MEDIOLANUM FORUM DI ASSAGO (MILANO) - All'ultimo riposo, Milano ha 12 palle perse e tira con il 33% da due e il 25% da tre. Il fatturato complessivo dice 34 punti. 18 nei due periodi centrali. L'Efes, giocando una partita che sfiora il minimo sindacale, è in controllo con 12 punti di vantaggio. E quel controllo, senza alcuno sforzo, sarà tenuto fino alla sirena. L'Olimpia chiuderà a 48 punti. È la peggior prestazione offensiva stagionale, che fa sembrare brillanti anche quelle due sconfitte esterne contro Olympiacos e Maccabi da 58 punti.
La difesa regge, senza problemi. Tenere l'Efes, secondo miglior attacco d'Europa, a 64 punti è un risultato straordinario. Ma il basket è uno sport completo, totale. E la fase offensiva è talmente asfittica da sembrare, per certi tratti, quasi irreale. 48 punti contro la peggior difesa d'Europa, abituata a subirne più di 80 a gara, è un dato altrettanto visionario. Ma, in questo momento, l'Olimpia è questa. Ritmo basso, scarsa capacità di conquistare vantaggi sul perimetro, assenza di una presenza su cui appoggiare il gioco vicino a canestro, mancanza di fluidità, coordinazione e movimenti lontano dalla palla. Ai problemi di sistema, ormai cronici, si aggiungono quelli individuali. Giocatori stanchi, tirati, poco in fiducia. E il risultato è una partita che non arriva nemmeno a 50.

Nicolò Melli lotta con Adrien Moerman e Shane Larkin, AX Armani Exchange Milano-Anadolu Efes Istanbul, Eurolega 2021-22

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Le avvisaglie arrivano presto, prestissimo. Già nella prima metà del periodo d'apertura, in cui Milano segna soltanto due punti. Poi, l'ingresso della panchina dà un minimo d'inerzia. E il 16-11 del primo intervallo sembra una buona base su cui costruire qualcosa di speciale. Ma il secondo periodo è drammatico. L'Olimpia non segna per sette minuti, sbloccata soltanto da una scarica di triple di Ben Bentil. È lui, a sorpresa, l'uomo della Provvidenza. Che sembra far riemergre il sole dall'oscurità con quell'ultimo vantaggio fissato sul 23-22. Ma, da lì in poi, sarà notte fonda e nerissima.
Milano si inchioda a soli 18 punti nei due quarti centrali, 8 in un terzo periodo disastroso, viziato ancora una volta da un approccio tremendo. Coach Ettore Messina ruota la panchina, cambia gli interpreti, ma raccoglie soltanto briciole. Nemmeno l'estro di Sergio Rodriguez riesce a incidere, a dare una scossa. E l'Efes, sulla spinta di qualche magata di Shane Larkin (16 punti), può dilatare il vantaggio in doppia cifra per poi azionare il pilota automatico.
Le ultime cartucce esplodono dalla colt di Troy Daniels, scongelato, per disperazione, nei dieci minuti finali. In un attimo, si trasforma da dodicesimo uomo a prima opzione offensiva. Un paio di canestri da fuori riaccendono una minima speranza, ma l'Efes si dimostra squadra cinica, vera campione d'Europa. Risponde colpo su colpo, rimettendo in ritmo anche Vasilije Micic (16), alla ricerca di fiducia dopo tre settimane di stop per un infortunio a una caviglia. Nel finale, la beffa più atroce. Nik Melli, top-scorer biancorosso con 10 punti, è costretto a lasciare il campo zoppicando. Problema a un polpaccio, che potrebbe chiudere già qui la sua avventura nei playoff di Eurolega.
Tra due giorni si torna in campo, con aggiustamenti da studiare con grandissima fretta. Un'altra partita offensivamente inerme non è accettabile. Andare a Istanbul sullo 0-2 equivale a una condanna certa.

AX Armani Exchange Milano - Anadolu Efes Istanbul 48-64

  • Milano: Delaney 1, Grant, Shields 8, Melli 10, Tarczewski; Rodriguez 2, Ricci, Hall 8, Daniels 8, Alviti, Hines 2, Bentil 9. All.: Messina.
  • Efes: Larkin 16, Micic 16, Anderson 4, Moerman 3, Dunston 9; Beaubois 1, Singleton 7, Bryant 3, Pleiss 5, Simon. N.e.: Tuncer, Petrusev. All.: Ataman.
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