L'annuncio è arrivato nel cuore della notte: il presidente russo Vladimir Putin ha avviato l'operazione militare in Ucraina, lanciando di fatto una guerra di terra. Dalle prime luci dell'alba si sono succeduti bombardamenti in diverse città del Paese. Di fronte a questa drammatica situazione in divenire il mondo dello sport assiste inerme e lancia messaggi sui social e non solo.
L'attaccante ucraino Roman Yaremchuk, dopo aver segnato il gol del definitivo 2-2 in Benfica-Ajax mercoledì sera, si è tolto la maglia del club portoghese per mostrare un'altra t-shirt con il "Tryzub", ovvero lo stemma dell'Ucraina. Un chiaro segnale di vicinanza ai suoi connazionali.

Roman Yaremchuk festeggia dopo il gol segnato durante Benfica-Ajax - Champions League 2021-22

Credit Foto Getty Images

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Malinovskyi: "Piango per il mio popolo, crimine contro l'umanità"

All'indomani del messaggio dell'ex bomber del Milan e leggenda del calcio ucraino Andriy Shevchenko, anche un altro nazionale ucraino che milita nel nostro campionato: l'atalantino Ruslan Malinovskyi che nella tarda mattinata di oggi ha voluto ripostare un messaggio della moglie Roksana nella quale ha condannato quello che sta accadendo nel suo paese martoriato dalle esplosioni.
“Ragazzi, questa mattina la Russia ha ufficialmente cominciato la sua guerra contro l’intero territorio dell’Ucraina. Ci sono state diverse esplosioni in tutti i punti strategici del paese, le persone sono inorridite e in preda al panico e tutti i confini attualmente sono chiusi. Piango e preso per la mia Ucraina, per il nostro popolo e per la mia casa. Le notizie che arrivano dalla Russia non dicono la verità: stanno affermando che stanno proteggendo l’oriente da noi ucraini, ma in realtà ci stanno attaccando! Questo è un crimine contro tutta l’umanità, bisogna fermare questo orrore”
Il fantasista atalantino nel corso della giornata ha anche aggiunto sui propri account social Twitter e Facebook, il link con gli estremi bancari per le donazioni a sostegno dell’esercito ucraino, anche in criptovaluta, a nome dell’organizzazione non governativa 'Come Back Alive”, impegnata nel crowfunding fin dal maggio 2014 per finanziare le operazioni militari nel Donbass.

Da Fonseca al russo Smolov: "No alla guerra"

Sempre dal mondo del calcio è arrivato il tweet di Andriy Yarmolenko, attaccante del West Ham e della Nazionale gialloblù. Tre parole, "Pray for Ukraine", che fanno eco al post di mercoledì della leggenda del Milan ed ex allenatore del Genoa e dell'Ucraina, Andriy Shevchenko: "Sono sempre stato orgoglioso della mia gente e del mio Paese! Abbiamo attraversato molti momenti difficili e negli ultimi 30 anni ci siamo formati come nazione! Una nazione di cittadini sinceri, laboriosi e amanti della libertà! Questa è la nostra risorsa più importante! Oggi è un momento difficile per tutti noi. Ma dobbiamo unirci! Insieme vinceremo! Gloria all'Ucraina!".
Dall'altra parte della barricata Fedor Smolov, attaccante della Nazionale russa e della Dinamo Mosca, si oppone alla decisione di Putin, invocando il "No alla guerra". Si tratta del primo giocatore della nazionale a schierarsi apertamente contro l'attacco armato all'Ucraina. Mircea Lucescu, allenatore della Dinamo Kiev, ha commentato a Fanatik la situazione di grande tensione: "Mi auguro che questa guerra iniziata da degli idioti si fermi il prima possibile. Tutte le attività sportive qui in Ucraina sono state sospese, ma io non me ne andrò da Kiev. Non sono un codardo", le dichiarazioni del tecnico ex Inter. Tra i tecnici bloccati a Kiev anche un ex conoscenza italiana come Paulo Fonseca, ex tecnico della Roma, che sui propri account social
per l'impossibilità di lasciare Kiev e il paese.
Sono, invece, bloccati in un hotel di Kiev Roberto De Zerbi, tecnico dello Shakhtar Donetsk, e altri 7 membri italiani del suo staff: segui qui gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda. A Kiev c’è anche Paulo Fonseca. L’ex tecnico della Roma è sposato con Katerina, ucraina ed ex responsabile della comunicazione dello Shakthar Donetsk. Il tecnico portoghese non riesce a tornare in Italia mentre la moglie ha pubblicato un post su Instagram "Il giorno più spaventoso. Dolore. Rabbia, rabbia, rabbia e dolore. Il mio figlio non meritava la guerra. I bambini dell'Ucraina non meritavano la guerra".

Kaladze: "Pace e vittoria per i fratelli dell'Ucraina", Chiellini: "Diplomazia sani questa frattura"

Anche dall'Italia o da ex giocatori italiani non mancano i messaggi di vicinanza, Giorgio Chiellini capitano della Nazionale ha dichiarato: "Mi auguro che non si inneschi un effetto domino e che la diplomazia possa sanare una così grave frattura. Il mio pensiero e la mia solidarietà sono rivolti al popolo ucraino e a tutte le persone vittime di questa guerra". L'ex difensore del Milan ed attuale sindaco di Tbilisi in Georgia, invece ha twittato: "Pace e vittoria per i nostri fratelli dell'Ucraina".

Non solo calcio

Da segnalare anche le parole di Andrey Rublev, impegnato nell'Atp 500 di Dubai,: "In momenti come questi mi rendo conto che la mia partita non è così importante. Quello che sta succedendo è davvero terribile. Dobbiamo vivere in pace e rispettarci, essere uniti e prenderci cura del nostro mondo"."Abbiamo bisogno di aiuto", ha scritto su Twitter Alexandr Dolgopolov, ex tennista professionista ucraino. "Pensa e prega l'Ucraina. Kiev, la mia città, è sotto attacco, come tutta l'Ucraina. I bombardamenti sono iniziati questa notte". Il messaggio simbolico più forte è arrivato, però, alle Olimpiadi di Pechino concluse domenica scorsa dove l'atleta russo Ilia Burov ha festeggiato con l'ucraino Oleksandr Abramenko il bronzo e l'argento nella specialità aerials del freestyle skiing. Ecco il loro abbraccio:

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