Il quinto atto del mondiale 2021 della MotoGP va in archivio. A Le Mans Jack Miller ha ottenuto una fantastica vittoria, la seconda consecutiva. L'australiano stavolta ha sfruttato al meglio le sue condizioni, ovvero un asfalto misto asciutto-bagnato, per dominare la concorrenza e portarsi a casa il Gran Premio di Francia. E pensare che prima di questo bis di successi in meno di 15 giorni, l'unica vittoria in classe regina risaliva al 26 giugno 2016 (1771 giorni fa!), in sella alla Honda clienti del team Marc VDS e la Ducati non era nemmeno lontanamente nei pensieri del nativo di Townsville.

Finalmente Miller!

Dopo un inizio di stagione da incubo ha finalmente svoltato, ha fatto pace con se stesso e con la sfortuna e si è portato a casa due fantastiche vittorie. Sono ormai lontane le gare di Losail, dove da favorito assoluto deluse ogni aspettativa per differenti motivazioni, mentre a Portimao era finito a terra. Tra l'altro prima della gara portoghese l'australiano si è fatto operare al braccio per un problema simile a quello di Quartararo (sindrome compartimentale), ma nella caduta in Portogallo la ferita si è riaperta e ha dovuto proseguire la riabilitazione e le cure. Capite bene che non è stato un periodo facile per il pilota australiano, sia dal punto di vista mentale che fisico. Ma il peggio è passato.
Gran Premio di Francia
Pagelle: super Miller, Bagnaia-Petrucci di rimonta! Rossi anonimo
16/05/2021 A 14:23
  • Piloti Australiani a vincere due gare consecutive in 500/MotoGP
Mick Doohan (54 vittorie)1991, 1992, 1994, 1995, 1996, 1997, 1998
Casey Stoner (45 vittorie)2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012
Wayne Gardner (18 vittorie)1987, 1988
Jack Miller (9 vittorie)2021

Soldi, camper, ipoteche e un viaggio di 15.000 km per inseguire un sogno

Back to back per l'alfiere della Ducati, che ormai ha trovato la quadra. E' il primo australiano dai tempi di Casey Stoner a vincere due gare di fila nel 2012. Una terra, l'Australia, che oltre a Stoner ha portato altri grandi campioni nel motociclismo: da Doohan a Gardner, passando per Troy Bayliss. E per tutti questi, come per Miller, l'avvento nelle moto è stato assai complicato, tra vita da nomade e soldi investiti sperando nel successo.
Jack ha fatto molta strada per arrivare così lontano, circa 15.000 km, partendo dalla città di Townsville in Australia. Dagli anni '50 i motociclisti autraliani vanno in Europa per cercare fama e fortuna sulle piste del Vecchio Continente. Ai tempi si saliva su qualche nave da Sidney o da Melbourne per arrivare sei settimane dopo al porto di Southampton, girando il continente come nomadi, correndo ogni fine settimana sperando di fare soldi. Ora è un po' diverso, sicuramente più comodo, ma comunque traumatico. Ora si ipoteca casa e averi per un sogno, chiamato Red Bull Rookies Cup o Asia Talent Cup, sperando di fare fortuna.
Mamma Sonya e papà Peter sono arrivati in Europa insieme a Jack nel 2010, con un camper e due Honda RS125, accampandosi nei paddock di gara in giro per l'Europa. Una delle RS125 di Miller era equipaggiata con pistoni e pneumatici nuovi, per le gare, l'altra con pistoni e pneumatici usurati e tutto il resto consumato, per allenamento. Si perché spesso gli australiani arrivano dal motocross o dal dirt track e sull'asfalto hanno poca esperienza. Così Jack iniziò ad allenarsi con quella moto, raccogliendo le gomme usate buttate via dagli altri team nei vari box.
Subito l'australiano ottenne buoni risultati e riuscì a mettersi in mostra, ma con ampie spese da parte dei genitori: in una sola estate i Miller investirono 200.000 euro. Il 2011 e il 2012 sono andati alla stessa maniera, con buoni risultati ma investendo troppo denaro. Nel 2012 Miller debuttò in Moto3, ma tutta la stagione costò 250.000 euro.
"Alla fine del 2012 ho pensato che fosse tutto finito. Mio padre aveva nuovamente ipotecato la casa e alla fine della stagione avevamo finito i soldi, quindi le mie zie e i miei zii stavano contribuendo dall'Australia"
Nel 2013 la svolta, con l'inserimento di Jack da parte di Aki Ajo nel team ufficiale Red Bull KTM nel 2014. In quell'anno Miller arrivò secondo nel mondiale in Moto3 e venne preso da Honda in MotoGP per il doppio salto di categoria. In quell'anno accadde la clamorosa vittoria subito ad Assen, in condizioni simili a quelle di Le Mans. Poi il passaggio in Ducati nel 2018 e il trasferimento nel Team Factory alla fine dello scorso anno. I tanti sacrifici e il lavoro hanno pagato.

