“Questo torneo lo giochiamo per Matteo”. Sono le parole di Jannik Sinner al termine del suo esordio in carriera alle ATP Finals, diventato ufficiale nel tardo pomeriggio di martedì dopo il forfait di Matteo Berrettini. Ha evidentemente voluto onorare al meglio la sua chance Sinner, che contro Hubert Hurkacz, avversario (e amico) che con quel successo a Miami lo scorso marzo ne aveva indirettamente impedito la qualificazione diretta qui a Torino, aveva voglia di prendersi una rivincita.
E che rivincita è stata: un 6-2 6-2 perentorio, per una partita davvero condotta con personalità da Sinner, soprattutto sul piano dell’atteggiamento.
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L’altoatesino è infatti entrato in campo senza paura, consapevole di dover provare a fare la partita. Un atteggiamento aggressivo, impostato al tennis d’attacco, tendenzialmente in spinta. Tutto positivo, insomma, nella narrazione complessiva di un’opportunità arrivata un po’ inaspettata e gestita al meglio, specie con le pressioni su un ragazzo che in soli 2 anni ha veramente bruciato ogni tipo di tappa.
Certo, poi, bisogna anche riportare qualche altro fatto. Attenersi alla cronaca. E questa ci dice che dall’altro lato del campo, Hubert Hurkacz, ha dato una bella mano a Sinner. E’ stata molto negativa la partita del polacco, che ha sbagliato tanto, giocando a fasi alterne e trovandosi così imbrigliato dentro una serata alquanto rivedibile. Sinner infatti, al di là del 6-2 6-2 finale, ha concesso più di una chance nei propri turni di servizio, che fino al primo break anche nel secondo set avevano visto l’altoatesino concedere palla break o finire ai vantaggi in 4 turni di battuta su 5. Dimostrazione che qualcosina, per strada, Jannik aveva effettivamente lascio; e che Hurkacz, dalla sua, non è riuscito a sfruttare. Parecchio passivo e troppo lontano dalla linea di fondo, il polacco ha messo in mostra una versione decisamente meno brillante rispetto al primo set giocato l’altro giorno contro il n°2 del mondo Daniil Medvedev. Buon così, appunto, per Sinner, che alla fine ha gestito emozione, pubblico e qualche sbavatura prendendosi un 6-2 6-2 finale forse più severo di quanto non abbia detto la partita.

La situazione: Sinner può ancora passare in semi

La vittoria tiene così aperte le chance qualificazione di Sinner nel Gruppo Rosso. L’azzurro però non sarà padrone del proprio destino. Il forfait di Berrettini ha infatti automaticamente qualificato in semifinale Daniil Medvedev ancor prima dell’inizio di questa partita; e lascia a questo punto aperto un solo spot per Zverev o Sinner. Jannik dovrà provare a battere Medvedev, ma al tempo spesso sperare che Hurkacz, già fuori dai giochi, faccia la stessa cosa con Zverev.
Un incrocio di fattori non semplice, specie a fronte delle partite viste oggi: Zverev ha giocato alla pari con Medvedev; mentre appunto, Hurkacz, non ha brillato con Sinner in questo match. La speranza però c'è ed è l’ultima a morire. Certo, l’ultima giornata, giovedì, potrà dirci anche qualcosa in più sul termometro dei valori. Medvedev, in queste prime due uscite, è stato uno dei più positivi; e per Sinner si attesterà, ne siamo certi, come ostacolo ben più tosto dell’Hurkacz visto stasera. Il processo di crescita di Jannik però passa anche – soprattutto – da questi incroci. E allora sotto a chi tocca.

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