I giorni di avvicinamento alla sfida contro il Napoli, big match della 7^ giornata, saranno tra i più difficili dei tre anni di Stefano Pioli in rossonero. Il tecnico del Milan deve infatti fare i conti con l’assenza di Rafael Leão, out per l’espulsione rimediata a Genova contro la Sampdoria, e non lo può nemmeno rimpiazzare con Ante Rebic, il quale è ai box per una piccola ernia discale. Per l’importanza della sfida e per l’entità dell’emergenza, è possibile fare un paragone con Milan-Juventus del 6 gennaio 2021, terminata 1-3 per i bianconeri allenati da Andrea Pirlo, il quale fu aiutato da una prestazione monstre di Chiesa e Dybala. Quella volta Leão c’era, giocava punta e non era ancora straripante, tuttavia erano numerose le assenze, in tutti i reparti. Non c’era Ibrahimovic, non c’era Tonali squalificato, erano infortunati Bennacer, Saelemaekers e Gabbia, e la mattina del match avevano contratto il Covid-19 Krunic e Rebic. Così Pioli avanzò Calabria a centrocampo, autore dell’unico gol del Milan, e sulle fasce si affidò a Castillejo e Hauge, non degli ottimi ricambi a dirla tutta, e, infatti, vennero prontamente annullati da Danilo e Frabotta. Riassumendo: finì molto male, il Milan riuscì a resistere un tempo poi crollò, anche per l’assenza di rotazioni.
Avete letto bene, ho paragonato un caso in cui c’erano 7 indisponibili al momento attuale, dove il problema è “solamente” chi schierare al posto di Rafael Leão. Il motivo è semplice: il portoghese è l’elemento che offre maggiore imprevedibilità alla fase offensiva di Pioli, ed è, ormai da un anno il principale, e forse unico, go-to-guy per la manovra rossonera. E’ lui l’uomo che permette ad una squadra ordinata, difensivamente solida, di sbloccare la partita e indirizzarla sui binari desiderati, oppure di recuperare uno svantaggio improvvisamente con un dribbling a cui segue un tiro o un assist verso il centro dell’area. E’ successo in quasi tutte le partite della seconda metà della passata stagione, ed è avvenuto molto spesso anche in questo avvio, sia in Italia che in Europa. Non c’è neanche bisogno di ripetere quanto sia stato determinante nell’ultimo derby. Ma non è stato da meno a Salisburgo, dove ha fornito il passaggio decisivo a Saelemaekers, e puntualmente ha messo la sua firma anche sul successo contro la Dinamo Zagabria, con il rigore procurato e con un altro assist per il 56 belga. Sempre da sinistra è arrivato il terzo gol, ma questa volta è stato Theo a creare per Pobega.
Champions League
Il Milan vince e convince: 3-1 alla Dinamo Zagabria
14/09/2022 ALLE 16:20
Detto questo, il Milan non è affatto spacciato contro il Napoli, è una squadra che ha imparato a convivere con le difficoltà, che ha mostrato grande carattere, e che ha quindi la possibilità di giocare per vincere anche senza Leão. Certamente perde molto del potenziale offensivo. Essendo assente anche Rebic, Stefano Pioli è costretto allora a vagliare tutte le ipotesi alternative. Potrebbe mantenere lo stesso modulo, il 4-2-3-1, adattando alto a sinistra qualcuno che non ci ha mai (o quasi) giocato. Oppure potrebbe sperimentare una disposizione diversa, nuova. Vediamo insieme le possibili soluzioni.

1) 4-2-3-1 CON SAELEMAEKERS O BRAHIM AL POSTO DI LEAO

L'ipotesi più accreditata è che Stefano Pioli si affidi a chi i meccanismi offensivi di questa squadra li conosce già molto bene e meglio degli altri. Gli indiziati per sostituire Rafael Leão sono allora Alexis Saelemaekers e Brahim Diaz, con il primo in vantaggio. Durante la partita, i tre interpreti della trequarti rossonera sono soliti scambiarsi e calpestare zolle di campo diverse da quelle di partenza. Il belga o lo spagnolo potrebbero essere impiegati per non lasciare punti di riferimento alla retroguardia napoletana. Entrambi possono soffrire la fisicità del Napoli ma possono portare imprevedibilità oltre ad una certa affidabilità perché, come anticipato, non sono del tutto nuovi al ruolo. Brahim, per essere precisi, è già stato schierato a sinistra nel match di ritorno contro il Liverpool nella passata stagione, e in quella precedente giocò ala sinistra contro il Celtic in Europa League con gol, così come contro la Fiorentina, e anche in questo caso andò a segno. E’ un compito che gli è stato affidato anche altre volte al Milan, magari per spezzoni, ma anche al Real Madrid, al Manchester City e nelle nazionali under. Il belga, invece, è stato stato utilizzato come ala sinistra da Pioli in Empoli-Milan nella scorsa Serie A e nel cammino di qualificazioni all’Europa League due stagioni fa. Infine, persino in 6 occasioni con l'Anderlecht si è posizionato nella porzione di campo in questione.

