19:00 - Il video del Ministro dell'interno che ha mandato un messaggio a Djokovic

Djokovic saluta i tifosi; il Ministro Andrews: "Può andarsene quando vuole"

17:00 - Il ministro dello sport francese: "Potrà giocare il Roland Garros"

Australian Open
Nadal: "Djokovic? Spero possa giocare tanti tornei nel 2022"
21/02/2022 A 09:44
Mentre la situazione in Australia è ormai chiara e bisognerà aspettare lunedì per capire se a Novak Djokovic verrà effettivamente concessa la possibilità di entrare in Australia (dopo il ricorso), o se dovrà tornare a casa, a tenere banco c'è anche la questione sul futuro della stagione. Alcuni altri Paesi stanno attuando politiche sempre più simili a quelle australiane. Ma dalla Francia, dove tra maggio e giugno si disputera il prossimo torneo dello slam, arrivano rassicurazioni importanti. E' il ministro dello sport francese Roxana Maracineanu ad affermarlo, con un intervento alla radio France Info: "Ci sono protocolli che permettono a chi non è vaccinato come Djokovic di entrare nel Paese. In Francia non abbiamo le stesse regole che ci sono in Australia. Un atleta non vaccinato può competere esattamente come gli altri. Ci saranno dei protocolli, ma potrà essere al Roland Garros".

15:33 - Cilic: "Dispiace per Nole, Australia doveva decidere prima

"Non è una bella pagina per il tennis quello che sta accadendo. Tutti vogliamo che il Covid finisca per andare avanti, ma il governo australiano avrebbe dovuto decidere prima. E’ incredibile quello che è successo a Nole, che è arrivato fin qui e non sa ancora se giocherà. Sono molto dispiaciuto per lui e spero si risolva presto”.
Djokovic rompe il silenzio: "Grazie per il vostro supporto"

15:22 - PTPA (Associazione giocatori): “Chi ha esenzione dovrebbe essere libero di giocare”

"La PTPA sta monitorando la detenzione del tennista professionista Novak Djokovic da parte del governo australiano. Siamo in stretto contatto con Djokovic, la sua famiglia, i suoi legali, i rappresentanti del governo e dell’Australian Open. Djokovic ci ha confermato direttamente di stare bene. Ci ha anche chiesto di dargli la possibilità di raccontare lui stesso le condizioni della sua detenzione. Con il massimo rispetto per tutte le posizioni sul tema vaccinazioni atleti vaccinati e non vaccinati (con esenzione medica approvata) dovrebbero entrambi aver la libertà di competere. Continueremo a monitorare la situazione, la salute e la sicurezza di Djokovic, guardando avanti al momento in cui potrà tornare in campo”.

14:12 - Le prime parole di Djokovic

Il numero 1 del mondo ha rotto il silenzio sui propri canali social. Non pubblicava nulla dal post di martedì, poco prima dell'imbarco per Melbourne. "Grazie alle persone di tutto il mondo per il vostro continuo supporto. Lo sento ed è molto apprezzato."

13:00 - L'impatto economico della vicenda

Le vicende di Djokovic ormai hanno superato i confini dello sport, diventando un caso mediatico globale, tanto che gli esperti di comunicazione hanno provato a calcolare l'impatto (ovviamente negativo) sulle sue future collaborazioni: “Con le sue posizioni estreme, peraltro colorate anche dalle dichiarazioni di genitori e staff – commenta Stella Romagnoli, direttore generale dell’IAA - International Advertising Association – il serbo si auto-posiziona in una "zona nera" per chiunque lo abbia o possa desiderare in futuro ingaggiarlo come testimonial del proprio marchio”. Lo spin doctor Davide Ciliberti, del gruppo di comunicazione Purple & Noise PR, calcola che l'intera vicenda "costerà" al Djoker non meno di 50 milioni di euro nel prossimo anno in minori sponsorizzazioni.

