L'Inter trema, sbanda, si rialza e rimonta. Il Torino gioca un ottimo primo tempo al Meazza e passa in vantaggio con merito con Zaza nel recupero di frazione. Nella ripresa, Ansaldi fa 0-2 dal dischetto ma i nerazzurri ribaltano il match con rabbia: Sanchez e Lukaku confezionano il 2-2, su rigore il belga fa 3-2 e c'è spazio anche per il poker di Lautaro. Successo fondamentale per la squadra di Conte, a tre giorni dalla sfida di Champions con il Real Madrid. L'allenatore nerazzurro analizza così il 4-2 di San Siro.

"L'approccio non è stato dei migliori, dovevamo essere molto più feroci, cosa che invece è stata il Torino. Non riuscivamo a vincere neanche un contrasto. Capisco le difficoltà quando si torna dalla nazionale di riuscire subito a riattaccare la spina e capire l'importanza della sfida. Nel weekend si è visto che tutte le squadre hanno avuto delle difficoltà post-nazionali. Siamo mancati comunque dal punto di vista dell'atteggiamento, vedevo poca cattiveria e furore agonistico. Nella seconda parte però c'è da fare i complimenti ai ragazzi. Il 2-0 avrebbe ammazzato chiunque, invece abbiamo dimostrato ancora una volta di avere qualcosa di importante anche a livello caratteriale. Non era facile rimontare, siamo contenti".

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Ci vuole furore. Noi l'anno scorso eravamo feroci. Dobbiamo ritrovare quella ferocia. Abbiamo margini perché i vecchi ritrovino la cattiveria passata e i nuovi capiscano cosa vogliamo in questa squadra. Perché siamo all'Inter non siamo in una squadretta.

Sull'atteggiamento della squadra

"Io ho la percezione che dobbiamo lavorare e alzare il livello di attenzione. Rispetto a come abbiamo finito l'anno scorso da questo punto di vista abbiamo perso tanto e ora dobbiamo essere bravi a ritrovare quel tipo di atteggiamento. Al di là di qualità, organizzazione, preparazione delle partite, devi metterci testa, cuore e gambe in campo. Mi auguro che questo serva per il futuro. Se vogliamo qualcosa bisogna andare a conquistarsela. Nella prima parte oggi non l'abbiamo fatto, poi abbiamo capito e spero che questo serva da lezione e ci faccia capire che la strada è lunga e faticosa. Noi dobbiamo lavorare, fare, fare i solchi per terra e far trovare il campo in salita agli avversari. E tante volte questo non è avvenuto o è avvenuto in ritardo. Dovremo essere tutti bravi a trovare la giusta via. Se non ci metti qualcosa a livello personale poi diventa difficile. L'Inter ha bisogno di questi valori, oltre a quelli tecnici".

Sulle parole di Lukaku

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"Penso che Romelu, come tutti gli altri ragazzi, sia intelligente. Anche nelle difficoltà questi ragazzi fanno delle valutazioni. Sono contento che Romelu abbia fatto questo tipo di valutazione. Quando sento che vengono enfatizzate situazioni da cui noi siamo ancora lontani mi si drizzano i peli. Mi dispiace se qualcuno va dietro a queste sirene ammalianti. Noi dobbiamo scalare i solchi, ripeto, e solo allora potremo parlare di obiettivi importanti da raggiungere. Bisogna abbinare qualità tecniche e tattiche a un furore agonistico e una voglia di vincere che gli avversari devono sentire fin dall'inizio, anzi ancor prima di entrare in campo, nel sottopassaggio. Noi questo ancora non ce l'abbiamo. Abbiamo fatto dei cambiamenti, è arrivata gente nuova che deve ancora capire delle situazioni. Questo è un gruppo sano, fatto di ragazzi intelligenti, che però ha bisogno di capire. Le parole di Lukaku mi trovano totalmente d'accordo".

Sui problemi tecnico-tattici

"Non può essere una questione tattica. Nel secondo tempo abbiamo giocato con Vidal, Barella, Sanchez trequartista, Lautaro e Lukaku. All'inizio c'era Barella invece più alto e Gagliardini basso. Non è cambiato nulla insomma. E' cambiata invece la voglia. Anche quando fai le pressioni bisogna mostrare ferocia, altrimenti gli avversari escono da tutte le situazioni. Nel secondo tempo si è alzato il furore agonistico, si è alzata la voglia di far fatica, gli spazi si sono ridotti e abbiamo fatto 4 gol, ma ne potevamo fare anche di più".

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