Jannik Sinner ha travolto il francese Hugo Gaston con un doppio 6-2 al suo esordio nel Masters 1000 di Miami e si è così qualificato al terzo turno del prestigioso torneo di tennis sul cemento statunitense. L’azzurro non ha avuto alcun problema contro il transalpino e ha staccato il biglietto per i sedicesimi di finale della kermesse, dove incrocerà il solido russo Karen Khachanov. Il nostro portacolori ha tutte le carte in regola per imporsi in un match sulla carta molto equilibrato tra il numero 31 e il numero 22 del ranking ATP. In palio un ottavo di finale tutt’altro che impossibile contro il vincente di Ymer-Ruusuvuori (il finlandese ha eliminato a sorpresa Alexander Zverev).
Il tennista altoatesino, entrato virtualmente nella top-30 mondiale, può farsi strada in questa competizione e ha tutte le carte in regola per sognare in grande. Jannik Sinner ha commentato in questo modo la vittoria ottenuta nella serata italiana di ieri: Gaston è un giocatore molto difficile da affrontare per me perché innanzitutto è mancino. Cambia molto la direzione della palla. Abbiamo giocato con un po’ di vento, quindi non è stato facile penso per entrambi. Ho iniziato bene, ho messo subito pressione, cosa che penso lui abbia sentito. Per essere il mio primo incontro qui è stata una buona partita, è lui era un giocatore molto difficile da affrontare”.
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Il 19enne si è espresso anche sul prossimo avversario: “Mi alleno per giocare partite difficili. Mi alleno per essere in situazioni difficili. Mi alleno specialmente per questo tipo di partite. Sarà sicuramente un match difficile per entrambi. Lo conosco abbastanza bene, e anche lui mi conosce bene, e non sarà sicuramente un match facile”.
C’è spazio anche per parlare di Lorenzo Musetti, il quale si è particolarmente distinto nelle ultime settimane ed è entrato nella top-100 del ranking ATP: “Siamo due giocatori molto diversi, sono felice di quello che sta facendo e gli faccio tanti complimenti. Fisicamente è sicuramente molto forte, tira forte, cambia benissimo la palla, cosa che io devo imparare a fare molto di più. Come giocatore, e come potenziale di gioco, probabilmente è migliore di me, per come gestisce la partita. Io sto lavorando molto anche su quello, su come capire i momenti della partita. Lui ha giocato tanto tennis, si porta molto dietro dalla carriera junior, io ho iniziato a 13 anni e mezzo a giocare tutti i giorni, quindi ho ancora tanto da fare. Non ci siamo allenati insieme, mi piacerebbe molto, ma soprattutto mi piacerebbe giocare contro di lui in torneo, perché allenamento e partita sono due cose molto diverse”.

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