Prima di sbarcare a Roma aveva vinto solo due partite sul rosso. Poi agli Internazionali d'Italia 2021 Reilly Opelka, classe 1997 di St. Joseph (Michigan), ha deciso di dare una svolta alla sua carriera e i suoi 2 metri e 11 centimetri di altezza che lo rendono il tennista più alto del circuito sono diventati un contorno. Il gigante americano ha, infatti, fatto fuori, uno dopo l'altro, l'ex n° 7 del mondo Gasquet, il nostro Lorenzo Musetti, l'uomo del 2021 Karatsev e l'argentino Delbonis, regalandosi la sua prima volta con Sua Maestà Rafa Nadal sul Centrale della capitale in una semifinale che riporta gli Stati Uniti al centro del tennis mondiale dopo mesi di latitanza.

La carriera di Opelka

Una favola iniziata 16 anni fa quando Tom Gullikson, campione in doppio con il gemello Tim e capitano degli USA in Coppa Davis, lo ha preso sotto la propria ala, insegnandogli i fondamentali sull’har-tru, la terra verde su cui si gioca il torneo femminile di Charleston. Reilly studia il diritto di Nadal, impara a come costruire il punto e a come leggere il gioco sfruttando la sua altezza che diventa giorno dopo giorno un punto di forza. A livello junior vince Wimbledon 2015 battendo in semifinale il numero 1 e grande amico Taylor Fritz e in finale Mikael Ymer.
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Opelka e Ymer a Wimbledon Junior 2015

Credit Foto Getty Images

Lì gli si aprono le porte del circuito maggiore. Per ora ha messo in bacheca due Atp 250, a New York (43 ace in finale contro il canadese Schnur) e Delray Beach, e sfiorato la top30 nell'ottobre 2019. Qualcuno forse se lo ricorda per la battaglia persa al quinto set agli Australian Open 2019 contro Thomas Fabbiano, alto 40 centrimetri meno di lui.

Collezionista d'arte e fan di Anna Wintour

I profili social di Opelka raccontano i tanti interessi del n° 47 del mondo che spazia dalla cucina all’arte fino al mondo della moda.
Nel corso degli anni (e dei tanti viaggi) è diventato un collezionista d’arte: durante la pausa dai campi causa Covid ha raccontato di aver acquistato otto opere di artisti contemporanei. A Roma ha visitato la Galleria Borghese con Venus Williams prima di entrare nella “bolla”. La settimana scorsa, a Madrid, si è regalato una visita al Prado dopo essere stato eliminato al primo turno.
Il suo sogno è incontrare la direttrice di Vogue Anna Wintour e di avviare un suo brand a fine carriera. Intanto sabato c'è la partita più importante della vita da giocare. Nei 4 match disputati al Foro Italico da lunedì scorso, Reilly non ha ancora perso un game al servizio e ha messo a segno 77 ace. Nadal è avvisato.

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