Lorenzo Musetti è pronto per una nuova sfida. Il tennista nativo di Carrara, dopo aver scalato la classifica e raggiunto la top-90 del ranking ATP, giocherà in Sardegna a Cagliari con l’obiettivo di andare il più avanti possibile.
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Non è un mistero che la terra rossa sia per il classe 2002 del Bel Paese la superficie preferita e la fiducia acquisita nei match precedenti lo aiuterà: “Questi 21 giorni sono stati bellissimi e devo dire che soprattutto le sconfitte mi hanno fatto capire molte cose. L’emozione provata quando ho perso mi ha dato ulteriori energie per allenarmi con maggior forza. Indubbiamente, quanto fatto è stato utilissimo in termini di esperienza“, ha raccontato Musetti in un’intervista concessa a SuperTennis.
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La cavalcata di Acapulco (Messico), dove ha raggiunto la prima semifinale in carriera di un ATP 500, è stata speciale: “In Messico ho fatto sette partite in sette giorni, giocando 13 ore. Ho tirato fuori il meglio di me e finalmente mi sono sentito a mio agio sul cemento, non avendo problemi sul dritto. Tante cose si sono messe a posto, frutto del lavoro“, ha ribadito Lorenzo.
E ora si torna in Sardegna, dove l’anno scorso nel torneo di Santa Margherita di Pula raggiunse la semifinale e un infortunio lo costrinse al ritiro: “Qui mi sento come a casa, nel 2020 raggiunsi una semifinale. Il mio obiettivo è fare meglio e puntare a vincere il torneo“, le parole del tennista tricolore.
Sono giorni felici per il movimento italiano maschile: 10 giocatori nella top-100 rappresentano un record. Un gruppo, dunque, dove c’è una sana rivalità: “Siamo una bella squadra fatta da amici e ognuno di noi si spinge a vicenda per raggiungere il meglio possibile. Ogni settimana c’è un risultato degno di nota e sono orgoglioso di farne parte“.
Inevitabile, a chiosa, il riferimento a Jannik Sinner e alla splendida Finale raggiunta a Miami: “I giornalisti ci mettono spesso a confronto, però c’è solo amicizia. C’eravamo visti a Montecarlo e poi sono venuti fuori dei bei risultati per entrambi. Complimenti a lui, sono contento perché se lo merita“.
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