannoniere, che ha fallito ancora una volta l'assalto al Pallone d'Oro: Robert Lewandowski. Il 2021 del calcio estero ha regalato le solite grandi emozioni e ci ha tenuti incollati al televisore con il solito entusiasmo. Vediamo insieme i migliori e i peggiori di questo anno solare, in attesa di scoprire come e se nel 2022 potranno cambiare le cose.

Voto 10... Al Chelsea di Tuchel, campione d'Europa

Alzi la mano chi, a inizio o a metà della scorsa stagione avrebbe pronosticato il Chelsea come papabile vincitrice della Champions League. L'elemento spartiacque ha un nome e un cognome: Thoms Tuchel, che ha vinto la coppa dalle grandi orecchie alla guida dei Blues con merito, sì, ma anche nella maniera più impensata: iniziando l'annata col Paris Saint-Germain. A dicembre, l'esonero (senza motivazioni credibili) del dg Leonardo e, a gennaio, la chiamata di Roman Abramovich, che a sua volta aveva dato un doloroso benservito alla leggenda di Stamford Bridge Frank Lampard. Dall'arrivo del tecnico teutonico, il Chelsea ha palesato subito maggior solidità difensiva e maggior incisività là davanti con Timo Werner e compagni. Il tutto, perfettamente coordinato da un Jorginho in stato di grazia per tutto il 2021 (o quasi, nel contraltare dei pesantissimi rigori sbagliati contro la Svizzera, alle dipendenze di Roberto Mancini, dopo l'ulteriore trionfo all'Europeo). In finale, imbrigliato anche il Manchester City di Pep Guardiola e vittoria incisa negli annali del calcio.
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Chelsea-Manchester City

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Voto 9... Al Villarreal di Emery, "mister Europa League"

Alzi la mano, anche qui, a chi aveva indicato il Villarreal come potenziale vincitore dell'Europa League. In questo caso, tuttavia, si vedono molte più "adesioni", essenzialmente per un motivo. Anch'esso con un nome e un cognome. O, meglio, un nome, una garanzia: Unai Emery, alias mister Europa League. Che, in semifinale, ha liquidato l'Arsenal, ex squadra rea di avergli lasciato il classico "dente avvelenato". Ceramisti col petto in fuori a Gdansk al cospetto del Manchester United e vittoria ai rigori infinita (11-10) dopo l'1-1 al 120' firmato Gerard Moreno-Edinson Cavani. Primo trofeo internazionale in bacheca per il Submarino Amarillo e "olé".

Villarreal.

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Voto 8... A Lewandowski, bomber vero

La bellezza di 46 reti stagionale con la maglia dei bavaresi: 41 in Bundesliga su 29 presenze (1) e altre 5 in Europa League. Bayern trascinato all'ennesimo titolo di campione di Germania. Per l'esattezza il numero 31. Poi, per la questione Pallone d'Oro, ne riparliamo alla voce relativa al "4 in pagella".

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Voto 7... Ad Atletico Madrid e Manchester City

Colchoneros davanti a Real e Barcellona nel campionato scorso, vinto per l'undicesima volta nella sua storia. Il Cholismo ancora come filosofia di vita, di un ciclo lunghissimo, quasi infinito. In cui i Materassai della capitale iberica sono sempre e costantemente pronti ad approfittare delle annate opache di Blancos e Blaugrana. Menzione anche per Pep Guardiola, che torna a vincere la Premier (la sua terza in quattro stagioni intere in Inghilterra, una striscia interrotta solamente dal Liverpool nell'annata 2019-2020), inciampando però sull'ultimissimo ostacolo in Champions, divenuta sua ossessione dopo i fasti ormai di un decennio fa col Barcellona. Ironia della sorte, proprio contro una squadra inglese, il Chlesea, quarto nel campionato vinto dagli Sky Blues.

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Voto 6... A un Real Madrid ora sotto cura del buon Ancelotti

La sufficienza è data dalla straordinaria prima parte della stagione 2021-2022 con Carlo Ancelotti autentico dominatore in Liga e primo nel girone Champions, lo stesso dell'Inter. La stagione passata al timone di Zindine Zidane, invece, è stata di scarso profilo per gli standard dei Blancos. Spintisi fino in semifinale di Champions, vero. Ma secondi in un torneo domestico dai mille inciampi e umiliati ai sedicesimi di finale di Coppa del Re dall'Alcoyano, club di terza serie, in rimonta e in inferiorità numerica: 2-1 il punteggio finale ai tempi supplementari. Alcoyano che, incredibilmente, secondo le bizzarrie del sorteggio, sarà l'avversario dei Blancos anche il prossimo gennaio, sempre ai sedicesimi.

