Dopo 7 anni di assenza, il Milan torna in Champions League. Lo fa sbancando Bergamo dove un anno e mezzo fa aveva rimediato la sconfitta più cocente della gestione Pioli (un devastante 0-5) e che oggi invece si prende una rivincita enorme ottenendo un 2° posto splendido ed importantissimo che regala al Milan un traguardo importantissimo e meritato come spiegano lo stesso Stefano Pioli e Paolo Maldini nel post partita ai microfoni di Sky Sport.

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23/05/2021 A 21:16

Stefano Pioli (Allenatore Milan)

"L’abbiamo meritata e lo abbiamo dimostrato. Questa squadra è stata ai vertici per tutto il campionato, quindi era giusto ma dovevamo dimostrarlo. Siamo stati bravissimi a sfruttare l’occasione, sono davvero emozionato e felice. Ringrazio il club che ci ha fatto lavorare nel migliore dei modi, il mio staff, i giocatori che hanno dato tutto e poi i tifosi, che anche oggi ci hanno dimostrato cosa significa il Milan. Io stasera devo parlare del collettivo, perché questo traguardo è soprattutto merito dei giocatori che hanno giocato meno. Non hanno mai perso la qualità e il ritmo del lavoro e ci hanno dato un grande aiuto, poi chiaro che Frank merita tutti i complimenti del mondo, ma è l’ambiente che ha fatto la differenza. Sono molto orgoglioso della crescita soprattutto mentale del gruppo. Questa è una squadra giovanissima che ha giocato metà campionato senza Ibra, vorrei vedere le altre squadre senza il loro campione per tutte quelle partite. Ora però è il momento di godercela, io ho sempre pensato positivo, ma ammetto che in settimana ho avuto paura di arrivare quinto dopo il campionato che abbiamo fatto. Adesso ce l’abbiamo fatta e godiamocela. Il perché ce lo siamo chiesto. Io credo che forse non siamo stati bravi a fare l’uno contro uno negli ultimi 15/20 metri e contro le squadre che si chiudono ci è mancata la giocata individuale. In trasferta forse abbiamo trovato qualche spazio in più. L’assenza dei tifosi? Forse l’anno scorso all’inizio ci ha aiutato, ma io sono sicuro che quest’anno con l’apporto dei nostri tifosi la squadra sarebbe cresciuta molto. Speriamo di goderceli l’anno prossimo perché anche quello che hanno fatto stamattina ci ha toccato molto. Abbiamo dimostrato di crederci insieme a loro. Una dedica? Oggi è il nostro anniversario, faccio gli auguri a mia moglie per i 34 anni di matrimonio. Lo festeggio nel modo migliore possibile”.

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Credo che nessuno possa smentire il fatto che sia un traguardo meritato, l'abbiamo fatto credendoci e soffrendo. Siamo la squadra più giovane d'Italia, dobbiamo riuscire a far dimenticare quello che è stato il Milan di Berlusconi. Ci è stato chiesto di abbassare il monte ingaggi, bisogna essere creativi. La società è stata di supporto, mister e giocatori hanno fatto un lavoro fantastico. La mentalità di non avere alibi ha creato un qualcosa di non normale, è stato il nostro segreto. Non posso negare che i momenti difficili ci siano stati, non abbiamo rimpianti su quello che è succeso, le cose potevano essere fatte addiritura meglio. Siamo stati premiati per le scelte fatte, non solo i giocatori ma anche di comportamenti e comunicazione. Ci ha salvaguardato nei momenti difficili. Pioli in discussione? La verità è che non c'è mai stata una messa in discussione di Pioli. Bisogna sempre ricordarsi da dove siamo partiti, dopo il 5-0 che abbiamo subito proprio qua lo dicevamo. Siamo stati onesti nel dire le cose, non abbiamo parlato tanto ma abbiamo sempre detto la verità. Futuro Donnarumma? Ci sarà tempo. Stasera non posso dirti niente, non è neanche giusto dire qualcosa stasera. Abbiamo parlato poco ma quando lo abbiamo fatto non abbiamo mai detto bugie. Non è il momento di parlare ma di festeggiare, lui era uno dei più contenti. È un traguardo che è passato anche attraverso le sue parate. Noi ci credevamo anche quando le cose non andavano proprio bene. Si vedevano cose diverse, si vedeva che i giocatori avevano potenzialità per fare di più. Si vorrebbe tutto e subito, ma con i ragazzi di 20 anni che indossano una maglia prestigiosa non è così. La pazienza nel calcio non esiste, non tutti riescono a vedere i segnali positivi. Questi sono ragazzi che possono fare anche meglio, a 20-21 anni non seri forte come lo sei a 25”.

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