Nel 452 dc iniziò l'invasione di Attila, re degli unni, in Italia. No, non vogliamo fare una lezione di storia, al massimo potremmo citare l'Attila interpretato da Diego Abatantuono nel 1982. Torniamo ai giorni nostri, con l'invasione di un altro Attila. Parliamo di Attila Valter, corridore ungherese in forza alla Groupama-FDJ che a 22 anni ha conquistato la sua prima maglia rosa al Giro. Il primo ungherese a indossare la maglia rosa nella storia. Ma chi è Valter? Dopo la buona impressione lasciata con la CCC, la formazione francese gli ha dato una chance. Doveva fare il gregario di Pinot (che non si è neanche presentato), ma si è messo in proprio. Prima ha indossato la maglia bianca di miglior giovane, poi quella rosa. Dove potrà arrivare? Proviamo a ripercorrere alcune delle tappe che lo hanno portato sul podio dopo la frazione di San Giacomo.

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Giro d'Italia
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Gli inizi in mountain bike e il sogno Olimpiadi

Figlio di un ex corridore e allenatore di mountain bike, il primo amore di Valter è proprio la MTB. E non è neanche male nelle categorie juniores: vince due campionati nazionali tra il 2015 e il 2016, e fa subito 3° alla prima apparizione tra i grandi. Sembra scritto il suo futuro, ma è lo stesso Valter a preferire il ciclismo su strada. In Ungheria la mountain bike resta uno sport poco pratico e con poche strutture a disposizione, tanto vale buttarsi in altre discipline. Certo, il sogno di competere per la sua Ungheria ai Giochi Olimpici c'è sempre stato. Valter l'ha ricordato proprio in una recente intervista, spiegando però di non essere più pronto considerando la sua completa trasformazione. Una volta passato alla CCC, infatti, nel 2019, gli è stato impedito di continuare nel doppio impegno.
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La vittoria al Tour de l'Avenir che gli ha cambiato la carriera

Comincia l'attività su strada con la Cube Csömör (squadra della città natale), ma l'ingresso nel ciclismo arriva nel 2018 con la Pannon. Vince nello stesso anno campionati nazionali d'Ungheria a cronometro e in linea Under 23, e si mette in mostra anche ai campionati europei Under 23. Gavetta che gli permette di trovare un posto nella squadra di sviluppo della CCC, squadra che si sta per affacciare al World Tour. Continua la propria crescita nel 2019, vincendo una tappa all'Istrian Spring Trophy, poi fa 2° nella classifica generale del Baltyk Karkonosze Tour e 3° al Giro di Ungheria (davanti a Zardini e Visconti). Non si accontenta: vince il campionato nazionale a cronometro (nonostante sia um Under 23), il Gemenc Grand Prixe si mette in mostra al Tour Alsace dove fa 5° nella generale (corsa vinta da Pidcock).

Missaglia: "È vero ho scoperto Valter, che soddisfazione vederlo in rosa"

Tutto questo gli permette di avere una chanche per competere al Tour de l'Avenir e l'ungherese non la spreca. Alla 9a tappa va all'attacco e conquista una frazione, quella di Tignes - tutta in salita - anticipando al traguardo Foss, Zimmermann, Aleotti e van Wilder. Non finisce qui, perché poi fa 4° al Giro di Lombardia Under 23 vinto da Bagioli. Stagione super quella di Attila che viene confermato nella squadra A per la stagione successiva.

Da gregario di Pinot a maglia rosa al Giro

Nel 2020 il debutto tra i professionisti, ma la CCC non è così competitiva. Fa 10° al Gran Piemonte, arriva fuori tempo massimo al Giro di Lombardia, e arriverà solo 2° al campionato nazionale a cronometro dietro a Peák. A fine agosto arriva però il riscatto nella corsa di casa, il Giro di Ungheria. Dopo le volate vinte da Aberasturi e Mareczko, si fa sul serio a Gyöngyös-Kekesteto e Valter mette tutti in fila sulla salita finale. Battuti Quinn Simmons, Howson, Badilatti, Foss e Brajkovic, con Valter che piazza il più classico dei tappa e maglia. Si guadagna così una chiamata al Giro dove troverà una top 10 nella tappa di Sestriere, vinta da Geoghegan Hart.

Attila Valter in fuga nella tappa di Sestriere - Giro d'Italia 2020

Credit Foto Getty Images

Nel 2021 l'approdo alla Groupama-FDJ che aveva visto qualcosa in lui proprio in quel Tour de l'Avenir. Fa 3° a Barcellona nel Catalunya, così così al Tour of the Alps, ma ha sempre pedalato con i migliori al Giro. Prima si è preso la maglia di miglior giovane a Sestola; ad Ascoli si è preso direttamente la rosa. E dire che era venuto per fare il gregario di Thibaut Pinot al Giro, ma ha fatto molto bene da solo. Fin dove potrà portare questa maglia?
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