Matteo Berrettini esce di scena ai quarti di finale del torneo ATP 250 di Antalya. Ultimo degli italiani ancora in gara in terra turca, il numero 10 del mondo viene sconfitto dal kazako Alexander Bublik, in una delle sue settimane di grazia, con il punteggio di 7-6(6) 6-4. Il romano può recriminare per più di un’occasione non sfruttata nel finale di primo primo parziale e anche nel momento del tentato recupero nel secondo. Il numero 49 del ranking ATP sfiderà in semifinale il francese Jeremy Chardy, a sua volta giustiziere di Fabio Fognini, che ha eliminato all’ultimo tie-break il tedesco Jan-Lennard Struff.

Nelle fasi iniziali del set d’apertura sembra filare tutto liscio, con Berrettini che toglie all’istante la battuta a Bublik a 30. L’azzurro riesce a contenere senza eccessivi patemi le imprevedibili iniziative del kazako, trovando nel dritto il suo usuale punto di forza. Tutto sembra scivolare via senza problemi fino al momento in cui il numero 1 d’Italia serve per il set, allorché qualche errore di troppo, tra cui il dritto appena largo che, sul 30-40, fa svanire il break di vantaggio. Si arriva al tie-break, nel quale Bublik crea qualcosa a metà tra spettacolo (una gran difesa e una notevole risposta sul 4-2 per l’avversario) e tentativi vani (un tweener in avanzamento), riuscendo ad arrivare a due set point. Sul primo Berrettini serve bene, sull’altro il kazako serve la seconda ed è aggredito dall’azzurro, che si salva. Bublik ha un terzo set-point grazie a un ace, e lì il romano serve, a rete, un sostanziale assist al kazako che, quasi incredulo per l’offerta, non può esimersi dal giocare il passante di rovescio incrociato vincente.

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Sono momenti difficili per il numero 10 del mondo, costretto a dar fondo a servizio e dritto per salvare due palle-break in apertura di secondo parziale, e una terza, sull’1-1, la spreca Bublik a rete. La quinta chance, però, è quella buona per il kazako, che riesce a salire sul 2-3 e servizio. L’azzurro si trova ad avere subito due palle per riprendersi il maltolto, ma perde in maniera rivedibile uno scambio a rete e spreca anche nel punto successivo. Rimangono quelle le ultime possibilità di dare fastidio a Bublik sul suo servizio, perché il kazako non si volta più indietro e chiude in un’ora e 32 minuti.

Fatale, per Berrettini, anche un rendimento non eccezionale con la prima (59% in campo): si tratta del numero forse più importante per lui, visto quanto è in grado di indirizzare il gioco fin dal colpo d’apertura. Vale questo più della similitudine sotto tutti i profili delle statistiche, a testimonianza di un grande equilibrio e del decidersi per episodi del match.

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