“Non volete correre in Russia? Allora pagate”. Sono nette le parole di Dmitry Svishchev, presidente dell’amministrazione sportiva della Camera Bassa della Federazione russa. Secondo il Governo di Mosca, infatti, la questione legata alla cancellazione del Gran Premio di Sochi (decisione immediata dopo l’aggressione della Russia all’Ucraina) non è ancora conclusa, soprattutto a livello economico.
“Dato che una gara è stata tolta dal calendario, sarebbe inevitabile rimborsare i pagamenti che abbiamo effettuato. Non volete correre in Russia? Bene, però ridateci i soldi che abbiamo pagato alla Formula Uno”, le parole di Svishchev riportate da As.com.

La griglia di partenza del GP di Sochi, 2021

Credit Foto Getty Images

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Danni morali e finanziari: la Russia minaccia di portare il circus in tribunale

Il destinatario delle parole del dirigente russo è, ovviamente, Stefano Domenicali che, di recente, aveva confermato come in quel Paese non avremmo più visto gare. Il Governo di Mosca, però, ha qualcosa di cui eccepire: “Abbiamo in mano un contratto di 2-3 anni che sta saltando. Il CEO della Formula Uno dovrebbe stare attento alle parole che usa o, quantomeno, fare le sue scelte ma riconoscere un risarcimento per i danni morali e finanziari procurati”.
“A mio parere tutto ciò assomiglia molto ad una truffa – rincara la dose Svishchev – per cui non escludo che andremo in tribunale per far valere i nostri diritti. La Russia, con questo raggiro, viene danneggiata senza alcuna giustificazione sportiva, ma solo per creare un danno al nostro Paese. Ci saranno altri colloqui con la F1? Penso che tutto tornerà alla normalità e che la Russia sarà di nuovo nello sport mondiale”.

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