L'8 maggio 2008 è una data storica per il calcio mondiale. Quel giorno, Joan Laporta decide di affidare la panchina del suo Barcellona a un blaugrana doc come Pep Guardiola, che all'epoca ha 37 anni e fino a quel momento ha guidato solamente la squadra B dei catalani. Il resto è storia e rivoluzione, con l'ultimo capitolo di un libro straordinario scritto domenica 25 aprile nel teatro di Wembley, dove l'allenatore spagnolo ha guidato il suo Manchester City al successo sul Tottenham nella finale di League Cup. E pur non essendo il trofeo più luminoso della sua carriera, di certo è uno dei più significativi: si tratta del titolo numero 30 della sua carriera da tecnico.

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Tredici anni per raggiungere un traguardo clamoroso, in un viaggio iniziato con la Liga 2008/09 e sviluppatosi tra Spagna, Germania e Inghilterra, da vero conquistatore. Nella sua bacheca, tra gli altri allori, campeggiano tre Champions League, tre Supercoppa UEFA (record), tre Coppa del Mondo per Club (record) e otto campionati nazionali (con il nono in arrivo). Numeri folli, che risplendono ancora di più se confrontati a quanto combinato da altri suoi celebri colleghi nello stesso arco di tempo. Se Guardiola ha appena festeggiato un 30 e lode, al secondo posto della speciale classifica troviamo Josè Mourinho e Massimiliano Allegri, entrambi a quota 13 titoli dal 2008 a oggi. Numeri di certo prestigiosi, ma che impallidiscono di fronte all'abbondanza del Pep.
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Trenta trofei in 12 stagioni (nel 2012/13 si prese un anno sabbatico prima di volare al Bayern) e 694 panchine da allenatore (escluso l'anno al Barcellona B dal conteggio): significa una media di un titolo ogni 23 partite. E Guardiola ha commentato così l'ultimo successo: "Oggi siamo incredibilmente felici per aver vinto questa competizione per quattro volte consecutive. Abbiamo provato a vincere la partita, creato molte occasioni. Loro hanno avuto qualche chance in contropiede ma in generale abbiamo fatto una buona partita. Il 30° trofeo da allenatore? Va bene. Ero in grandi club, ecco perché è più facile farlo". La sua corsa e quella del City non si fermano certo qui. La Premier a un passo, come detto, ma anche quella Champions League che il club inglese non ha mai neanche sfiorato e che lui conquisterebbe per la prima volta lontano da Barcellona. Fatto 30, facciamo 31 (e magari 32). Perchè Pep ha ancora una gran voglia di divertirsi e divertire.

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