Rafa Nadal si appresta a giocare la partita numero 100 al Roland Garros e ne ha vinte 97 su 99. Non si può che partire da qui per provare ad abbozzare i motivi per cui credere a un'impresa quasi impossibile. Soderling nel 2009 e Djokovic nel 2015 rappresentano le uniche eccezioni alla regola: non esiste niente di più difficile, per qualsiasi giocatore, che affrontare il mancino di Manacor sul Philippe Chatrier, un compito che va addirittura oltre sfidare Federer sul centrale di Wimbledon o Djokovic sulla Rod Laver Arena di Melbourne.

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Roland Garros
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L'eccezionalità di Sinner

Jannik Sinner è il più giovane italiano di sempre ai quarti di uno Slam, con un considerevole margine sui quasi 21 anni di Cristiano Caratti agli Australian Open 1991. Quando Panatta ci riuscì a Parigi per la prima volta, nel 1972, aveva già quasi 22 anni. L'orgoglio italiano, insieme a Martina Trevisan, favola di questa edizione a Bois de Boulogne - era dal 2011 che non avevamo un giocatore per tabellone ai quarti (all'epoca Schiavone e Fognini) - non basta, però, a spiegare la straordinarietà di Sinner.

I 10 italiani più giovani ai quarti di uno Slam

Sinner19 anni e 1 mese
Caratti20 a 7 m
Pietrangeli21 a 9 m
Bertolucci21 a 9 m
Panatta21 a 10 m
Gardini23 a 2 m
Berrettini23 a 4 m
Fognini24 a
Barazzutti24 a 6 m
Furlan25 a 5 m

Nel suo caso, infatti, si valicano i confini nazionali e quelli del puro appassionato di tennis. Il ragazzo di Sexten sembra appartenere a quella cerchia ristretta di predestinati che non nascono tutti i giorni. Tutti ne parlano, tutti esigono molto da lui. Eppure, l'altoatesino ha 19 anni e un mese ed è il primo giocatore nato negli anni 2000 (per l'esattezza il 16 agosto 2001) a raggiungere i quarti di uno Slam. Numeri e primati si elevano fino al dato più impressionante: Sinner è il primo giocatore a centrare i quarti di finale del Roland Garros al debutto nel torneo da un certo... Rafa Nadal, campione nel 2005 e suo prossimo avversario.

La possibilità di prevalere da fondocampo

Ed è così che, in una concezione ciclica, tutto ritorna al punto di partenza: Rafa Nadal. Come battere a Parigi il 12 volte campione? Abbiamo visto che la pesantezza delle palline e le condizioni di gioco lente hanno destabilizzato molto relativamente lo spagnolo che non ha mai consentito ai suoi avversari di andare oltre i quattro game a set nei primi quattro turni. Sinner, però, tira veramente forte e da fondocampo può fare match alla pari. Questa è già una buona base di partenza per il ragazzo di Sexten che naturalmente non potrà prescindere dal servizio.

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Per riuscire dove gli altri hanno fallito dovrà stare molto vicino alla linea di fondo, essere costantemente aggressivo sia sul lato sinistro che sul lato destro e mantenere un'intensità altissima per almeno tre ore di gioco. Banale? No, complicatissimo anche perché gli scambi con Rafa possono essere estenuanti. Sinner, però, non parte battuto sulla diagonale sinistra, quella che per intenderci ha fatto vacillare Federer al cospetto di Nadal negli anni d'oro. Se togliamo, infatti, l'ultimo scorcio della loro rivalità, il mancino di Manacor sembrava un tennista creato in laboratorio per disinnescare la magnificenza dello svizzero con il suo dritto in top a rimbalzare altissimo sul rovescio a una mano del basilese.

Jannik Sinner contro Zverev al Roland Garros 2020

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Fare match di testa contro Nadal

Sinner ha proprio nel rovescio bimane il colpo più sicuro: quando perde il controllo dello scambio, è il dritto a tradirlo. L'altoatesino ha già battuto tre top 10 in carriera (su cinque incontri): Goffin a Rotterdam a febbraio, Tsitsipas a Roma e Zverev a Parigi. Il talento in erba che abbiamo ammirato da vicino alle Next Gen ATP Finals di Milano è cresciuto nel fisico e nella consapevolezza ma la costante è rimasta la stessa: si esalta contro i più forti.

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Questa è una caratteristica che appartiene a pochi e che sarà necessario mettere in mostra contro il più grande di sempre sulla terra battuta, il più forte di tutti mentalmente insieme a Djokovic. Il 19enne di Sexten ha margini enormi - soprattutto a rete e nel gioco di volo - ma ha la testa per provarci, per azzerare i momenti negativi e per dare il meglio quando più conta, vale a dire nei punti cruciali del match. I cosiddetti killer point di Milano dovranno tornare a essere i Sinner point e Jannik contro Nadal non avrà proprio niente da perdere. Giocherà questo quarto di finale al Roland Garros come se fosse una partita normale senza far trasparire emozioni. Far sembrare facili le cose più difficili è la perfetta definizione di fuoriclasse. In bocca al lupo.

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