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Coronavirus, Inter furiosa per il caso Hakimi
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Pubblicato 24/10/2020 alle 10:12 GMT+2
La sequenza di esiti dei tamponi per Achraf Hakimi ha innervosito l’Inter, che ha dovuto rinunciare in Champions League a un giocatore potenzialmente idoneo.
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La Gazzetta dello Sport solleva il caso dell’Inter e dell’esito dubbio di alcuni tamponi. A tenere banco è la vicenda che ha visto protagonista Achraf Hakimi, prima negativo, poi doppio positivo, poi negativo di nuovo e intanto messo al bando per la sfida di Champions League col Borussia Mönchengradbach, con cui i nerazzurri sono arrivati contati e costretti a un pareggio.
La cronaca dei tamponi misteriosi
Secondo la ricostruzione fatta dalla rosea, la UEFA avrebbe disposto che i tamponi venissero effettuati il martedì dai laboratori Synlab, cui si appoggiano regolarmente sul territorio italiano; mercoledì mattina, Synlab avrebbe comunicato alla società la negatività di tutti i giocatori, compreso Hakimi, ma poi nel pomeriggio ecco il dietrofront. Dopo la rifinitura e il pranzo, il pomeriggio alle 16 il laboratorio ha comunicato una rivalutazione dei risultati e quindi la debole positività di Hakimi, che a quel punto è stato isolato dalla squadra e condotto immediatamente a fare un nuovo tampone, sempre presso Synlab, che avrebbe dato ancora come esito una debole positività nella mattinata di giovedì. A quel punto l’Inter ha predisposto un nuovo tampone per il giocatore presso il proprio laboratorio di fiducia e l’esito lo conosciamo tutti: negativo.
Le mosse dopo la stizza dell’Inter
Ora il club nerazzurro starebbe aspettando – sempre secondo Gazzetta – l’esito di un secondo test. Non è specificato che tipo, ma è presumibile che si tratti di un altro tampone, anche se a questo punto effettuare anche un test sierologico sarebbe l’unico modo per fugare ogni dubbio sulla possibilità che il giocatore abbia davvero contratto il virus e sia poi guarito e che darebbe quindi la buona conferma dell’operato dei laboratori scelti dalla UEFA. Nel caso in cui l’Inter ricevesse le risposte che cerca, ossia che Hakimi è negativo, a tempo di record dovrebbe spedire tutta la documentazione all’Ats, che dovrebbe quindi dare il via libera per uscire dall’isolamento e quindi poter giocare.
Confusione e rimpianti
In tutto questo, il nervosismo deriva dal fatto che, se davvero i due tamponi di Synlab (che comunque sostiene la correttezza del proprio operato e il fatto che un soggetto debolmente positivo può “guarire” nel giro di 24 ore) avessero dato un falso negativo, l’Inter ha dovuto rinunciare in una partita importante a un giocatore ritenuto fondamentale, fattore che Conte ha anche sottolineato in conferenza stampa dopo il 2-2 col Gladbach, ma in generale ciò che avrebbe dato più fastidio è la comunicazione poco ortodossa da parte di Synlab: un giocatore presunto negativo e poi dato per positivo certo è stato lasciato per ore a contatto coi compagni e lo staff, col rischio di contagiare altre persone e decimare ulteriormente una squadra già abbastanza provata dal Covid-19.
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