Valentino Rossi ha salutato il Team Factory Yamaha per accettare una nuova sfida, cioè quella del Team Petronas. Sempre in sella a una M1 ufficiale il “Dottore” andrà in cerca di qualcosa di grande, perché il sogno del 10° titolo vive ancora dentro di lui. Sarà davvero possibile? Il partito degli scettici vanta sempre più iscrizioni e il 2020 ha rafforzato le argomentazioni della fazione citata. Un 15° posto finale a una vita dal campione del mondo Joan Mir rappresenta la cartina di tornasole di un’annata in cui il Covid-19 è stato il vero protagonista e anche lo stesso Valentino ne ha pagato le conseguenze, ricordando il doppio forfait ad Aragon (Spagna).

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Si va dunque in nuovo team per trovare nuovi stimoli e capire se si è in grado di dar seguito al film, oppure se è meglio pensare ai titoli di coda. Le motivazioni per far bene ci sono, ma è chiaro che la convinzione nei propri mezzi si alimenta coi risultati. In questo momento in Yamaha c’è una situazione un po’ confusa. Non è un caso che il migliore della truppa di Iwata sia stato Franco Morbidelli, giunto secondo in campionato, il centauro su cui la scuderia giapponese ha creduto meno, tenuto conto del materiale a sua disposizione.

Tre gare dopo Vinales e Quartararo avremo le soluzioni che la Yamaha ci porterà - confessa il braccio destro di Valentino Rossi, Alessio 'Uccio' Salucci in un'intervista a GPOne.com - Cambierà poco niente, a meno che il prossimo anno non ci siano stravolgimenti. Ma in MotoGP non è così. E poi la Yamaha ci ha dato una moto Factory, vediamo di fare del nostro meglio. La nostra ambizione e divertirci, giocarci il podio, stare davanti, stare nei tre, nei cinque, e quindi provare a vincere qualche gara. Al titolo non ci pensiamo, ma dobbiamo tornare protagonisti“.

Valentino Rossi insieme a Franco Morbidelli, Getty Images

Credit Foto Getty Images

Per Rossi una M1 che è stata una sorta di enigma: “E’ una moto molto difficile. Tante cose complicate, l’usura delle gomme ecc. Però Morbidelli ha vinto delle gare, Quartararo anche. E’ stata una moto di riferimento. E penso anche la nostra, eravamo lì, cominciavamo a capire la retta via, se la trovi poi è un attimo“, le parole di Salucci, che quindi cerca di guardare il bicchiere mezzo pieno.

Ecco che il connubio tra il “Morbido” e Valentino potrebbe essere fruttuoso per entrambi: da un lato Rossi avrà uno stimolo di non poco conto come riferimento in pista; dall’altro Franco potrà giovare della grande esperienza del nuovo team-mate, forte dell’ottimo rapporto che hanno al di fuori della pista. E che secondo tempo sia allora, augurandoci che arrivino gli applausi nel momento in cui si metterà davvero la parola fine.

giandomenico.tiseo@oasport.it

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