Fabio Quartararo è il nuovo campione del mondo della MotoGP. Il francese con il quarto posto di Misano 2, complice la caduta di Pecco Bagnaia, conquista il primo titolo mondiale al terzo anno nella classe regina. Un vero trionfo dell'alfiere della Yamaha, che quest'anno è stato praticamente perfetto: unico pilota in tutte e tre le classi ad essere sempre andato a punti, cinque vittorie, dieci podi e solo una volta fuori dalla top ten.

Un predestinato? Forse...

La sua vittoria nel 2021 sicuramente non stupisce. Sì, perché El Diablo si è presentato ai test prestagionali come favorito per il titolo: il suo passaggio alla Yamaha ufficiale, condito dal mancato ritorno di Marquez e dall'addio di Dovizioso in inverno, lo ponevano certamente come pretendente al mondiale, nonostante un finale di stagione 2020 da dimenticare e l'ottavo posto finale nella generale. Fabio non ha deluso le attese, vincendo il titolo addirittura con due gare d'anticipo (qui le sue parole al termine della gara).
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24/10/2021 A 11:56

Fabio Quartararo, i numeri di un mondiale storico

Ma Quartararo è sempre stato un "predestinato"? Si e no. Da quando è arrivato nel motomondiale la stampa e gli addetti ai lavori hanno sempre avuto enormi aspettative su di lui, mai veramente rispettate, soprattutto nelle classi inferiori, fino ad oggi. Riavvolgiamo un po' il nastro per analizzare la carriera del francese.

Il dominio nel CEV e il suo discusso passaggio in Moto3

Per far capire quanto fosse attesa una vittoria di peso di Quartararo, bisogna tornare al 2013. In quell'anno il 14enne francese vince il suo primo titolo nel CEV, diventando il primo non spagnolo dopo Stefan Bradl nel 2007 a trionfare nel campionato spagnolo. Nel 2014 corre ancora in quella categoria, dominando in lungo e in largo. A metà stagione si inizia a rumoreggiare di grandi pressioni da parte di Honda, Dorna e molti altri per cambiare la regola sull'età di debutto in Moto3, o porre una deroga per i vincitori del CEV. Alla fine vince questa seconda idea: i vincitori del campionato spagnolo possono partecipare al mondiale in Moto3 anche se non hanno ancora compiuto 16 anni. E così nel 2015 arriva il debutto nel motomondiale.

Moto 3: Quartararo

Credit Foto Eurosport

Esordisce quindi nel 2015 e l'inizio fa ben sperare. Settimo in Qatar al debutto, secondo ad Austin e primo podio della carriera. Di lui parla già mezzo mondo, soprattutto quando si ripete ad Assen con la piazza d'onore. E' destinato a grandi cose, poi però cade a Misano, si frattura la caviglia ed è costretto a saltare cinque gare. Dal 2016 il baratro: Quartararo non si ritrova, fatica addirittura ad entrare in top ten. Sono due quarti posti i migliori risultati della carriera. Troppo poco per uno come lui.

"Un pilota mediocre in Moto2"

Fabio Quartararo

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Nel 2017 arriva il passaggio in Moto2 con il team Pons, ma la musica non migliora. Mai in top 5, molte gare fuori dalla zona punti e tanti dubbi che cominciano ad aleggiare tra gli addetti ai lavori e anche nella sua testa. Forse non è il fenomeno di cui tutti hanno scritto e raccontato in passato, ma solo uno dei tanti buoni piloti che navigano nel paddock. L'anno dopo passa alla Speed Up di Luca Boscoscuro e le cose migliorano: arriva il primo successo in carriera nel motomondiale e un altro podio ad Assen. Nel resto della stagione però non è brillante e chiude decimo nel mondiale. Altra stagione anonima, infatti sorprende enormemente quando viene annunciato come pilota MotoGP nel neonato "Sepang Racing Team" a fianco di Franco Morbidelli, alla guida di una Yamaha M1.
"Ad essere onesti, Fabio era un pilota Moto2 mediocre" Johan Sitegefelt, ex team manager Sepang Racing Team (11 aprile 2021)

L'arrivo in MotoGP: è lui l'anti Marquez?

Fabio Quartararo e Marc Marquez in bagarre a Jerez nelle qualifiche del GP di Spagna

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El Diablo è il rookie meglio piazzato sulla griglia di partenza del round inaugurale. Ma sbaglia in partenza e deve partire dalla pit lane. Ultimo al via, arriva alle porte della zona punti dopo aver fatto segnare il giro più veloce in gara. Il francese riesce comunque a mettere in luce il suo talento.
Non è un abbaglio: Quartararo si trova molto bene sulla Yamaha, accerchiato da una squadra che lo mette assolutamente a proprio agio. E così nella stagione d'esordio in MotoGP arrivano i primi podi, in Catalogna poi ad Assen, con diverse altre pole position. E' chiaro. Il ragazzo c'è e con una moto aggiornata può fare il botto. Abbiamo finalmente di fronte l'anti Marquez?

