Alla periferia dello scudetto, Lazio-Milan incarna un tappone cruciale. E’ il paradosso di un campionato che, dopo nove anni, cambierà padrone senza aver cambiato copione. Tutti aggrappati alla zona Champions. Cinque candidati per tre posti: altro non resta, se escludiamo le fiamme della lotta salvezza . Vi arrivano, i duellanti dell’Olimpico, da fragorose sconfitte: il Milan, a San Siro con il Sassuolo (1-2); la Lazio, al Maradona con il Napoli (2-5, addirittura).

In campo così

La squadra di Stefano Pioli, in palese flessione, proprio fuori casa rende di più. La formazione di Simone Inzaghi va a scatti, si illumina e si spegne. Zlatan Ibrahimovic ha prolungato il contratto per una stagione al modico prezzo di sette milioni di euro. L’età non è acqua: e nemmeno salary cap, se mi passate la battuta. Problemi a un polpaccio, sarà dura. E’ in dubbio anche Theo Hernandez, che risolse la sfida dell’andata (3-2). Dovrebbe rientrare, in compenso, Ismael Bennacer. Chi con Ante Rebic? Confermerei Rafael Leao. Sul fronte laziale, urge un Ciro Immobile all’altezza della scarpa d’oro che ne coronò brillantemente l’ultimo rodeo. Lo affiancherà Joaquin Correa, in attesa che la fantasia di Luis Alberto torni a dividere l’ordinario dallo straordinario.
Serie A
Inzaghi: "Dispiace per il Parma, ma concentrato sui miei"
15 ORE FA

L'esultanza di Luis Alberto, Milan-Lazio, Getty Images

Credit Foto Getty Images

Superlega e Lazio-Torino

Con la Juventus e l’Inter, il Milan di Ivan Gazidis aveva aderito alla Superlega finita come sappiamo, ma la Lazio di Claudio Lotito è una delle società che, curiosamente, non hanno sottoscritto la class action della confindustria pallonara: insieme con Napoli, Fiorentina, Atalanta, Verona e Udinese, ancora più strano. Le capriole sui fondi per non andare a fondo, c’è chi non ha dimenticato. La cosa buffa è che Paolo Dal Pino, colui che all’alba della pandemia, mentre il morbo infuriava, fece di tutto per far giocare Juventus-Inter, oggi guida l’inquisizione anti-ribelli. Senza trascurare il recupero di Lazio-Torino: sempre che i lotitiani non si aggiudichino il ricorso, con relativo 3-0 a tavolino, avrà luogo il 18 maggio, a cinque giorni - diconsi cinque - dall’epilogo del torneo. Quando, magari, il risultato non servirà più a nessuno. O «solo» a qualcuno.

Inzaghi: "Abbiamo vinto 12 delle ultime 16, ci penalizza l'andata"

I numeri

La Lazio ha già perso nove volte, il Milan sei (ma ben cinque al Meazza). Praticano entrambi un calcio allegro, semplice, diretto. Sull’epilogo della partita - e, naturalmente, della volata - pende il destino di Gigio Donnarumma. Non riesco a immaginare uno zero a zero. Sergej Milinkovic-Savic e Franck Kessié raccontano l’Aquila e il Diavolo meglio e più di ogni studio. Delle aspiranti-Champions la Lazio è la più attardata: non può sbagliare. Scavalcato dall’Atalanta, un inno al calcio, agganciato dalla claudicante Juventus di Firenze e con il Napoli in agguato, il Milan si trova di fronte a uno scenario inquietante: dopo essere stato in testa sino al 7 febbraio, rischia la più clamorosa delle beffe. Come il Bitossi-Bitossi-Basso al Mondiale di ciclismo di Gap 1972, quando il podio venne rovesciato sul filo del filo.
Mi butto: Atalanta e Napoli, poi una fra Milan, Juventus e Lazio (se vince stasera).
===
Per commentare o fare domande potete inviare una mail a roberto.beccantini@fastwebnet.it o visitare il blog di Roberto Beccantini
===

Pioli: "Milan più forte di tutti tranne che dell'Inter"

Serie A
Pioli: "Ibra fuori con Torino e Cagliari"
19 ORE FA
Serie A
Milan, ecco la maglia della prossima stagione
21 ORE FA