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Voto 5... Al PSG e a una squadra fatta con le figurine

Talvolta le stelle non bastano. Il Lille si è preso il titolo di Ligue 1 2020-2021. Lo sceicco Nasser Al-Khelaïfi e Leonardo, allora, hanno deciso di portare sotto la tour Eiffel ulteriori... stelle. Le migliori possibili: Lionel Messi, Gianluigi Donnarumma, Sergio Ramos, Achraf Hakimi e chi più ne ha più ne metta. L'effetto "album di figurine" si è già palesato, dall'inizio della stagione a oggi. Pure in Champions, vera e propria ossessione anche per il petroliere di Doha.
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Voto 4... A un Newcastle distratto dalle "straricche" questioni societarie

L'investimento del fondo saudita "Pif" trasformerà il club delle Magpies, sorretto essenzialmente dalla passione dei suoi tifosi, a club più ricco del mondo. Praticamente la replica, ma sulle rive del Tyne, della storia del Manchester City. Prima, però, il Newcastle deve trovare un modo per salvarsi, visto il suo disastroso inizio di di stagione in Premier League.

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Voto 3... al 7° Pallone d'Oro a Lionel Messi

Al "povero" Lewandowski, un premio nuovo, il "Goleador dell'anno" cucitogli su misura da France Football come sorta di risarcimento per la discussa cancellazione dell'edizione 2020 del Pallone d'Oro, che avrebbe vinto a mani bassi. Analizzando numeri messi in fila nella stagione 2020-2021, avrebbe strameritato di trionfare anche qualche settimana fa. Per l'organizzazione, insomma, è stato un po' come mettere una toppa a una "falla di giuria". I componenti sponda Uefa, ragionando su parametri europei, avevano addirittura piazzato Lionel Messi fuori dal podio. Messi che, quindi, ha fatto valere l'effetto popolarità tra i giurati provenienti dalle parti più disparate del globo terracqueo. La "sola" vittoria in Copa America, infatti non può aver pesato così tanto: il talento migliore al mondo non è in discussione, sia chiaro. Ma, probabilmente, per questo 2021, si sarebbero potute fare scelte diverse. Ed è così che Robert Lewandowski è rimasto col cerino in mano. I criteri dell'oscar del calcio, insomma, andrebbero rivisti e attualizzati. Quanto meno per una questione di coerenza.

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Voto 2... A un Solskjær senza troppe idee (e zero titoli)

Da dicembre 2018 a novembre 2021, non un solo trofeo portato in bacheca alla guida del Manchester United. Che, sia chiaro, non è esattamente lo United di quando il norvegese vestiva i panni del micidiale bomber di scorta, ma nemmeno una squadra così anonima da restare a bocca asciutta per così tanto tempo. Il suo "ghost writer", non è un segreto, è stato sir Alex Ferguson, che dalla tribuna lo ha costantemente telecomandato. Poi, però, i risultati si sono rivelati - al netto anche dello sfortunato epilogo ai rigori - talmente scarsi da renderne inevitabile l'esonero. Ora Ralf Rangnick: sei mesi da allenatore, poi un contratto da dirigente. Come a dire: AAA cercasi disperatamente il nuovo Ferguson e gettarsi alle spalle la "maledizione" dello scozzese. Finora inimitabile.

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Voto 1... Al Barcellona, adios Barcelona!

Alla caduta rovinosa del castello Barcellona. La perdita sul mercato di Messi, Griezmann e di altre stelle sono il picco di un iceberg fatto di anni di una guida economica al di sopra delle proprie reali possibilità e finanza creativa. Il 2021 si può definire "annus horribilis" per i catalani, rimasti senza trofei (un'autentica rarità ) così come eliminati dalla Champions ai gironi, poche settimane fa, come non succedeva dal 2000. E, non inganni la vittoria in Coppa del Re contro l'Athletic Bilbao: la situazione sembra seguitare a precipitare...

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Voto 0... Alle "cenerentole" Schalke 04 e Greuther Furth

Il loro cammino in Bundesliga è stato uno strazio. Lo Schalke, la passata stagione, chiuse ultimissimo con la miseria di 16 punti conquistati in 34 giornate, a -15 dalla penultima (il Werder Brema, anch'esso retrocesso). La matricola Greuther Fürth sembra intenzionato a fare anche di peggio con appena 5 punti ottenuti nell'arco dell'intero girone di andata, fatto di 17 turni.

Greuther Fürth

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