Prima o poi doveva accadere, l’hanno sottolineato un po’ tutti, che il Milan incappasse in una sconfitta in campionato dopo 27 turni di imbattibilità: è successo contro la corazzata Juventus nel quadro di un match dove i rossoneri sono in ogni caso usciti a testa alta. Quello che non era per nulla scontato era che il Diavolo rialzasse immediatamente la testa riprendendo a marciare: lo ha fatto contro il Torino dell’ex Marco Giampaolo, nonostante la (solita) lunga lista di defezioni. Vincere dopo il primo passo falso, vi spieghiamo perché il Milan ha superato il primo vero crash test del suo sfolgorante campionato dopo aver metabolizzato con successo la figuraccia rimediata in Europa League contro il Lille.

Il tallone d'Achille di Pioli

Calciomercato 2020-2021
Il Milan stringe per Meité dopo il ko di Tonali. Intrigo Milik
10/01/2021 A 08:15
Per capire la misura del trappolone che si stagliava all’orizzonte bisogna riavvolgere il nastro della carriera da allenatore di Stefano Pioli, abituato a far sognare le piazza ma fatalmente esposto a strisce negative “uguali e contrarie” a filotti di risultati utili. Era successo all’Inter nella stagione 2016/2017 quando Pioli, subentrato al disastroso de Boer, accese la fantasia della Curva Nord stampando 9 vittorie di fila buone per tornare in corsa per la Champions: purtroppo per i colori nerazzurri il clamoroso 7-1 inflitta alla Dea dell’odiato ex Gasperini sancì il canto del Cigno e a maggio inoltrato il tecnico parmigiano venne esonerato per filotto negativo e spogliatoio in subbuglio.
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Alla Lazio l’idillio durò solo un anno: la stagione successiva al terzo posto biancoceleste fu un mezzo disastro, mentre a Firenze i Viola si compattarono dopo la tragica scomparsa del capitano Davide Astori affacciandosi alla quota Europa League: ancora una volta sul più bello la magia svaporò e, inesorabile, si materializzò il filotto negativo.
La prestazione contro la Juve ci ha dato ancora più convinzione, sapevo che i ragazzi avrebbero metabolizzato gli errori (Stefano Pioli)

Ennesima dimostrazione di forza

Ancora una volta il sorprendente Milan di Stefano Pioli ha superato brillantemente una sorta di fatica d’Ercole dimostrando di avere le carte in regola per puntare allo Scudetto. Nel giro di tre giorni ha prima tenuto testa alla Juventus di Cristiano Ronaldo e degli altri tenori poi ha protetto la leadership in solitaria senza accusare il benché minimo contraccolpo psicologico post sconfitta. E ora la pressione è tutta sulle spalle di Juve e Inter: ulteriori passi falsi potrebbero risultare fatali alla luce della forza granitica della capolista. Che ormai non stupisce più nessuno.

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