MEDIOLANUM FORUM ASSAGO (MI) - Due scudetti nel 2017 e 2019, una Fiba Europe Cup nel 2018, la Coppa Italia 2020 di Pesaro: un palmarès di enorme rispetto per la Reyer Venezia, ormai a tutti gli effetti una delle grandi del basket italiano. Il progetto portato avanti dal patron Luigi Brugnaro, dal presidente Federico Casarin e da coach Walter De Raffaele, è da qualche anno simbolo di un percorso virtuoso che rende gli orogranata sponsorizzati Umana una formazione che può vincere ogni competizione a cui partecipa. Il successo per 89-82 al Forum contro la Segafredo Virtus Bologna nei quarti di finale della Coppa Italia 2021 è quindi una sorpresa fino ad un certo punto, anzi, per certi aspetti non lo è per nulla, perchè Venezia ci ha abituati ad essere una corazzata quando scende in campo in un torneo a gara secca, e in generale negli appuntamenti importanti.
Non va inoltre dimenticato che la Reyer, dopo due mesi complicati a causa del Covid lo scorso autunno che sono costati l'eliminazione in Eurocup, si è presentata ad Assago praticamente al completo, forte di 6 vittorie di fila in campionato e con una certa fiducia. Una fiducia che si è vista sul parquet, dove il capitano Michael Bramos e Stefano Tonut sono stati autentici mattatori: doppia doppia da 23 punti e 13 rimbalzi per il nativo dell'Ohio con passaporto greco, cifre che sono entrambe record societario in Coppa Italia, sono 22 per il figlio d'arte che migliora i 20 siglati nel 2019 contro Sassari a Firenze. In generale tutti hanno dato il loro contributo, da De Nicolao a Daye, da Mazzola a Stone, da Chappell a Watt, fino all'ultimo arrivato Wes Clark, prezioso nel secondo tempo con le sue accelerazioni.

Mitchell Watt inchioda la schiacciata della vittoria sulla Virtus

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La forza di un gruppo assieme da anni

Il buon impatto di Wes Clark, 8 punti con 4 assist in 16', è la miglior spiegazione di cosa significhi oggi approdare alla Reyer. Infatti, non è sembrato per nulla che l'ex guardia di Brindisi e Cantù fosse nuovo, anzi, e questo è facilitato dal fatto che si sia ritrovato in un ambiente con una chimica, delle dinamiche e degli automatismi, in campo e nello spogliatoio, che ormai sono consolidate da anni. Questo fatto di riuscire a portare avanti un progetto nel tempo, riuscendo a conservare un nucleo di giocatori come base, è ormai una rarità nel basket italiano ma che in laguna si è cristallizzato ed è un punto di forza: il capitano Bramos e Tonut vestono orogranata dal 2015, i vari Watt, Cerella, De Nicolao, Stone e Daye sono alla quarta stagione in Reyer, per Mazzola è il terzo anno, infine Chappell è stato confermato dopo l'arrivo nel 2019.
Se i risultati sono questi, non può essere tutto un caso, anzi. E come detto questa "conoscenza" si traduce anche in campo perchè l'Umana pare sempre sapere come affrontare ogni partita, come gestire il ritmo, come uscire dalle difficoltà - ad esempio con la Virtus, ad un certo punto i due lunghi erano Bramos e Stone visti i problemi di falli di Mazzola e Watt, e l'assenza di Vidmar e Fotu -, e come punire tutti gli errori degli avversari. Una sicurezza prima mentale che tecnica, una calma che si è evidenziata ancora di più di fronte al nervosismo dei giocatori di Bologna, andati spesso fuori giri perchè viceversa non riuscivano a fare il loro gioco e nemmeno contrastavano l'attacco Reyer, puntuale nel costruire praticamente sempre ottime soluzioni. Ovvio che non sia solo mentalità e coesione, il talento del singolo conta e non poco, basti vedere come tira Bramos, come attacca Tonut, cresciuto tantissimo nelle ultime due stagioni, come si muove Daye e l'atletismo di Watt: il mix è perfetto.

Tutta l'eleganza di Austin Daye, 15 punti contro Cantù

Un'altra perla dell'antidivo De Raffaele

Non si parla mai abbastanza del lavoro che ha fatto e sta continunando a fare Walter De Raffaele, in laguna del 2011 e dal 2016 head coach della Reyer. I successi portano tutti la sua firma e non è un caso, però la poca mediaticità del personaggio fa spesso passare in secondo piano la bontà del sistema che ha allestito. Raramente i suoi comportamenti in panchina o le sue frasi alla stampa fanno breccia sui siti o sui social network, ma questo non deve levare nulla alla sua notevole bravura come tecnica, certamente confermata dai colleghi, non abbastanza però dagli addetti ai lavori.
Sono ancor più innamorato dei miei giocatori, è incredibile la loro capacità di cambiare ruolo continuamente adattandosi a diverse situazioni
In conferenza stampa, dopo la vittoria sulla Virtus, l'allenatore livornese ha speso parole al miele per la sua squadra: "Potevamo vincere solo con una grande partita, al limite delle nostre possibilità, perdipiù senza Vidmar che ha avuto qualche problema fisico. Abbiamo giocato una partita completa, cercando di limitare il talento di Bologna e cercare di allargare il campo costringendo gli avversari a delle scelte forzate". E poi ancora: "Sono ancor più innamorato dei miei giocatori, è incredibile la loro capacità di cambiare ruolo continuamente adattandosi a diverse situazioni. In questa gara abbiamo avuto problemi di falli con i lunghi, ad un certo punto abbiamo giocato con Stone da 5 e Bramos da 4 ma tutti quelli che hanno giocato ci hanno dato una grande mano".
Ora c'è la semifinale contro Milano, come lo scorso anno a Pesaro e come in Supercoppa qualche mese fa a Bologna: il bilancio è una vinta, una persa, e chi ha vinto ha poi conquistato il trofeo. L'Olimpia parte favorita, perchè è la capolista e perchè già con Reggio Emilia è scesa in campo con mentalità da Eurolega, però questa Reyer non è da sottovalutare, sa come si fa ed è ormai più che abituata a ribaltare ogni pronostico.

Highlights: Virtus Bologna-Reyer Venezia 82-89

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Segafredo Virtus Bologna - Umana Reyer Venezia

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