Jack Miller festeggia in Malesia la prima pole in Moto3

Credit Foto Imago

Crutchlow lo sta aiutando, ma non Cal!

I risultati sono arrivati, ma per mantenere una costanza di rendimento ad alti livelli, bisogna ancora dare anima e corpo a questo sport. Negli ultimi anni Miller ha limitato ogni tipo di eccesso fuori dal paddock, facendo la vita di atleta. Il paddock non è più un luogo di feste, non lo è da anni. Jack è sempre stato uno avvezzo al divertimento, ma negli ultimi anni è cambiato, lavorando tantissimo su se stesso e affidandosi anche ad una Life Coach. Jack ha rivelato che la persona che ha svolto un ruolo molto significativo nella sua vita nell'ultimo periodo è stata Lucy Crutchlow, moglie del suo più caro amico di corse Cal Crutchlow.
Non è stato facile convivere con le critiche che ho ricevuto nelle ultime settimane. Mi sono arrabbiato, mi sono sentito frustrato e non mi fidavo di me stesso. Ora ho un nuovo life coach. Una volta era mia madre, ma ora è Lucy, che mi chiama a squarciagola per tutto il fine settimana, dicendomi: 'Sei un grande! Puoi farlo!'. Quindi devo dirle un enorme grazie. È bello sentire cose del genere, a volte ne hai bisogno perché alla fine della giornata siamo tutti umani e abbiamo tutti dei dubbi". [Jack Miller @Motorsport Magazine 3-5-2021]

La Ducati vola

Miller guida una moto ultra competitiva ormai su ogni pista. E bisogna aprirlo un discorso sulla Ducati. Incredibile pensare alla situazione della casa di Borgo Panigale poco tempo fa. Tantissimi tra gli addetti ai lavori hanno pensato lo scorso anno "senza Dovizioso il 2021 sarà un disastro per la Ducati". E invece quest'inizio di stagione fa paura.
  • Il miglior inizio di stagione di sempre di Ducati in MotoGP: mai sempre almeno una moto a podio nelle prime 5 gare
1. GP QATAR (28/3)2° Zarco (Pramac), 3° Bagnaia
2. GP DOHA (4/4)2° Zarco (Pramac), 3° Martin (Pramac)
3. GP PORTOGALLO (16/4)2° Bagnaia
4. GP SPAGNA (2/5)1° Miller, 2° Bagnaia
5. GP FRANCIA (16/5)1° Miller, 2° Zarco (Pramac)
Totale2 vittorie e 9 podi
Prima c'era solo il Dovi, oggi ci sono, almeno, tre moto super che lottano per la vittoria e il podio, oltre che per il mondiale. Con tre piloti dallo stile di guida completamente diverso: Miller è quello con lo stile più "old school", Bagnaia il più moderno, Zarco la via di mezzo. E poi è anche un mondiale ancora diverso rispetto agli altri e a quello dello scorso anno. Manca ancora Marquez, dato che quello visto fino ad ora non vale un quinto del vero Cabroncito, e poi mancano le Suzuki (a Le Mans non pervenuta a causa del doppio ritiro causa caduta di Mir e Rins) e le KTM, oltre che a un Morbidelli al momento in difficoltà con la M1 Petronas 2019.
Così la Ducati si gode tre piloti in grado di vincere tutto, dietro al momentaneo leader Quartararo, unico in grado di battere le moto italiane. Il sunto è questo: dato che manca gente che possa fare la differenza o piloti che possano rubare i punti, bisogna sfruttare l'occasione al volo.
  • La classifica del mondiale piloti dopo 5 GP: 4 piloti in 16 punti, Mir e Morbidelli lontani
1. QUARTARARO (Yamaha) 80
2. BAGNAIA (Ducati)79
3. ZARCO (Ducati Pramac)68
4. MILLER (Ducati)64
5.VIÑALES (Yamaha)56
6. MIR (Suzuki)49
7. ESPARGARO (Aprilia)35
8. MORBIDELLI (Yamaha Petronas)33

