Novak Djokovic nelle scorse settimane è stato travolto dalle polemiche per una sua dichiarazione contro il vaccino per il Covid-19. Il numero 1 del mondo si è giustificato spiegando che la frase è stata estrapolata da un discorso più ampio e che lui non si definisce anti-vaccino.
La stampa internazionale ha preso fuori contesto e ha interpretato male quello che ho detto. Il mio problema con i vaccini è che non voglio che entrino nel mio corpo sostanze che non voglio fare entrare. Questo è inaccettabile per me. Ma non sono anti-vaccino. Chi sono io per dichiararmi anti-vacino? Ammetto che ce ne sono molti con piccoli effetti collaterali che hanno contribuito a risolvere molti problemi
Il campione serbo torna poi sull’aspra polemica legata alle positività riscontrate all’Adria Tour, torneo fortemente voluto proprio da Djokovic: “Avevamo le nostre migliori intenzioni. Sì, c’erano dei passi che avremmo potuto fare diversamente, questo è chiaro, ma mi rimprovererete per sempre di aver commesso un errore? Ok, se è così lo accetto, perché ora è ‘unica cosa che posso fare. Che sia giusto o no, non lo so, ma so che le nostre intenzioni erano giuste e corrette. Se avessi ancora l’opportunità di fare l’Adria Tour lo farei di nuovo”.
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In chiusura dell’intervista, riportata da livetennis, Djokovic spiega di non avere rimpianti:
Onestamente non credo di aver fatto nulla di male. Sono triste per tutti quelli che si sono infettati. Mi sento in colpa per chi si è infettato in Serbia o in Croazia? Certo che no. E’ stata tutta una caccia alle streghe. Come si può dare la colpa a una sola persona per tutto quello che è successo
salvatore.serio@oasport.it

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