"Siamo cresciuti nella serie come speravamo di fare. Anche stasera abbiamo giocato una buona partita, difendendo e muovendo la palla con 26 assist" - coach Ettore Messina dopo gara-3 tra Milano e Reggio Emilia.
+9 in gara-1. +26 in gara-2. +30 in gara-3, secondo scarto più largo in una gara esterna di playoff nella storia dell'Olimpia. Anche i numeri, gli indicatori più semplici da osservare, confermano le parole di coach Ettore Messina. Milano ha chiuso nel più breve tempo possibile il primo turno dei playoff. Lo ha fatto senza due titolari come Nik Melli e Malcolm Delaney, entrambi infortunati, e quel sesto uomo di lusso, Dinos Mitoglou, ormai da considerare soltanto un bel ricordo della prima parte di stagione. E lo ha fatto con il minimo spreco di energie, permettendo ai grossi calibri di mantenere un certo grado di freschezza in vista della semifinale. Brescia o Sassari, l'avversaria è ancora da decidere. Ma, qualsiasi essa sia, sarà un ostacolo duro, rognoso e molto pericoloso. Entrambe hanno battuto l'Olimpia di recente. I ricordi sono ancora molto freschi.
Il pronostico, in partenza, era chiuso. Il 3-0 era prevedibile. Ma non la modalità con cui è maturato, considerando la flessione sofferta dalla squadra negli ultimi due mesi a causa di stanchezza e infortuni, portatrice di una serie di sconfitte nella parte finale della regular-season e dell'eliminazione nei playoff di Eurolega per mano dell'Efes. Eppure, sono arrivati sempre scarti molto pesanti, costruiti già all'intervallo lungo, partite controllate sin dalla palla a due, percentuali scintillanti all'interno di un sistema offensivo tornato fluido, corale e brillante. 67.8% da due, 45.2% da tre, con 38 canestri pesanti complessivi (doppia cifra in ogni gara), 23.7 assist, 90.3 punti realizzati. Sono numeri da Virtus, numeri in controtendenza rispetto alle difficoltà offensive evidenziate nella seconda metà di stagione.
Serie A
L'Olimpia Milano asfalta Reggio, fa 3-0 e va in semifinale
19/05/2022 A 20:27

Sergio Rodriguez in azione tra Bryant Crawford e Filippo Baldi Rossi in gara-1 dei quarti di finale playoff tra AX Armani Exchange Milano e UnaHotels Reggio Emilia

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Le tre partite della serie contro Reggio Emilia hanno seguito uno spartito simile. L'Olimpia ha sempre avuto l'approccio migliore, costruendo rapidamente vantaggi confortanti a cavallo dei due quarti iniziali. Messina ha sfoderato il suo miglior starting-five possibile. Ha rilanciato Sergio Rodriguez e Kyle Hines, affiancato Gigi Datome a Shavon Shields per costruire un perimetro fisico e di qualità, sdoganato Ben Bentil come rimpiazzo di Nik Melli. Le alternative, d'altronde, erano esigue. Turn-over e indisponibili hanno spinto il coach a sguinzagliare, sin dalla palla a due, tutti i suoi veterani, alla ricerca di nuovi equilibri da rodare in vista delle sfide successive.
E i veterani hanno risposto. Hanno sempre preso in mano l'inerzia della partita, permettendo quella distribuzione scientifica dei minutaggi mancata nella scorsa stagione. E costata, nella serie finale, quel tracollo di pura stanchezza nello 0-4 contro la Virtus. La panchina, da parte sua, ha sempre contribuito conservando quei vantaggi, eccezion fatta per quel momento di black-out totale vissuto a cavallo dei due periodi finali di gara-1, unico passaggio a vuoto della serie. E forse, nell'insieme, è questa la notizia più confortante.

Ben Bentil esulta dopo un canestro realizzato in gara-2 dei quarti di finale playoff tra AX Armani Exchange Milano e UnaHotels Reggio Emilia, Serie A 2021-22

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Ancora una volta, i numeri vengono in aiuto. Ben Bentil, riemerso dopo un grave periodo di appannamento, è stato il miglior marcatore con 14.7 punti di media. Ma tutti i giocatori biancorossi hanno contribuito. Anche Davide Alviti, scongelato dopo la retrocessione sul fondo della panchina per un paio di partite dall'impatto difficile vissute nel finale di regular-season. I minutaggi sono stati distribuiti con la calcolatrice. Jerian Grant ha la media più alta (23.0). Ma tutti gli effettivi sono almeno in doppia cifra, eccezion fatta per Alviti. Il peso della fatica sui grandi vecchi è stato facilmente assorbibile (22.3 minuti per Hines, 21.3 per Rodriguez, 19.7 per Datome).
Ora arriva un esame più tosto. Quello della verità. Quello in cui l'Olimpia, che reinserirà Nik Melli già dalla prima partita delle semifinali, dovrà dimostrare di aver ricostruito un core di altissimo livello per la nostra Serie A, capace di fare la differenza sin da subito, incanalando se non spaccando le partite. E di avere, alle spalle, un supporting-cast in grado di dare sicurezza in ogni occasione. Anche in situazioni di difficoltà oggettiva, come quella sofferta in gara-1.

Highlights Gara 3: Reggio Emilia-Milano 59-89

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