La delusione del 2020

Fabio Quartararo

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E' quindi tutto apparecchiato per il duello tra il Cabroncito e il francese, soprattutto perché Quartararo è rimasto nel team Petronas, ma con equipaggiamento ufficiale, pagato anche da lui. Sì perchè in verità Quartararo non doveva avere la moto 2020, ma dopo i test invernali e i grandi risultati di Viñales, l'entourage del francese ha deciso di tagliarsi parte dello stipendio dell'anno futuro (il 2021) per avere la moto aggiornata.
Dopo mesi di pandemia finalmente il mondiale riparte da Jerez, e da subito Quartararo detta legge: primo al venerdi, primo al sabato, primo la domenica. Nel mentre il clamoroso crash che mette fuori gioco Marquez. Marc è quindi out, il francese invece domina anche la settimana dopo, diventando il favorito assoluto per il mondiale. Il duello col Cabroncito è rinviato a data da destinarsi, ma c'è un mondiale da vincere, ancora più facile da fare senza l'alieno di Cervera.

Fabio Quartararo (Yamaha-SRT) a pris la pole du GP d'Aragon malgré une chute sur les essais libres

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Molto rapidamente però la strada maestra per il titolo diventa particolarmente difficile. Con l'avanzare della stagione, Yamaha scopre che il motore sviluppato per questa annata ha alcuni difetti. Meno efficiente del suo predecessore, la moto giapponese è addirittura più lenta della 2019 su alcuni circuiti, guidata alla grandissima da Franco Morbidelli. Quartararo cade in Repubblica Ceca, va malissimo in Austria, a terra due volte a Misano. La moto fatica, ma anche la testa sbarella: la sicurezza di inizio stagione è andata a farsi benedire, il francese è insicuro e i risultati latitano. Senza la testa in questo sport si fa ben poco, e nonostante la terza vittoria in Catalogna la sua seconda parte di stagione è un fiasco, mentre Mir e la Suzuki volano.
La moto è totalmente diversa dall'anno scorso - spiega a fine stagione - Non l'ho mai trovata veramente mia. Abbiamo fatto buoni risultati, ma non mi sono mai sentito come nel 2019. Bisogna capire perché. Non sono soddisfatto di quest'annata. Vero, ho portato a casa tre vittorie, ma ci sono state troppe delusioni". (Fabio Quartararo 15/11/2020)

2021: finalmente la consacrazione

Fabio Quartararo esulta sul podio di Silverstone - GP Gran Bretagna MotoGP, Mondiale 2021

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Dopo il passo falso del 2020 non si può più sbagliare. El Diablo ha dimostrato di saper vincere, ma di essere incline anche ad errori, alti e bassi e carenze di concentrazione. Così aumenta la sua preparazione fisica, va da uno psicologo e da un mental coach, cerca di lavorare di più sulla gestione delle sue emozioni, ai box e fuori dalle gare. Il resto è storia. Nella prima gara in Qatar Viñales domina, lui è quinto ma non è troppo preoccupato. Sa che il mezzo è buono, solo che nei momenti decisivi gli avversari sono stati più forti. La settimana dopo vince e si ripete anche a Portimao.
Alla fine sono solo tre i passi falsi di questa stagione, il primo in Spagna. A Jerez il francese accusa un forte dolore al braccio quando stava dominando. Il giorno dopo viene subito operato per curare la sindrome compartimentale e dieci giorni dopo è già sul podio in Francia. Il secondo momento cupo è quello di Barcellona e il "problema" alla tuta: nei giri finali della corsa Fabio corre con la tuta aperta per un fastidio con la cerniera. Chiude sesto tra le polemiche, dato che le immagini viste in tv non sono certo uno spot in favore della sicurezza... L'ultimo momento di sbandamento è il settimo posto in Austria, sotto l'acqua. Per il resto, mondiale perfetto e titolo meritato.

A quando il duello con Marc?

Valentino Rossi insieme a Fabio Quartararo

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Quartararo è in cima al mondo a 22 anni, primo francese vincitore di un titolo nella classe regina. È una consacrazione per nulla scontata: il suo fallimento dell'anno passato avrebbe potuto inseguirlo, ma alla fine non lo ha mai perseguitato. Quel Fabio Quartararo titubante del 2020 ha lasciato il posto a un pilota sicuro dei propri mezzi e assolutamente infallibile. E' riuscito a riportare la Yamaha sul tetto del mondo dopo sei anni, non subendo più di tanto la pressione dell'avere preso il posto nel box alla leggenda Valentino Rossi. Ora cosa aspettarsi da lui? Il 2022 sarà un nuovo capitolo, speriamo di poter finalmente vedere, con due anni di ritardo, il duello con Marc Marquez.

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