Pioli: "VAR spiazzante: bisogna trovare delle soluzioni"

2) 4-2-3-1 CON THEO AL POSTO DI LEAO

Un'altra carta a disposizione di Stefano Pioli è Theo Hernandez nel ruolo di Rafael Leão. Il francese ha sempre iniziato le azioni da numerosi metri più indietro, sulla stessa fascia, per correre verso il centro o andare in sovrapposizione quando il portoghese frena e guarda in mezzo. Se spostato, dovrebbe ricevere in profondità con meno avversari tra lui e la porta, o, spesso, anche spalle alla porta, con un rivale tosto come Di Lorenzo a pressarlo. Il dubbio principale è se il 19 sia capace di esprimere tutta la sua esplosività una volta schierato più avanti, il rischio è che finisca per essere oscurato da ottimi difensori, subendo magari anche dei raddoppi. In positivo, garantirebbe maggiore pressing e copertura. Da capire poi quale compagno riempirebbe il suo vuoto, da terzino sinistro, perché con questo dovrebbe dialogare. Magari Dest, che però non è ancora perfettamente integrato e quindi forse è presto per utilizzarlo addirittura in una posizione non sua, oppure Calabria, che ha già interpretato quel ruolo in 8 occasioni con la maglia del Milan.

Theo Hernandez in azione durante Salisburgo-Milan - Champions League 2022-23

Credit Foto Getty Images

3) CAMBIO MODULO: 3-4-2-1

E se Pioli scegliesse di cambiare modulo con il passaggio al 3-4-2-1 e alla difesa a 3? Un giornalista l’ha proposto all'allenatore nella conferenza stampa pre Milan-Dinamo Zagabria e il tecnico ha risposto: “Contro la Dinamo no, contro il Napoli tutto è possibile”. Ecco allora che è giusto non escluderla a priori. Con la difesa a 3, i rossoneri hanno giocato gli ultimi 30 minuti a Genova, in inferiorità numerica. Kalulu, Kjaer e Tomori sono una certezza, per cui forse non impiegherebbero molto tempo a imparare i movimenti. I rossoneri sarebbero più coperti, potrebbero fare la fase difensiva a 5 con l’aiuto di Calabria e Theo, e allo stesso tempo questi due potrebbero sia crearsi spazi lungo le fasce che riempire il centro, come il calcio moderno insegna. Il Milan perderebbe un po’ di spinta offensiva, sacrificando a tutti gli effetti un giocatore della trequarti per un difensore in più. Ma contro questo Napoli potrebbe non essere un’idea sbagliata. Questa decisione offrirebbe la possibilità di raddoppiare Kvaratskhelia con Calabria e Kalulu, oppure permetterebbe di non lasciare respiro alla punta (Raspadori o Simeone). Ed a centrocampo, comunque, i rossoneri non sarebbero in inferiorità, se impiegato De Ketelaere o Diaz a uomo su Lobotka.

4) CAMBIO MODULO: 4-3-2-1

Infine, meno probabile ma non da trascurare, è il passaggio al 4-3-2-1. Per un Milan più coperto, con la difesa titolare e con un centrocampista aggiuntivo, possibilmente muscolare. Potrebbe in questo modo trovare spazio dal 1’ uno tra Tommaso Pobega e Rade Krunic, l’uomo di cui forse Stefano Pioli si fida di più. Il primo è stimato, ha già avuto modo di essere titolare nelle partite in cui è stato fatto del turnover, ed ha persino trovato il primo gol con la nuova maglia nel match contro la Dinamo Zagabria. Il bosniaco, invece, è vero che gode della fiducia del tecnico, ma attraversa un periodo di forma ben diverso. E’ stato infortunato per circa un mese per uno stiramento. E’ subentrato al ’79 nella sfida di Champions League di mercoledì. Dunque, sarebbe abbastanza strano vederlo già dal 1’ domenica. Con questo assetto, il Milan si schiererebbe praticamente a specchio (il Napoli gioca con il 4-3-3) e affronterebbe con maggiore fisicità il centrocampo partenopeo, che è forse passato in sottotraccia per via dell’esplosione di Kvara, ma è tra le ragioni dei successi azzurri.

Come cambia il Milan con De Ketelaere

Serie A
Milan, ufficializzato il nuovo CdA. Scaroni ancora presidente
14/09/2022 ALLE 15:51
Mondiali
Pioli: "Ai Mondiali tifo Francia, i giocatori mi chiamano dopo le partite"
05/12/2022 ALLE 23:39