La maledizione Stella Rossa è spezzata e, con lei, anche l'astinenza playoff. Il successo di Belgrado porta Milano a quota 20-12 in graduatoria e regala, con due turni di anticipo, il pass sicuro per la seconda apparizione alla post-season nell'era dell'Eurolega moderna, a sette anni di distanza dal pioniere Luca Banchi. Il grande obiettivo di inizio stagione è centrato, ma ora, con le ultime due gare in arrivo nei prossimi dieci giorni, è lecito andare a caccia di qualcosa di più, proteggendo la top four in classifica che varrebbe il vantaggio del fattore campo nei quarti di finale. Il cammino non sarà facile (trasferta ad Atene contro il Panathinaikos e chiusura casalinga contro l'Efes, in formissima), ma le indicazioni fornite sul parquet di Belgrado sono promettenti: dopo un paio di settimane di flessione fisica e mentale, Milano sembra aver ritrovato parte di quello smalto con cui, nelle scorse settimane, ha giocato, a detta di molti, il basket più solido, bello ed efficace d'Europa.

Kevin Punter brucia la sirena del primo tempo con la tripla

I dati più interessanti arrivano dalla metacampo offensiva, dove l'Olimpia ha sofferto, e tanto, nelle due sconfitte consecutive contro Barcellona e Baskonia, intrappolata dalla fisicità, dalla compattezza e dalla quadratura degli avversari. I 93 punti realizzati in trasferta sono un bottino succoso, buono per la seconda miglior prestazione esterna della stagione dopo i 102 rifilati al Khimki a inizio anno: certo, la Stella Rossa azzoppata da tante assenze (Walden, Colom, Reath) e ormai rassegnata a chiudere il torneo in calando aiuta, ma, da sola, non basta a spiegare il tutto. Il cambio di passo rispetto alle ultime uscite è evidente: più fluidità, più circolazione, migliori letture e utilizzo degli spazi, costruzione di tiri ad alta percentuale. E, quando la retina inizia a frusciare con continuità, la fiducia che ne deriva è contagiosa.
Eurolega
Milano al crocevia: sfatare la maledizione Stella Rossa per i playoff
29/03/2021 A 11:03

Kevin Punter on-fire nella vittoria a Belgrado: 23 punti con 5 triple

Kevin Punter è l'esempio perfetto. Dopo un primo periodo anonimo, gli è sufficiente vedere il pallone entrare una sola volta nel canestro per esplodere nella più classica delle serate da grande ex: 23 punti in altrettanti minuti con 8/12 al tiro, 5/9 dall'arco. Una macchina. E sono in tanti ad andargli dietro, soprattutto i big che, nelle ultime uscite, avevano mostrato i segnali di appannamento più allarmanti. Zach LeDay è un cecchino: 14 punti e 4 triple sparate con quella naturalezza che ne aveva segnato i momenti migliori in biancorosso. Shavon Shields non è da meno: altri 14 con 5 assist, e quelle movenze dal mid-range ritrovate, quei movimenti tutti suoi, dal palleggio, con cui riesce a infilarsi nel cuore della difesa tirando sopra la testa dei difensori. Un'altra macchina. Segue Kyle Hines, con 11, ma i punti sono soltanto un dettaglio di una grande partita giocata nella metacampo difensiva, dove pattuglia l'area sconsigliando qualsiasi avvicinamento avversario al ferro.
Già, perché la metacampo difensiva, come sempre, fa il suo egregio lavoro. Un lavoro corale, di squadra, che setta sin dalla palla a due il tono della partita. La Stella Rossa viene tenuta senza punti per i primi cinque minuti, break utile per costruire un vantaggio in doppia cifra su cui controllare l'intero primo tempo (36-47 al 20'). Poi, nella ripresa, arriva la seconda mazzata, con un terzo quarto che ricorda moltissimo i momenti magici di gennaio-febbraio: l'Olimpia chiude ogni varco e, in attacco, vola costruendo ottime conclusioni in serie, sparando 28 punti in dieci minuti. Toccato il +29 (massimo vantaggio sul 58-87) e rimessi in fiducia tutti i giocatori-chiave, anche coach Messina può abbozzare un sorriso, svuotando la panchina per conservare le energie in vista della trasferta in programma tra 48 ore a Oaka.

Shavon Shields fa volare Kaleb Tarczewski sopra il ferro

Il 14/27 dall'arco è il dato che meglio esprime la bontà del gioco biancorosso, arrivato dopo un periodo di strana e sinistra flessione (due triple complessive contro il Barcellona, una soltanto nella sconfitta di Venezia). Così come i 26 assist sui 32 canestri realizzati, segno di un attacco che ha ritrovato ritmo, fiducia e, soprattutto, voglia di condividere il pallone, le responsabilità e, più semplicemente, piacere di giocare assieme. Spiccano gli 8 di Sergio Rodriguez, in una serata senza punti, sì, ma importante dalla panchina per riaccendere il motore e l'entusiasmo di tutti. Esattamente quello che serviva in questa serata e in questo momento della stagione.

Stella Rossa mts Belgrado-AX Armani Exchange Milano 72-93

  • Stella Rossa: Uskokovic 5, Loyd 22, Davidovac 2, Jagodic-Kuridza 7, Nnoko 4; Hall 7, Lazic, Radanov, Dobric 14, Simonovic 7, Kuzmic 7. All.: Radonjic.
  • Milano: Roll 3, Punter 23, Micov 4, LeDay 14, Hines 11; Moraschini 6, Rodriguez, Tarczewski 9, Biligha, Shields 14, Brooks 3, Datome 6. All.: Messina.

Highlights: Stella Rossa Belgrado-Olimpia Milano 72-93

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Stella Rossa - AX Armani Exchange Milano

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