11:50 - Le condizioni dell'albergo di Djokovic

Secondo quanto racconta il quotidiano locale The Age, gli ospiti del Park Hotel sono principalmente persone che dalla Papua Nuova Guinea cercano di entrare in Australia. Ultimamente nella struttura è stato anche segnalato un focolaio di Covid e sarebbero scoppiati degli incendi con "detenuti in attesa di giudizio" che sarebbero stati evacuati in manette. Ai rifugiati passati di lì sarebbe stato distribuito cibo infestato da larve. Attualmente nell'hotel si trovano una trentina di richiedenti asilo, trasferiti in Australia per cure mediche e reduci da anni di detenzione nei loro Paesi. Il fratello di Nole, Djordje ha raccontato che il campione è stato portato in una stanza sporca senza nulla dei suoi averi, mentre la stampa serba riferisce che nella camera "c'erano alcuni scarafaggi". Il segretario per gli affari esteri serbo, Nemanja Starovic, ha fatto richiesta all'ambasciatore serbo in Australia affinché il numero 1 al mondo venga trasferito in un luogo "consono al più forte sportivo al mondo". Risposta negativa. Djokovic resterà lì, senza poter far uso delle strutture sportive, fino a lunedì, data della sentenza per il ricorso presentato dai suoi legali.

Sostenitori serbi sotto le finestre el Melbourne Park Hotel

Credit Foto Getty Images

11:30 - Cancellato anche il visto della Voracova (n° 81 Wta)

La polizia di frontiera australiana ha cancellato un altro visto, quello della tennista Renata Voracova, arrivata a Melbourne a dicembre. A quanto scrive abc.net, la giocatrice ceca, numero 81 del ranking è sbarcata con un'esenzione medica poiché negli ultimi sei mesi è stata positiva al Covid, la stessa motivazione di Djokovic. Al momento anche la donna si trova al Park Hotel di Melbourne, proprio come il numero uno al mondo. La giocatrice ha già preso parte al torneo Wta di Melbourne questa settimana. "Abbiamo presentato una nota di protesta alle autorità australiane attraverso l'ambasciata di Canberra e chiediamo loro di spiegare la situazione - ha affermato Aneta Kovarova del dipartimento di Stato ceco - tuttavia Renata Voracova ha deciso di rinunciare a un'ulteriore partecipazione all'Australian Open a causa delle limitate possibilità di allenamento e di lasciare l'Australia. Le nostre ambasciate in Australia la stanno assistendo nell'espletamento delle formalità per l'uscita dal Paese". Alexander Zverev aveva parlato di altri "cinque giocatori con esenzione di cui non si conoscono i nomi". Voracova è una, ne mancano quattro.

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11:15 - Le prime ricostruzioni del cortocircuito burocratico

Il ceo di Tennis Australia Craig Tiley sapeva che il governo federale non avrebbe accettato di riconoscere una recente infezione Covid come ragione valida per concedere un’esenzione al vaccino, ma non avrebbe informato il governo del Victoria. Lo ha confermato la Prima Ministra ad interim del Victoria Jacinta Allan.

11:00 - La posizione di Boris Becker (ex coach di Djokovic)

"In questa occasione penso che stia commettendo un grosso errore nel non farsi vaccinare. Minaccia ciò che resta della sua carriera e la sua possibilità di cementarsi come il più grande giocatore di tutti i tempi", ha detto Becker al Daily Mail. "Quattro volte mi sono seduto nel suo box mentre vinceva l'Australian Open, quindi sono pienamente consapevole dei suoi grandi punti di forza. Penso anche che abbia un grande carattere che può essere facilmente frainteso. Eppure questi punti di forza possono essere anche punti deboli. La stessa incredibile determinazione con cui gli ho visto vincere tante partite ravvicinate può essere una vulnerabilità con la sua testardaggine È incredibilmente volitivo, con convinzioni molto ferme. Se non lo fa, tra 10 anni guarderà indietro e si renderà conto di aver commesso un errore. Non si tratta solo dell'Australia. Il fatto è che viviamo in un mondo diverso e per lui sarà molto difficile vivere la vita di un tennista professionista che viaggia senza vaccinazione. Quelle sono le regole, piaccia o no, e bisogna accettarle. Forse un giorno torneremo a una situazione più normale, ma a 34 anni non ha molto tempo per perseguire i suoi obiettivi. Come persona a lui affezionata, so che soffrirà. Rimarrà scioccato dal trattamento che sta ricevendo, in una stanza squallida con i suoi pasti spinti sotto la porta. Sarà tanto più sconcertante perché ama giocare in Australia e forse in nessuno stadio più della Rod Laver Arena".

