Zlatan Ibrahimovic contro Cristiano Ronaldo è lo spot più bello di questo primo scorcio di campionato. Il gigante di Malmö sta vivendo una seconda giovinezza: con 10 gol realizzati in 8 giornateè il capocannoniere della Serie A, proprio davanti all'alieno di Madeira, fermo a 8 marcature. Due campioni assoluti che stanno sovvertendo le leggi della fisica (vedasi il gol di testa di CR7 contro la Samp nella scorsa stagione e quello di Ibra contro il Napoli) in barba alla carta d'identità: ad ottobre lo svedese ha festeggiato il suo 39esimo compleanno, mentre il portoghese a febbraio ne compirà 36. Il passare degli anni ha delineato e rafforzato anche la personalità dei due giocatori fuori e dentro il campo, rendendoli leader delle squadre in cui hanno giocato in modalità diametralmente opposte.

La sequenza del gol di Cristiano contro la Samp

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Sia Cristiano che Zlatan accentrano su di loro pressioni e aspettative di Juventus e Milan. I loro gesti, i record, i titoli dei giorni e le interviste pre e post partita sono focalizzate prima di tutto sull'Io. La loro carriera così come i profili social sono una mistificazione del calciatore che, anche se ancora in attività, è già una leggenda. E non potrebbe essere altrimenti.
Siamo un grande gruppo, mi fanno sentire giovane. (Zlatan Ibrahimovic post Udinese-Milan)
Se il punto di partenza è comune, in campo la leadership si declina in maniera differente: Ronaldo è un leader tecnico, migliora i compagni solo con la presenza fisica e le giocate. L'altruismo si palesa sotto le mentite spoglie dell'egoismo. Zlatan, invece, ha sposato il progetto di Elliott da leader caratteriale, come vice in campo di Pioli, rivitalizzando giocatori ormai succubi di San Siro come Calhanoglu e prendendo sotto la propria ala giovani come Leao e Brahim Diaz. L'impatto di Ibrahimovic sui risultati del Milan è stato devastante: da quando è sbarcato a Milano per vivere la sua seconda avventura in rossonero, il Diavolo è passato dal 12° posto in classifica alla vetta, ispirando una striscia di 20 risultati utili consecutivi, tuttora aperta. Da questo punto di vista, lo svedese ha rappresentato un punto di rottura per il club, cosa che, invece, non è ancora riuscito a fare Cristiano Ronaldo alla Juve: il portoghese ha messo anche la sua firma sul monopolio dello Scudetto, ma non ha ancora migliorato le prestazioni in Europa.

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Quanto pesa la loro assenza?

Entrambi hanno vissuto l'esperienza dell'isolamento a causa del Coronavirus, saltando 4 partite a testa (due in campionato e due in Champions/Europa League). Stando ai risultati dei compagni in loro assenza, Cristiano Ronaldo incide più di Ibrahimovic: la Juventus, infatti, ha vinto solo nella trasferta di Kiev, pareggiando in campionato contro Crotone e Verona e perdendo nel big match contro il Barcellona. Il Milan, invece, senza il suo totem si è guadagnato l'accesso ai gironi battendo Bodo/Glimt e Rio Ave (anche se a fatica) e ha regolato facilmente Crotone e Spezia. Gli impegni e gli avversari non sono sovrapponibili, vero, ma con CR7 in campo Pirlo non perde, è un dato di fatto. Il fattore "assenza di Ibra" sarà di nuovo testato nelle prossime settimane in casa Milan, con lo svedese fermo ai box per l'infortunio al muscolo bicipite femorale della coscia sinistra nel finale di Napoli-Milan.

La resa dei conti

Chi è, dunque, il più forte in questo momento? Per risolvere il quesito bisognerà aspettare il 6 gennaio 2021, quando il Milan ospiterà la Juventus a San Siro in una partita che per la prima volta negli ultimi 10 anni si potrà definire "sfida Scudetto". L’ultima volta, nella semifinale d’andata di Coppa Italia, il Diavolo era passato in vantaggio con Rebic, i bianconeri avevano pareggiato al 91’ con Ronaldo dal dischetto e Ibrahimovic, ammonito, era stato costretto a saltare la gara di ritorno perché diffidato. Cosa ci riserverà la Befana?

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