Ci chiedevamo: Fabio Aru sta tornando? Il corridore sardo aveva fatto un'ottima Vuelta a Burgos, prima in sostegno del suo capitano Domenico Pozzovivo, poi da leader quando il lucano si è dovuto ritirare per una frattura al ginocchio. Aru aveva tenuto duro e aveva completato la corsa a tappe castiglianoleonese con un fantastico 2° posto alle spalle di Mikel Landa. Un piazzamento che aveva incoraggiato tutti sia in vista della prossima Vuelta (che partirà il 14 agosto) sia per il futuro. Ma, nel giorno della presentazione della Vuelta, l'ex corridore di Astana e UAE Emirates ha annunciato l'imminente ritiro dal professionismo. Proprio dopo la Vuelta di Spagna che sarà quindi la sua ultima corsa.
CHI VINCE LA VUELTA 2021?
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11/08/2021 A 03:47

Le più grandi vittorie di Fabio Aru

CompetizioneTappa
Tour de France 2017, tappa 5La Planche des Belles Filles
Vuelta di Spagna 2015Classifica generale
Giro d'Italia 2015, tappa 20Sestriere
Giro d'Italia 2015, tappa 19Cervinia
Vuelta 2014, tappa 18Monte Castrove en Meis
Vuelta 2014, tappa 11Santuario de San Miguel de Aralar
Giro d'Italia 2014, tappa 15Plan di Montecampione

L'ultima perla di Aru: quando vinse a La Planche des Belles Filles

Vuelta: l'ultima grande corsa di Fabio Aru

E sarà proprio la Vuelta 2021 l'ultimo teatro di Aru in carriera. Là dove è nata la stella di Fabio Aru. È vero, aveva già vinto una tappa al Giro d'Italia nel 2014 (a Montecampione), ma quei successi alla Vuelta 2014 dove batté Valverde, Froome e Contador ebbero un sapore sicuramente diverso. Dando la sensazione che Aru poteva, anche lui, diventare uno dei grandi. Così fu l'anno dopo dove conquistò la classifica generale della Vuelta davanti a Joaquim Rodriguez e Majka. Ma il vero avversario fu Tom Dumoulin che portò la maglia roja fino all'ultima tappa di montagna, non mollando neanche di un centimetro nelle ultime due settimane. Però, all'ultima tappa di montagna, la “B Zona” di Martinelli ebbe uno dei suoi più grandi successi. Aiutato da Cataldo, Rosa, Zeits, Landa e Luis León Sánchez schiantò le resistenze di Dumoulin che crollò letteralmente tra le salite del Puerto de la Morcuera e Puerto de Cotos.

Ajò! Ajò! Quando Aru vinse la Vuelta facendo impazzire Magrini

La lettera di Fabio Aru

Vorrei dire tante tante cose in questo momento, ma preferisco godermi ogni singola emozione di quello che chiude un capitolo così importante della mia vita. Con il passare dei giorni e del tempo avrò la possibilità di raccontare tutti quelli che sono stati i momenti più belli e brutti della mia carriera sportiva professionistica. Ma ora il punto è un altro. Ho riflettuto a lungo su quale fosse la decisione giusta da prendere, notti insonni, pianti e quant’altro. Ma se devo essere sincero ho imparato ancora di più ad amare il mezzo e lo sport che mi ha portato a raggiungere traguardi che mai avrei immaginato, lottare con i ciclisti più forti del mondo, viaggiare, conoscere nuove culture, partecipare ed essere protagonista alle Olimpiadi, ecc…
E ad oggi nonostante sia qui a comunicarvi questa scelta importante della mia vita posso gridare a gran voce che amo il ciclismo, amo ancor di più andare in bici, amo allenarmi e non ho nessuna intenzione di lasciarla in garage. Ma come tutti gli inizi c’è sempre una fine. Da quel lontano 5 maggio 2005 sono stato immerso in un sogno e viaggiato a 1000 all’ora; non rimpiango niente, anzi rifarei tutto, e con l’esperienza che ho adesso lo farei ancora meglio
La Vuelta sarà la mia ultima gara da ciclista professionista. Sono molto orgoglioso di ciò che ho fatto, ma essendo un gran testardo avrei voluto fare tanto di più. Una cosa però è certa: ho dato tutto me stesso, sino all’ultima goccia di sudore e lo darò nelle prossime tre settimane. Ora è giunto il momento di godermi un nuovo capitolo della mia vita, accanto alla mia famiglia. Per i ringraziamenti ci sarà tempo i prossimi giorni, ma un grazie speciale va a chi mi ha permesso con grandissimi sacrifici di diventare quello che sono. Mia mamma, mio papà e la mia compagna che mi ha regalato il dono più grande che potessi desiderare, la nostra piccola Ginevra. Grazie per esserci sempre

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