La Formula 1 sbarca a Suzuka per la quint'ultima prova del Mondiale 2022, con tutto il carico delle inquietanti ombre che gravano sul Circus in relazione al caso budget cap. La FIA ha deciso di non decidere, prendendo tempo fino a lunedì 10 ottobre per rendere pubblico il report sui costi 2021 che Red Bull e Aston Martin avrebbero, in misura diversa, sforato. L'impressione è che comunque andrà sarà un disastro, perché la credibilità della Federazione e dell'intero spettacolo della massima competizione motoristica è purtroppo già stata pesantemente intaccata dai fatti degli ultimi giorni.

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Una Federazione che mostra sempre più la propria inadeguatezza strutturale già dagli eventi in pista: dopo lo stucchevole arrivo in parata dietro la safety car a Monza, a causa dell'intempestivo intervento dei commissari, a Singapore è andato in scena un altro copione sconcertante, con la direzione di gara che ha ufficializzato l'ordine d'arrivo tre ore dopo la bandiera a scacchi per un fatto - l'infrazione di Perez in regime di safety car - che richiedeva non più di qualche minuto per un verdetto. Segno di un governo tecnico che non regge i ritmi dello sport più veloce del mondo, tanto meno in condizioni di tensioni politiche come quelle attuali. Si è tanto parlato dell'inadeguatezza di Michael Masi, defenestrato dopo il buco nero di Abu Dhabi 2021: non sembra che i nuovi arrivati, Eduardo Freitas e Niels Wittich, abbiano migliorato la situazione, tutt'altro. Senza considerare il caos generato dalla famigerata direttiva 039, che ha cambiato più di una carta in tavola a Mondiale in pieno svolgimento.

IL CASO BUDGET CAP E I RISCHI PER IL FUTURO

Con una credibilità già azzoppata dai fatti di cui sopra, il macigno del caso budget cap rischia seriamente di comprometterla del tutto in vista del prossimo futuro. Perché comunque andrà a finire questa vicenda, veleni e sospetti aleggeranno per un bel pezzo nel paddock. Intanto perché la Federazione, visto che si sa già tutto prima che il report sia pubblico (comprese alcune indiscrezioni che guardano già al verdetto), è evidentemente un colabrodo dal punto di vista delle informazioni riservate. E soprattutto perché è già stato infranto, e pesantemente, il principio della fiducia, poggiato incautamente su regole ballerine (prendiamo il caso Perez, laddove il regolamento recita: "Se necessario il pilota può tenere una distanza superiore alle dieci lunghezze dalla safety car") e sanzioni incerte (Vedi budget cap, dove sono nero su bianco le infrazioni ma non le eventuali sanzioni). E la credibilità, in uno sport così tecnologicamente estremo, è tutto. Come accennato, qualunque sarà la decisione della FIA, domineranno le polemiche: se verranno provate le irregolarità, si è impiegato troppo tempo a rilevarle e intervenire retroattivamente è impossibile. Se non verranno confermate le infrazioni, resterà il punto interrogativo su come allora sia uscito tutto quanto sentito in questi giorni. Ci sarà sempre e comunque modo di dire che le eventuali punizioni saranno troppo pesanti o troppo leggere. Un cespuglio di veleni e sospetti pericolosissimo.

FERRARI ALLA PROVA DEL NOVE SULLE GOMME

Passando a questioni tecniche, quella di Suzuka è una gara fondamentale per la Ferrari in chiave presente e futura. Andranno infatti confermati in Giappone i progressi evidenziati nelle ultime due uscite sulla gestione delle gomme in gara. A Singapore, dove la prestazione delle rosse è stata incoraggiante anche sul passo gara, le condizioni erano infatti particolari: il layout e le irregolarità del manto stradale hanno infatti portato ad una sorta di 'sospensione' della direttiva 039, dunque non sono state adottate le metriche di misurazione degli sbalzi verticali dati dal porpoising, consentendo alle squadre setup più morbidi sulle sospensioni. La F1-75, sospettata di essere stata azzoppata dalla direttiva, ne ha in qualche modo beneficiato, ma ora le conferme vanno cercate su una pista 'normale', meglio ancora se particolarmente probante sul piano tecnico, come quella giapponese.

ROSSA COL NUOVO FONDO?

Se in casa Red Bull un nuovo fondo è già stato adottato a Singapore, permettendo anche a Sergio Perez di ritrovare prestazione, a Maranello si è deciso di attendere Suzuka per montare il nuovo fondo che Sainz aveva provato a Fiorano. Fondamentale sarà sfruttare al meglio le sessioni di libere: con le prove libere 2 destinate alle valutazioni sulle costruzioni e mescole 2023, infatti, assumono un ruolo chiave le prove libere 1 e le libere 3 per provare le novità e cercare il setup ottimale. Sulla giornata del venerdì incombe peraltro il rischio pioggia, molto minore per sabato e domenica.

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