Se il 2020 è stato l'anno del riscatto dopo un decennio deludente, il 2021 del Milan è iniziato decisamente col piede sbagliato. Il sonoro 3-0 subito nel derby è il quinto ko in nemmeno due mesi, il secondo consecutivo senza neanche un gol all'attivo. Il trend dei rossoneri si è decisamente invertito e Stefano Pioli deve correre ai ripari se vuole salvare stagione e panchina portando a casa almeno l'obiettivo minimo: la qualificazione alla Champions che manca dal 2013. Quali sono, dunque, i mali che attanagliano il Diavolo?

Pioli: "Cambio modulo? Vedremo. Ibra ha avuto un crampo"

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La condizione fisica e gli infortuni

La premessa è d'obbligo, ma, come ha puntualizzato lo stesso Pioli, non deve diventare un alibi: il Milan è l’unica squadra di Serie A che ha iniziato la stagione con tre turni preliminari per l'accesso all'Europa League, un percorso che ha obbligato i rossoneri ad accorciare il riposo tra la fine e l'inizio del nuovo campionato e si è rivelato un'arma a doppio taglio. Se, infatti, nei primi quattro mesi la preparazione anticipata ha rappresentato un "boost" atletico e psicologico per Ibra e compagni, arrivati a questo punto dell'anno la fatica incomincia a farsi sentire soprattutto per chi ha saltato poche partite. Kessie, Theo, Calabria e Romagnoli su tutti. Un gap che è stato aggravato dalle ultime positività al Covid (Calhanoglu, Krunic e Rebic) e da infortuni che si sono protatti per settimane come quello di Bennacer, Rebic e Brahim Diaz. Tutte queste criticità hanno portato ad un drastico calo del rendimento, come mostra bene questa tabella.

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La difesa non è più una sicurezza

Nelle ultime tre uscite il Milan ha subito sette gol: due contro lo Spezia e contro la Stella Rossa, tre contro l’Inter. Nelle due gare di campionato in campo c’era la coppia titolare, composta da Kjaer e Romagnoli; in Europa League, invece, al fianco del capitano era presente Tomori. Nel derby le incursioni di Lukaku e Lautaro hanno evidenziato i frequenti blackout in ripiegamento non solo per vie centrali ma anche sulle fasce dove Calabria si è ritrovato di fronte un Perisic in condizione straripante mentre sull’out mancino Hernandez ha palesato ancora i canonici problemi in copertura. Per creare più densità e arginare l'emorragia difensiva in vista del doppio impegno ravvicinato con Stella Rossa e Roma, Pioli sta valutando un cambio modulo verso il 4-3-1-2 con la linea a tre dei mediani e Calhanoglu unico trequartista. Il calendario obbliga il tecnico ad una soluzione rapida e indolore.

Il prossimo mese del Milan

DataCompetizioneImpegno
25/02Europa LeagueMilan-Stella Rossa
28/02Serie ARoma-Milan
3/03Serie AMilan-Udinese
7/03Serie AHellas Verona-Milan
11/03Europa Leagueeventuale andata ottavi di finale
14/03Serie AMilan-Napoli
18/03Europa Leagueeventuale ritorno ottavi di finale
21/03Serie AFiorentina-Milan

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Il rebus Ibrahimovic

Da quando Zlatan Ibrahimovic è rientrato dall'infortunio, il Milan ha catalizzato su di lui l'apporto realizzativo: nelle otto partite in cui è partito titolare, lo svedese ha segnato 4 dei 6 gol su azione rossoneri. Se non segna Ibra, non segna nessuno, insomma. E questo è un problema se il gigante di Malmoe non riesce a lasciare la sua firma nel tabellino, come accaduto con Atalanta, Spezia e Inter. Quando i punti "non pesavano" gli uomini di Pioli hanno veleggiato anche senza di lui (26 punti in undici partite da settembre a gennaio), appena si è cominciato a parlare di Scudetto i coristi si sono stretti intorno al loro tenore, come se l'esperienza di quattro tricolori fosse il passpartout per il successo: Leao non segna dallo scorso 9 gennaio, Saelemaekers dal 20 dicembre, Hauge dal 10 dicembre, Castillejo dal 6 dicembre, Brahim Diaz dal 3 dicembre, mentre Mandzukic non ha ancora segnato con la nuova maglia in cinque presenze. Come se non bastasse, il club e l'allenatore parmense dovranno gestire la "grana Sanremo" nella prima settimana di marzo. Anche da questo si capirà se il Milan è da Champions.

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