Milan-Inter, derby di Milano e match valido per quinta giornata di Serie A, è terminato sul punteggio di 3-2, frutto delle reti di Brozovic in avvio, ribaltato però dalla doppietta di Leao e dalla girata di Giroud; inutile la zampata di Dzeko nella ripresa che serve solamente a illudere il popolo interista. La gara è stata arbitrata da Chiffi. Con questo risultato il Milan sale a quota 11 punti e si rilancia prepotentemente dopo il passo falso col Sassuolo, mentre per l'Inter un brutto - bruttissimo - passo falso dopo il ko con la Lazio. Seconda sconfitta in 5 partite, un ruolino di marcia non da Scudetto per la squadra di Inzaghi.
Qui di seguito i voti ai protagonisti della partita per capire l'andamento della gara.
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IERI ALLE 23:39

Le pagelle del Milan

Mike MAIGNAN – 7,5: miracoloso nel secondo tempo, in più occasioni, su Lautaro e soprattutto su quella fucilata assurda di Calhanoglu.
Davide CALABRIA – 5,5: partita di controllo nel primo tempo, viene bruciato più volte da Darmian nella ripresa (dall’83’ Simon KJAER sv)
Pierre KALULU – 5,5: sbaglia completamente l’uscita in occasione del vantaggio interista, per il resto sbanda più del solito.
Fikayo TOMORI – 6: usa i muscoli con Lautaro, poi fa a sportellate con Dzeko. Non perde mai calma e posizione.
Theo HERNANDEZ – 6,5: stuzzica Dumfries, poi spalleggia Leao lì a sinistra dove l'Inter fa acqua da tutte le parti.
Ismael BENNACER – 6: le solite geometrie, e il soliti tempi che però sono più complicati da gestire in un derby pazzo per intensità e cambi repentini di inerzia del match.
Sandro TONALI – 7: migliore in campo per distacco nei primi 45 minuti. Ringrazia Calhanoglu per il regalo e impacchetta l’assist per il pari di Leao. Domina in mezzo al campo per quasi 1 ora, poi finisce la benzina. (dall’83’ Tommaso POBGA sv)
Junior MESSIAS – 5,5: non prende mai iniziativa, non salta mai Darmian. (dal 73’ Alexis Saelemaekers 6: entra nel momento peggiore dei suoi, può far ben poco)
Charles DE KETELAERE – 6: primo derby milanese per il baby belga, tra alti e bassi. Qualche buono strappo in verticale, ma anche qualche passaggio a vuoto figlio probabilmente per l’emozione del primo derby alla Scala del Calcio (dal 63’ Brahim DIAZ 6: anche lui entra nel momento di riscossa interista, e si dedica quasi completamente nella difesa dei tre punti)
Rafael LEAO – 8: semplicemente devastante. Quando accelera, è letteralmente imprendibile. Scarica col mancino da posizione defilata sul palo più lontano il gol del momentaneo 1-1, poi scherza l’intera difesa interista sul 3-1. Altra categoria.
Olivier GIROUD – 7: ancora lui. Si gira, ancora una volta. E segna sempre gol pesanti nel derby. Solito lavoro preziosissimo. (dal 73 Divock ORIGI - 6: altri grappoli di Italia, ma ha poco supporto dai suoi impegnati nel difendersi più che altro)
Stefano PIOLI – 7: vince, in rimonta, un altro derby. Con le magie di Leao, l’intensità di Tonali, l’esperienza di Giroud e le parate di Maignan. Ma più che altro la sua squadra gioca senza paura, mai, anche nei momenti peggiori. Una differenza di atteggiamento che era già stato decisivo nel derby dell’anno scorso. E' sempre on fire.

Le pagelle dell'Inter

Samir HANDANOVIC – 5: non può arrivare - molto probabilmente - sulle due conclusioni di Leao, ma ci mette due giorni a scendere sulla girata di Giroud. Non trasmette sicurezza, impietoso il paragone con chi difende la portadall’altra parte del Naviglio.
Milan SKRINIAR – 5: fa quello che può contro un Leao indiavolato, anche perché nessuno – né Dumfries, né Barella - lo supporta.
Stefan DE VRIJ – 4: si dimentica completamente di marcare in area Giroud che, ringrazia, si gira e fa 2-1. Poco dopo si fa saltare come un birillo da Leao sul 3-1 milanista. Male male... (dall’84 Danilo D’AMBROSIO sv)
Alessandro BASTONI – 4,5: male come tutta la retroguardia, scherzato anche lui da Leao sul 3-1 rossonero (dal 63’ Federico Dimarco – 6: solita propulsione offensiva nel momento disperato per i suoi).
Denzel DUMFRIES – 5: pronti-via e si fa ammonire per le solite “storie tese” con Theo. Poi sparisce dal campo, soffrendo le scorribande del terzino rossonero e soprattutto senza riuscire mai ad aiutare Skriniar nei raddoppi su Leao. Impalpabile in avanti.
Nicolò BARELLA – 5: perde nettamente il duello di intensità con Tonali. Non affonda mai, non copre le voragini sulla destra nerazzurra già martoriata da Leao (dal 63’ Henrikh Mkhitaryan 6,5: impiega pochi minuti a fa meglio del compagno, innescando a sinistra Darmian per l’azione che riapre tutto. Nel finale sfiora il 3-3 con un tiro impossibile.)
Marcelo BROZOVIC – 6,5: migliore per distacco dei suoi nel primo tempo, indipendentemente dall’imbucata in verticale che vale il momentaneo vantaggio interista.
Hakan CALHANOGLU – 5: sanguinosa la palla che regala a Tonali per l’azione che porta al pari di Leao e cambia completamente l’inerzia del match. Spara sulla barriera una punizione da una mattonella favorevole per il suo destro.
Matteo DARMIAN – 6,5: contiene nel primo tempo, spinge con maggiore foga nella ripresa suonando la carica con l’assist al bacio per la zampata di Dzeko. (dall’84 Robin GOSENS sv)
Joaquin CORREA – 6: bene in avvio con l’assist intelligente per Brozovic. Poi sparisce dal campo, un po’ come tutta la squadra. (dal 63’ Edin DZEKO 6,5: impiega pochi minuti a scaraventare in rete l’assist di Darmian che riapre il derby. Una presenza sicuramente più importante di fianco a Lautaro rispetto a Correa)
Lautaro MARTINEZ – 6: combatte con la solita garra, bravissimo nella difesa del pallone in occasione del vantaggio. Poi viene abbandonato per circa un’ora dai compagni, per poi farsi rivedere nel secondo tempo grazie anche all’aiuto di Dzeko. Maignan gli nega il 3-3.
Simone INZAGHI – 5: altro derby perso male. Non solo nel punteggio, ma nel complesso per l'atteggiamento dei suoi, impauriti e timorosi contro un avversario più coraggioso e soprattuto sicuro dei propri mezzi. Non basta il vantaggio iniziale. Difesa irriconoscibile, non trova mai una soluzione per arginare Leao. Lautaro abbandonato a se stesso in avanti. Male, malissimo. Anche perché dopo l’epilogo della passata stagione, ci si aspettava un’Inter ben diversa nell’attegiamento rispetto alla formazione timorosa e annichilita da un avversario superiore. Presto per parlare di crisi forse, ma sicuramente non presto per parlare di una squadra involuta e con diversi problemi.

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