6-4 3-6 7-6 (3): è questo lo score in favore di Jannik Sinner nella finale dell’ATP di Sofia (Bulgaria) contro il canadese Vasek Pospisil. Primo titolo in carriera al termine di un confronto molto tirato in cui è stata più la testa che la tecnica a fare la differenza. Non è stato infatti brillante Jannik, come al solito, per l’importanza della posta in palio e anche per Pospisil, che ha disputato una signora partita, mettendo in difficoltà il suo più inesperto avversario con il suo gioco d’attacco, cercando sempre di prendergli il tempo. “Vincere un torneo è sempre speciale, soprattutto con un match così equilibrato, preferisco vittorie di questo tipo piuttosto che un 6-1 6-1. Inoltre, sono contento di aver vinto il mio primo titolo nella stessa settimana in cui avevo vinto le Next Gen lo scorso anno. Spero sia il primo di tanti! Il luogo dove vinci il tuo primo torneo rimarrà sempre speciale per te, e qui sono stati tutti molto gentili, posso solo ringraziare tutti. Non mi aspettavo che il pubblico stesse dalla mia parte fin dal primo turno, è stato fantastico e mi sono sentito bene per tutta la settimana”, le prime parole di Jannik in conferenza stampa.
Sono stato contento di vedere molti bambini, voglio cercare di essere un esempio per loro e di ispirarli

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Un match difficile, nel quale l’azzurro ha dovuto superare un momento di difficoltà nel secondo set: “Non è facile giocare contro Vasek (Pospisil ndr), perché ci sono dei game in cui non ti fa toccare la pallina in risposta. All’inizio del secondo ero sopra di un break e mi sono fatto riprendere perché non sono riuscito a giocare come volevo, la sfida era rimanere positivo e stare lì con la testa. Ho dovuto cercare una soluzione, e credo di aver servito meglio e in maniera più intelligente nel terzo. Sono stato bravo all’inizio del set quando mi sono tirato fuori dal primo game, e nel tie-break credo di aver giocato dei buoni punti”, ha raccontato l’altoatesino.
Facendo un bilancio della stagione e di quel che accadrà, poi, le parole di Sinner sono chiare: “Sono contento di aver finito l’anno con una vittoria, ma ora inizia il duro lavoro di preparazione per il 2021, e spero di migliorare ancora. Di sicuro sono migliorato nell’ultimo anno. Penso che ci sia bisogno di ottenere risultati per verificare i propri miglioramenti, perché a volte puoi sentire di essere migliorato e comunque perdere quattro volte di fila al primo turno. Dovremo andare presto in Australia, attorno al 15 dicembre: ora mi prenderò un pochino di pausa e poi faremo tre settimane a Montecarlo prima di partire. Volevo giocare ad Ortisei, dove ho vinto il mio primo match in un Challenger nel 2018 e poi ho vinto il torneo lo scorso anno. Ora è zona rossa e immagino che si giocherà a porte chiuse. Volevo andarci anche quest’anno, ma se sei Top 50 non puoi giocare tornei di questo tipo, avrebbero dovuto aumentare il prize money solo per me e ho detto loro di non farlo”.
Un anno, come si sa, condizionato dalla pandemia, ma Jannik non si vuol piangere addosso: “Magari potevo essere n.20 del mondo, ma anche se non lo sono pace, la cosa più importante è rimanere in salute e sperare di viaggiare con meno problemi il prossimo anno. Prendo tutto quello che mi è arrivato. Non butto via niente, neanche ciò che purtroppo è successo da marzo in poi, anche se ovviamente spero che non capiti più. Ho preso la quarantena come una sfida, volevo stare lì con la testa e migliorare”. (Fonte: ubitennis)
giandomenico.tiseo@oasport.it

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