Il rapporto con Bagnaia resterà sempre idilliaco?

Jack Miller e Pecco Bagnaia festeggiano sul podio di Jerez de la Frontera la storica doppietta nel GP di Spagna, Getty Images

Credit Foto Getty Images

Per sfruttare l'occasione bisogna battere tutti, anche il compagno di squadra. Miller è "on fire", ma anche Pecco è vicino. Il pilota piemontese non ha ancora vinto quest'anno, ma è sembrato sicuramente il più costante del gruppo e, anche quando sbaglia qualifica, riesce a rimontare dalle retrovie e limitare i danni. Al momento è lui la Ducati più in alto in classifica, ma Jack sta arrivando ad ampie falcate.
Il rapporto tra i due è ottimo, cementato anche dal biennio insieme nel team Pramac, lo dimostrano anche le frasi ad effetto nelle conferenze stampa. Questa l'ultima celebre tra i due, dopo la doppietta di Jerez:
"Berrò una trentina di birre e spero di svegliarmi senza i postumi di una sbornia" - Ha detto Miller dopo il trionfo di Jerez - "Stasera sarà molto difficile con Jack" - sorrise Bagnaia - “Ricordo Phillip Island alcuni anni fa. Eravamo insieme alla festa della domenica sera e lui era molto arrabbiato con me perché non mi piaceva la tequila e voleva darmi la tequila. Dovrò stare attento stasera!"
Clima pacato tra due amici ma al momento non rivali. Ma la storia insegna che gli idilli, soprattutto tra compagni di squadra, rischiano di venire meno quando c'è in palio qualcosa di grosso. Se la Ducati dovesse rimanere così competitiva e i due lottare per la vittoria da vicino ogni domenica, non mancherà molto ai primi screzi e alla rottura del rapporto attuale. It's racing.

Rotto il ghiaccio ora serve confermarsi "senza alibi"

Poche storie, ora Jack è uno dei favoriti per il titolo. La velocità non gli è mai mancata, sta finalmente trovando un'ottima costanza di rendimento. Ora deve limitare al meno possibile gli errori e, soprattutto, vincere senza scusanti. A Jerez si è portato a casa il successo, ma ha "ringraziato" il problema al braccio di Quartararo. A Le Mans invece, senza l'acqua in pista, avremmo visto un'altra gara e, forse, un altro epilogo. Il Mugello, pista su cui la Ducati ha sempre ottenuto ottimi risultati, sarà un test importante per capire la solidità di Jack. Fare punti ogni domenica è fondamentale per la vittoria del titolo, ma bisogna anche vincere le gare. Miller lo sta facendo, ma anche perché le condizioni al momento lo hanno aiutato. Ora tocca a lui dimostrare che non sono solo i fattori esterni ad averlo favorito.

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