Parola a Kyrie Irving. Il giocatore dei Brooklyn Nets è stato messo fuori squadra in quanto non vaccinato e quindi impossibilitato a giocare le partite casalinghe (e non solo) a causa delle norme vigenti a New York. A qualche ora dalla decisione del team sono arrivate le dichiarazioni del'ex Cleveland e Boston, che ha provato a spiegare le sue ragioni in una diretta Instagram. "La mia scelta non è una questione politica, non riguarda l’Nba o qualsiasi squadra. Riguarda solo la mia vita, e quello che decido di fare. E no, non ho intenzione di ritirarmi o di lasciare l’Nba. Ho ancora tanto lavoro da fare".

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Irving, che naturalmente è stato molto chiacchierato per le sue prese di posizione, non ci sta e attacca chi sparla di lui. "Devo usare la mia voce per dire la mia verità. Nessuno può dirottare la mia voce. Non credete che voglia smettere per un obbligo vaccinale. Non credete a quello che si dice di me se non viene da me. Nel mondo reale vedo gente che perde il lavoro per colpa di questi obblighi, che deve fare scelte difficili che rispetto. Cosa fareste voi se non vi sentiste a vostro agio a giocare, perché vi era stato promesso che avreste avuto esenzioni, che nessuno vi avrebbe obbligato a farvi vaccinare? Le mie idee non erano un problema quando è cominciata la stagione. Non è qualcosa per cui mi sono preparato. La gente parla di me con convinzione assoluta, certa di quello che dovrei fare, di come i miei compagni dovrebbero sentirsi a mio riguardo, di quello che dovrebbe fare la mia squadra. Io invece voglio continuare a rimanere in forma, ad essere pronto a giocare, a fare parte di questo mondo. La realtà però è che per giocare a New York, per far parte della mia squadra, devo essere vaccinato. Io ho scelto di non esserlo, e chiedo che tutti rispettino la mia scelta”.
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Irving ha 29 anni e vinto un titolo NBA nel 2016 al fianco di LeBron James. La sua carriera può avere ancora molto da dire e come spiegato lui non ha certo intenzione di mollare questo mondo. "Pensate davvero che voglia perdere soldi? O che voglia rinunciare al mio lavoro, al mio sogno di vincere un titolo? Pensate davvero che voglia rinunciare a quello che stavamo costruendo con i miei compagni, che voglia rinunciare alla mia vita per colpa di un obbligo, di un vaccino? Andiamo… Però questa è la mia vita, e io posso farci quello che voglio. E invece vengo trascinato in qualcosa di ben più grande del basket, anche se io sono semplicemente un giocatore. Nonostante tutto, ho deciso di rimanere fedele a quello in cui credo. È tutto qui, in realtà. Non si tratta di essere no vax o di credere in qualcosa o in qualcos’altro. Se scegli di vaccinarti io sono dalla tua parte, fai quello che è meglio per te. Si tratta di essere coerente, continuare a credere di fare la cosa migliore per me stesso. Se devo essere demonizzato perché ho più domande degli altri, o se ci metto più tempo di altri a prendere una decisione, allora lo accetto. E accetto le conseguenze delle decisioni che prendo nella mia vita”.
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