Boris Becker ai tempi in cui era l'allenatore di Novak Djokovic

Credit Foto Getty Images

10:30 - Djokovic rischia il ban dall'Australia per 3 anni

Spunta anche una clamorosa indiscrezione. La professoressa di diritto pubblico all'Università di Sydney, Mary Crock, è intervenuta sul caso ai microfoni dei media australiani: Djokovic rischia di non poter entrare in Australia per i prossimi tre anni. La legge locale è molto rigorosa in termini di politiche di immigrazione e questa è la pena prevista per chi viene trovato in possesso di un visto irregolare. Si tratterebbe di un durissimo colpo per il numero 1 al mondo, che ha vinto lo Slam nella terra dei canguri per ben nove volte e che ha conquistato in carriera 20 prove totali dello Slam, proprio come Roger Federer e Rafael Nadal.

9:50 - Il tweet di Nick Kyrgios

"Io sono assolutamente d'accordo che il Covid vada affrontato e combattuto, e infatti sia io che la mia famiglia ci siamo vaccinati per difendere noi stessi e il prossimo, ma ritengo che il mondo in cui l'Australia si stia comportando con Nole sia davvero pessimo. Nole è uno dei più grandi campioni di sempre, e soprattutto è un essere umano: cercate di comportarvi meglio".

9:45 - Le parole della moglie Jelena

La moglie di Novak, intanto si è fatta sentire sui social. In un tweet nel giorno del Natale ortodosso, ha voluto ringraziare chi si sta mobilitando per il marito: "Grazie a tutti voi che state facendo sentire l'amore per mio marito. Sto cercando di respirare profondamente per mantenere la calma e cercare di comprendere quello che sta accadendo. Credo che l'unica legge che tutti debbano rispettare, attraverso qualunque confine, sia quella dell'amore e del rispetto per gli esseri umani. Amore e perdono non sono mai un errore ma una grande forza".

9:40 - Il governo scarica Djokovic: "Può andarsene quando vuole"

Le autorità australiane negano che Djokovic sia tenuto in stato detentivo, come invece denunciato dall'entourage del tennista serbo. "Il signor Djokovic non è detenuto in Australia, è libero di andarsene quando vuole e la polizia di frontiera lo aiuterebbe a farlo", ha detto il ministro dell'Interno Karen Andrews, parlando all'emittente Abc.

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9:35 - Breve recap delle puntate precedenti

Novak Djokovic è stato fermato mercoledì al suo arrivo all'aeroporto di Melbourne per problemi riscontrati col suo visto di ingresso. Il 20 volte campione Slam aveva inizialmente ottenuto un'esenzione vaccinale dagli organizzatori del torneo, che inizierà il prossimo 17 gennaio, ma questa non è stata ritenuta sufficiente dalla polizia di frontiera. Il Djoker al momento si trova al Park Hotel di Melbourne (albergo utilizzato dalle autorità israeliane per ospitare gli immigrati). I suoi legali hanno inoltrato ricorso e quindi il suo caso deve essere giudicato prima di rispedirlo a casa. Al momento la data che circola è quella di lunedì mattina alle 10 locali (la mezzanotte italiana). Il ricorso sarebbe stato depositato in tribunale a tempo di record e inizialmente il giudice preposto aveva comunicato che sarebbe stato difficile restare nei tempi, ma poi si è arrivati all'accordo per data e orario, esattamente a una settimana dall'inizio del torneo.
9:30 - Amici di Eurosport, buongiorno e benvenuti a una nuova giornata in cui seguiremo passo passo il caso sportivo e mediatico del momento, ossia la possibilità per Novak Djokovic di disputare o meno gli Australian Open. Vi ricordiamo che il primo Slam dell'anno è un'esclusiva di Eurosport e potrete seguirlo live in tv su Eurosport 1 ed Eurosport 2 e in streaming sulle piattaforme e che vi forniranno una copertura integrale di tutti i campi.

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