15 aprile 2021, una data che difficilmente Daniel Evans riuscirà a dimenticare. Il classe 1990 di Birmingham, attuale n° 33 del mondo, è entrato nella cerchia ristretta di tennisti che possono vantare nel proprio palmares una vittoria contro sua Maestà Novak Djokovic. Ma c’è qualcosa di più nei due set dominati contro il Djoker. Il successo di Monte Carlo, appena il terzo del britannico sulla terra battuta, ha il sapore di riscatto dopo tre anni di (meritate) penitenze: nell’aprile 2017 durante l’Atp di Barcellona è stato trovato positivo alla cocaina dopo un controllo di routine. Oltre all’inevitabile sospensione per un anno, Evans ha perso tutti i punti Atp e i prize money conquistati. Reset totale. All’epoca l’inglese era n° 50 del mondo, in una fase ascendente di risultati. Evans organizzò una conferenza stampa per una dichiarazione della durata di 90 secondi specificando come l’uso dello stupefacente fosse stato a scopo esclusivamente ricreativo e non un tentativo di migliorare le sue prestazioni sportive:
Ho commesso un errore e ora devo affrontarne le conseguenze… l’unica cosa che posso fare è scusarmi dal profondo del mio cuore.

Dan Evans

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Dopo un anno di silenzio, la seconda carriera tennistica di Evans (la prima era stata già messa a repentaglio da un grave infortunio al ginocchio e da qualche nottata di troppo al pub), comincia dal circuito Challenger, il 30 aprile 2018 a Glasgow. Umiliato da un signor nessuno. Nei tornei successivi fuori dal Regno Unito di wild card, ovviamente, neanche l’ombra. Ci prova alle qualificazioni a Wimbledon, ma si ferma al secondo turno. Ancora Challenger su Challenger, per macinare tennis e riprendere fiducia. Fino agli Australian Open 2019 quando batte il nostro Paolo Lorenzi nel dentro-fuori per il main-draw e incrocia Roger Federer che lo batte in tre combattutissimi set.
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La sfida con il campione svizzero scandirà la sua seconda vita sportiva che piano piano riesce a incanalarsi nei binari giusti: lo ritroverà agli US Open 2019 (di nuovo k.o.) e, due anni e una pandemia dopo, sul cemento di Doha, questa volta per riaccogliere il fenomeno di Basilea nel tennis che conta dopo l’infortunio. Poco prima il trionfo nell’Atp 250 di Melbourne con la vittoria in finale su Auger-Aliassime che gli è valsa il best ranking in carriera (28). Niente, neppure un quarto in un Masters 1000, vale, però, quanto i complimenti del n° 1 del mondo che a fine match, nonostante i 45 gratuiti, ha dato i meriti a Evans che ai quarti di finale se la vedrà con Goffin.

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