Quando si licenziano in rapida sequenza due allenatori che hanno vinto lo scudetto - prima Massimiliano Allegri, bocciato in estetica, poi Maurizio Sarri - doppietta unica al mondo, sorge il sospetto che non si tratti né dell’uno né dell’altro, ma di una vera e propria "ossessione".

Una scelta "oltre"

La scelta di Andrea Pirlo è un azzardo che va oltre, molto oltre, le fiches che la società decise di puntare sul "golpista" di Napoli. C’entra il bilancio, naturalmente: si parla, per il neo-mister, di uno stipendio di "appena" due milioni di euro, tanto per rendere l’idea. E c’entra Cristiano, a maggior ragione: ancorché, fino al Lione, il patteggiamento tattico di Sarri fosse stato considerato uno scaltro modello di compromesso storico. Fu Fabio Paratici (complimenti) a convincerlo a volare dal Marziano per chiedergli se se la sarebbe sentita di giocare centravanti. Cierre gli rispose come Bartleby, lo scrivano di Herman Melville: "Preferirei di no".
Serie A
Scaroni: "Massara e Maldini restano, ora pensiamo al nuovo stadio"
20/06/2022 ALLE 16:46
Reclutando Sarri, la Juventus non poteva non sapere che razza di domatore avrebbe introdotto a palazzo: sul piano dei metodi e dell’etichetta, il più "anti" in circolazione. In questi casi ci si studia, gli si dà tempo. Le rivoluzioni non sono brezze. Piombato a Liverpool nell’ottobre del 2015, Jurgen Klopp alzò il primo trofeo (la Champions, toh) "solo" nel 2019. L’epilogo attuale rimanda all’alba dei Novanta, al calcio-champagne di Gigi Maifredi che andò a sbattere contro l’iceberg della frivolezza montezemoliana, costò un settimo posto e non durò più di una stagione.

Juventus, quando Agnelli e Paratici avevano già le idee chiare sul futuro di Andrea Pirlo

Da quando Marotta non c'è più...

Inoltre, da quando Beppe Marotta ha lasciato Torino ci sono stati due esoneri in due anni. E sempre dopo campionati vittoriosi. Pura coincidenza? Se poi fosse vero tutto quello che sta uscendo - tra gossip di spogliatoio, mal di pancia da lavagne, musi lunghi della vecchia guardia - Pavel Nedved e la sua Camelot dov’erano? Non discuto gli errori del Comandante, il suo perfezionismo viscerale, la gabbia degli schemi dentro la quale ha stipato e sfinito tutti, pure sé stesso. Gli Arrigo Sacchi, i Sarri sono stati giocatori normali, normalissimi. Per questo hanno cercato nella dottrina l’anormalità del messaggio. Pirlo, viceversa, è stato giocatore anormale e per questo, immagino, cercherà nella normalità il messaggio della dottrina. Lui così silenzioso, così tenebroso, così Zinedine Zidane nel carisma e nei rapporti. Occhio, però: se non gli rinfrescano la rosa, temo che sarà dura anche per Sua Geometria, la cui gavetta è pari a zero.
Il problema è, fra John Elkann e Andrea, chi comanda chi. Se cacci due tecnici nel giro di due estati - due tecnici che, soprattutto, esprimono filosofie opposte, uno la gestione e l’altro la visione - qualcosa non va. Nella squadra o nella testa (loro, dei padroni). Pirlo, il ponte costruito d’urgenza, non potrà che riassumerne una forzata sintesi.

Giocatoristi vs allenatoristi

Siamo di fronte a una mossa-scossa che riporta al centro del villaggio la chiesa dei "giocatoristi" e allontana in periferia il culto degli "allenatoristi". Alludo, fatti i debiti distinguo di risorse e ambizioni, alla parabola di Marco Giampaolo e Sarri, retrocessi da venerati maestri a emeriti imbonitori: e al capezzale, solo i parenti stretti.

Pirlo, Pogba e Vidal (oltre a Morata): 3/4 dello stellare centrocampo bianconero che insieme a Marchisio portarono la Juventus in finale di Champions

Credit Foto Imago

Chiudo con un paragone. Berlino, 6 giugno 2015, finale di Champions con il Barcellona, centrocampo della Juventus: Pirlo, Claudio Marchisio, Paul Pogba, Arturo Vidal. Sette agosto 2020, ritorno degli ottavi di Champions con il Lione, centrocampo della Juventus: Rodrigo Bentancur, Miralem Pjanic, Adrien Rabiot, Federico Bernardeschi. Con gli stessi dirigenti (meno Marotta). Ecco perché trovo più colpevole lo zampariniano Agnelli del bukowskiano Sarri.
Per commentare o fare domande potete inviare una mail a roberto.beccantini@fastwebnet.it o visitare il blog di Roberto Beccantini.

Conte: “Pirlo alla Juventus? Felice per lui, questo vuol dire che sto diventando vecchio”

Serie A
Bonucci: "La Juventus merita di entrare nelle migliori otto d'Europa"
27/12/2021 ALLE 13:21
Serie A
Karsdorp: "Prima mi piaceva bere e uscire, ora non succede più"
24/12/2021 ALLE 10:14