Da Messi e Cristiano Ronaldo al rischio default. Le due squadre che hanno vinto più Champions League dall’inizio del nuovo millennio (il Real Madrid sei, il Barcellona quattro) stanno attraversando il periodo di crisi finanziaria peggiore della loro storia. I colossi del calcio spagnolo, ma anche del calcio europeo, infatti, hanno bilanci disastrati, debiti senza predecenti sia con banche con altri club, perdite mai registrate prima. In due collezionano circa due miliardi di euro di debiti: una cifra enorme, folle, spropositata.
E questo anno pandemico è solo servito a mettere ancora più a nudo una gestione economica per certi versi troppo audace, non ponderata e poco avveduta. Fatto sta che la situazione attuale preoccupa davvero tutti: media spagnoli, tifosi dei due club e ovviamente dirigenze. In questo scenario si inserisce la clamorosa indiscrezione del quotidiano El Mundo che ha pubblicato in prima pagina le cifre sensazionali del contratto che Lionel Messi ha firmato con il Barcellona nel 2017.
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Real: crollo del fatturato, bilancio con un rosso pesante

Dopo il ciclo storico delle quattro Champions League in cinque anni era prevedibile un calo. Nel concreto il Real Madrid ha fatto l’ultimo mercato importante nell’estate 2019 e poi si è limitato a vendere, a generare plusvalenze (vedi ed ), a risparmiare pur costruendo una squadra comunque competitiva e allenata da un grande tecnico come Zidane. La mancanza di ricavi da stadio, il collasso dei ricavi commerciali, la ristrutturazione necessaria del Bernabeu, le vendite al minimo del merchandising hanno costretto il club di Florentino Perez a fare i conti con delle perdite considerevoli. Il Real prevede un fatturato di 617 milioni di euro, oltre 200 milioni in meno rispetto a quanto previsto per il 2020 prima della pandemia e circa 100 milioni in meno rispetto a quanto effettivamente messo a bilancio al termine della passata stagione. Era dal 2014/15 che il club Blanco non registrava ricavi così “bassi”. Usiamo questo termine perché ovviamente le spese che ha un club come il Real sono ben superiori a quelle di chiunque altro. Infatti la previsione, come conferma il quotidiano spagnolo Marca, del prossimo bilancio del club madridista è di meno 91 milioni di euro. Un mezzo disastro.
Ultimi dati disponibili (dati in milioni di euro)
REALBARÇA
Fatturato617 (-14%)855 (-15%)
Rosso in bilancio- 91- 97
Debiti2051200

Barcellona, situazione critica: 730 milioni di debiti in scadenza

Se il Real soffre, nettamente peggiore è la situazione in terra catalana. I giornali spagnoli hanno diffuso il documento relativo al bilancio approvato lo scorso 30 giugno dal club blaugrana, quando era ancora in carica il discusso ex presidente Bartomeu: rispetto all'anno precedente, i debiti complessivi hanno raggiunto quasi la quota di 1,2 miliardi di euro, 730 milioni dei quali da estinguere nei prossimi mesi. A tal proposito, una voce particolarmente importante è quella dei soldi da versare nelle casse dei club con cui ha effettuato recentemente delle operazioni di mercato. Quasi 150 milioni di euro ancora da saldare: il Barcellona sta infatti cercando di rinegoziare con le banche le scadenze dei prestiti, per non rischiare un default che altrimenti appare inevitabile.

Barcellona, debiti spaventosi: oltre un miliardo di euro

Il parere dalla Spagna: c’è grande preoccupazione per il Barcellona

"Mi sono molto preoccupato quando ho sentito che il Barcellona ha un debito di oltre 1.000 milioni di euro, 700 dei quali sono un debito a breve termine e 126 dei quali sono un debito con i club a causa dei trasferimenti di giocatori – ci scrive Felix Martin, giornalista di Eurosport Spagna - Ad esempio devono ancora finire di pagare l’Ajax per De Jong, l’Atletico per Griezmann e il Gremio per Arthur, tra gli altri. Il bilancio economico 2019-20 che hanno pubblicato sul loro sito è davvero preoccupante. Per me i retroscena sono abbastanza chiari: il Barça è in una situazione al limite e ha bisogno di una corretta gestione il prima possibile. Durante alcune finestre di trasferimento ci chiedevamo tutti come potesse il Barça permettersi di ingaggiare giocatori per oltre cento milioni di euro praticamente ogni anno (basti pensare a Coutinho, Griezmann o Dembele (o anche lo stipendio di Nikola Mirotic nella squadra di basket). Bene, immagino che ora tutti possiamo vedere i risultati di questa “politica economica” poco lungimirante. Questo enorme debito è il risultato di una delle peggiori gestioni a cui il Barça abbia mai assistito, quella di Bartomeu. Le elezioni presidenziali si terranno molto probabilmente a marzo, data ancora da confermare. Ma ci sono molte decisioni importanti che il club blaugrana deve prendere per "sanificare" in qualche modo la propria situazione finanziaria. Un Barça sano è essenziale per tutto lo sport spagnolo, abbiamo bisogno di una Liga competitiva e di un Barcellona che sia in grado di competere nella fase a eliminazione diretta di Champions League e questo è accessibile solo se la societá catalana porta avanti una strategia a breve termine che può aiutarli, ad esempio, a non perdere giocatori come Messi, che sarebbe un disastro totale per il club, per La Liga, per noi giornalisti spagnoli e per il grande pubblico”. (Felix Martin – Eurosport Spagna)

Quale futuro? Risparmio ed eventuale Superlega

La domanda che tutti ora si pongono è banale: ma quindi ora Real Madrid e Barcellona come faranno ad uscire da questa crisi? La risposta non è facile, visto che il Covid (come vi abbiamo spiegato parlando anche dei club italiani) ha messo in difficoltà tutto il mondo del calcio. In ogni caso immaginare un possibile fallimento di club storici e importanti come questi è impensabile. Ma al tempo stesso entrambi dovranno lavorare in modo molto attento sul mercato, evitando investimenti esagerati, calmierando il monte ingaggi, puntando su giovani dei settori giovanili (le famose “cantere” un po’ ignorate negli ultimi tempi). E in quest’ottica, in cui i top club hanno bisogno di ricavi sempre alti per gestire le proprie risorse, è altrettanto palese che l’ipotesi Superlega Europea resti sempre in piedi: solo big match contro altre grandi società da trasmettere in tutto il mondo, con guadagni sempre alti sia come incassi da stadio che come diritti tv. Non nell’immediato, certo, ma questo lungo periodo pandemico ha sicuramente velocizzato un processo decisionale che qualche anno fa sembrava ancora in fase embrionale.
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