Il 18 maggio per i tifosi nerazzurri è una data legata a Parma, alla pioggia e a un solo nome: Zlatan Ibrahimovic. Esattamente dodici anni fa, il 18 maggio 2008, l'Inter si gioca lo Scudetto all'ultima giornata su un campo tradizionalmente ostico come il Tardini. I ducali lottano per rimanere in Serie A mentre la Roma, dopo aver recuperato molti punti, è a meno uno e contende il titolo ai nerazzurri a Catania, in un duello a distanza deciso solo all'ultima curva.
I presagi meteorologici vengono accompagnati dagli spettri di un altro 5 maggio. Dopo 8 minuti la Roma passa in vantaggio in Sicilia con Mirko Vucinic, l’Inter invece fatica e va negli spogliatoi sullo 0-0. All’intervallo i giallorossi sono virtualmente campioni d’Italia. Al 6' del secondo tempo la svolta: Mancini manda in campo Ibrahimovic, al rientro dopo quasi due mesi di stop per infortunio. Tempo undici minuti e lo svedese sblocca la partita con un destro da fuori area.

Zlatan Ibrahimovic segna lo 0-1 - Parma-Inter 18 maggio 2008

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Al 17' l’Inter passa in vantaggio e torna in testa alla classifica. La pioggia non accenna a diminuire ma è ancora Ibra a trascinare l’Inter e al 34' chiude partita e campionato realizzando il gol dello 0-2, al volo, su cross di Maicon. Per i nerazzurri è lo Scudetto numero 16, il terzo consecutivo mentre il Parma, dopo 18 anni, torna in Serie B.

Zlatan Ibrahimovic segna lo 0-2 - Parma-Inter 18 maggio 2008

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Il genio firma lo Scudetto del centenario in una partita che altrimenti l'Inter non avrebbe probabilmente mai sbloccato. Il Catania pareggia, ma con ogni probabilità la Roma non si sarebbe mai fatta raggiungere se non fossero arrivate dal Tardini le notizie dei gol di Zlatan. Lo svedese ha vinto il campionato ovunque è andato, ci è riuscito 11 volte ma quello resta il suo Scudetto, griffato con un marchio indelebile.

Zlatan Ibrahimovic - Parma-Inter 18 maggio 2008

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In campo esplode la festa e anche il presidente Moratti sugli spalti esulta. Mancini è incontenibile anche perché, dopo la sconfitta in Champions contro il Liverpool, aveva urlato al mondo intero che quelli sarebbero stati i suoi ultimi mesi alla guida dell'Inter, già "prenotata" da José Mourinho. La Gazzetta dello Sport, il giorno dopo, titola in prima pagina: "L'uomo dei sogni". D'altronde, l'attaccante di Malmoe pur essendo reduce dal lungo stop, aveva detto: "Adesso entro e vi faccio vincere lo Scudetto". Così fu. Veni, vidi, vici. Ibracadabra. Interimovic.

Zlatan Ibrahimovic - Parma-Inter 18 maggio 2008

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La Roma ci stava recuperando i punti di differenza, io ero infortunato. All’ultima giornata Mancini disse 'non mi interessa, se sta male o no deve entrare in campo. Il problema è vostro'. E il dottor Combi disse che dovevo riscaldarmi bene e Mancini rispose che mi dava ancora 20 minuti. Ma eravamo ancora 0-0 e pioveva tanto quel giorno. Entro. Mi danno il pallone in mezzo al campo, tiro ma va fuori. La seconda azione faccio lo stesso movimento, tiro e il pallone entra. C’era una foto e si vede la gioia sulla faccia degli altri, in quel momento sai che hai fatto qualcosa di differente. E questo ti dà emozione, ti dà un'adrenalina e ti senti intoccabile, più forte di tutti. Ti senti come Hulk ma quello mi ci sento anche se non vedo queste cose. Mi ricordo nello spogliatoio che Mancini andava da tutti e diceva grazie. Arriva da me e io rispondo 'prego'. Ho vinto in tutti i club in cui ho giocato, questa è la mia mentalità. Dove vado vinco

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