Ha alzato la coppa più importante nel 2006 ma per lui ogni partita ha l'importanza di una finale Mondiale. Ha provato a rompere le regole di mercato del calcio pubblicando il proprio curriculum su Linkedin senza più passare dal canale dei procuratori; ha preferito scelte "hipster" nel tramonto della sua carriera, anziché l'agio di proposte economicamente più "comode" per giocatori della sua levatura. Cristian Zaccardo è ancora un ragazzino e, ora, tornato a casa dall'esperienza nel campionato maltese (15 presenze e 3 reti con la maglia rossonera degli Hamrun Spartans), si è messo in testa di andare a vincere il campionato di San Marino. Lo scorso 31 gennaio, l'accordo con il Tre Fiori del direttore generale Giacomo Benedettini, club che raggiungerà a fine marzo per il rush finale della stagione.

Cristian Zaccardo, Alberto Gilardino e Alessandro Del Piero festeggiano con la Coppa del Mondo vinta nel Mondiale 2006 a Berlino, Getty Images

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Al Tre Fiori, la squadra più titolata di San Marino, con grande umiltà

Cosa c'è da sapere sul Tre Fiori: è la squadra più titolata della Repubblica del Titano e, la scorsa estate è balzata agli onori della cronaca per essere stata anche la prima compagine, dell'antica Repubblica incastonata tra Romagna e Marche, ad aver passato un turno europeo, dopo il 3-0 rifilato a Forlì nel match di andata del primo turno preliminare di Europa League ai gallesi del Bala Town, che al ritorno s'imposero vanamente per 1-0. Un inizio di stagione che vide la partecipazione anche della punta classe 1970 Sossio "Re Leone" Aruta, che lo scorso dicembre si è poi accordato con il Grottaglie (Prima Categoria pugliese).

San Marino, una formazione del Tre Fiori per la stagione 2018-2019

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Vincere i playoff-scudetto a fine stagione, tuttavia, non sarà affatto facile, nemmeno coi gol a grappoli della punta cubana Joel Apezteguia: l'insidia più grande resta La Fiorita (quella che annovera giocatori di categoria superiore e che a inizio anno fece esordire il presentatore tv Alessandro Cattelan in Champions League), formazione che - da qualche anno a questa parte - sta "cannibalizzando" il torneo sammarinese. Ma, si sa, nel calcio nulla è impossibile, come spiega il direttore generale gialloblu Giacomo Benedettini:
Zaccardo rappresenterà certamente una carta in più da giocarci nel finale del campionato e per la Coppa Titano. Ho aperto la trattativa proprio rivolgendomi al suo profilo Linkedin, poi il discorso è stato portato avanti dal nostro direttore sportivo Aster Casali. I contatti con Cristian erano già iniziati a inizio stagione, proprio per l'avventura europea. Zaccardo, da bravo professionista, ha declinato per impegni già presi a Malta. Tuttavia, abbiamo continuato a sentirci e, alla prima occasione utile, ci ha detto di sì. Siamo tutti molto emozionati e i nostri giocatori sono ansiosi di conoscerlo. Siamo una società che ha voglia di crescere ed alzare il livello e in Europa l'abbiamo dimostrato, grazie soprattutto al lavoro del nostro mister Matteo Cecchetti: un tempo, le formazioni sammarinesi sono sempre andate a giocarsi le partite internazionali come se fosse una gita fuori porta. Lui ha portato la mentalità giusta.

Tra leggende e realtà

Come detto, Zaccardo si unirà al Tre Fiori a fine marzo. Come mai? Attualmente è in giro per il mondo per una tournée di leggende del calcio, in cui lui - con la rappresentativa italiana - gioca con i vari Zambrotta, Totti, Maldini, Di Michele, Di Biagio e tanti altri. Prossima tappa, la Cina. Dopodiché, si penserà solo al campionato di San Marino. Lo stesso Zaccardo racconta a Eurosport:
Ho già frequentato i corsi di direttore sportivo e di allenatore 'Uefa A'. Ma la verità è che mi sento ancora calciatore e non sono ancora pronto al passo successivo. Ho la carica di un ragazzino, anche se mi rendo conto, ovviamente, che gli anni passano. Sono curioso e mi piace scoprire realtà particolari e stimolanti.

Dal Mondiale alla partitella tra amici, l'emozione della vittoria resta la stessa

Appunto, c'è chi opta per destinazioni più "esotiche" a fine carriera. Zaccardo, invece, con Malta - e, oggi San Marino - ha scelto il percorso che tanti giovani che non trovano spazio tra la Lega Pro e l'Eccellenza, per provare l'ebbrezza dell'esperienza internazionale. Nonostante aver alzato la coppa del mondo, Zaccardo - che all'esame di direttore sportivo si è presentato con una tesina sul progetto di crescita continentale dei club maltesi - si interessa e si emoziona ancora per tutto:
E' il bello del calcio: dalla partita al Mondiale alla partitella di allenamento, la mia carica è sempre la stessa. L'avventura sammarinese mi stimola e mi metterò a disposizione della squadra con grande umiltà. Poi un consiglio, ai giovani dalle carriere incerte in Italia, lo voglio proprio dare: provate l'estero, andate a Malta, Ungheria, Romania, Malesia, in quegli stati emergenti che offrono opportunità nel calcio di oggi: si impara una lingua nuova, si diventa uomini e si cresce professionalmente.

Linkedin, le scelte "hipster" e le retrospettive di un calcio che non c'è più

Come dargli torto, specie pensando alle condizioni - disastrate - in cui, ad esempio, versa la nostra Serie C. Proprio a questo proposito, Zaccardo fu colui che sdoganò Linkedin, il social network del lavoro, per trovare squadra, al posto della solita procura sportiva. Il campione del mondo simpatizza Milan (in cui ha anche giocato) e, nel suo curriculum, c'è anche una Bundesliga conquistata con la maglia del Wolfsburg:
li Milan, a livello dirigenziale, ha finalmente trovato la sua strada e il salto di qualità ottenuto con gli innesti di Piatek e Paquetà è solo una conseguenza di ciò. Per quanto riguarda la piega che sta prendendo il calcio in Europa, l'unico campionato che mi appassiona è quello inglese. Ovunque, invece, la vittoria è ormai cosa per pochi eletti, soprattutto in Italia, in cui la Juventus ha cannibalizzato tutto o quasi. Ormai è così anche in Germania: Bayern Monaco, Borussia Dortmund e poco altro. E' quasi impensabile ripensare, come accadde a me a Barzagli il successo di un Wolfsburg, purtroppo. La Nazionale? La qualità dei giovani c'è sempre stata, in Italia, anche nei momenti di crisi e penso che Mancini farà un buon lavoro. La verità è che, in generale, dopo la vittoria del 2006 ci siamo tutti seduti, con un po' di supponenza: fino a poco tempo fa te la giocavi con le solite 6 o 7 avversarie, ora con 20: il calcio è cresciuto ovunque con investimenti ad hoc, soprattutto sulle strutture. Dobbiamo mettercelo in testa una volta per tutte con un approccio più umile. E non cascare dalle nuvole quando ci batte una Svezia...
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