Elia Viviani? Giacomo Nizzolo? Groenewegen o Sagan? No, la prima volata del Giro d'Italia viene vinta sì da uno sprinter, ma da Tim Merlier dell'Alpecin Fenix, squadra debuttante in un Grande Giro. Il belga ha avuto la meglio proprio di Nizzolo e Viviani, partendo ai 200 metri, senza vedere dove fosse posizionato il traguardo, considerando la curva presente nel finale della tappa di Novara. Lui è andato senza voltarsi e non è stato più rimontato. Per Merlier è il primo successo in un Grande Giro, ma non è la sua prima volta nel ciclismo che conta. In stagione ha collezionato già 4 successi, nel 2020 vinse una tappa alla Tirreno-Adriatico e ha indossato per un anno la maglia di campione nazionale. Mica male. E che effetto vedere vincere un belga nel giorno del ricordo di Wouter Weylandt, l'ultimo belga vincere al Giro, scomparso esattamente 10 anni fa.

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Giro d'Italia
Merlier vince la prima volata del Giro: Nizzolo e Viviani ko
09/05/2021 A 15:21

Merlier: il velocista che si fa tirare le volate da van der Poel

E sono 4. Quattro vittorie in questo 2021 per Tim Merlier che, dopo i sigilli al Le Samyn, al GP Monseré e alla Bredene Koksijde Classic, trova un successo prestigioso al Giro d'Italia. Certo, le corse che abbiamo citato non fanno un grosso effetto, ma al GP Monseré ha battuto in volata Cavendish, alla Bredene Mads Pedersen e Sénéchal. Non proprio un signor nessuno, considerando il gregario di lusso che ogni tanto si ritrova. In una recente intervista, infatti, Merlier ha spiegato la sua vicinanza con Mathieu van der Poel che ogni tanto prova ad aiutarlo nelle corse più adatte a velocisti puri. È stato così alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne, è stato così anche al Samyn con Merlier che ha ottenuto un importante successo per cominciare la stagione, proprio grazie al lavoro di VDP.
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Le parole di Merlier

Van der Poel? Dice sempre che sono il più veloce e crede tanto in meno. Lui è fortissimo e quando trovi qualcuno così che crede in te ti dà grande carica. In determinate corse prova a darmi una mano nel finale, e quando hai corridori così che lavorano per te non puoi chiedere di meglio. [Merlier sul suo rapporto con van der Poel]

Tim Merlier, lo sprinter che si fa tirare le volate da van der Poel

Ma Tim Merlier non è arrivato in questa stagione nel ciclismo. È passato professionista nel finale del 2016 e non lo si è visto in grande palcoscenici correndo con una squadra continental, come lo era quella di van der Poel. Lui stesso è cresciuto tardi, centrando il suo primo successo di spicco nel 2019. A sorpresa vinse il titolo nazionale belga, davanti a gente come van Aert, Philippe Gilbert e Theuns. Lì tutti rimasero a bocca aperta, considerando che a vincere era stato un corridore della Corendon-Circus, che i ben informati conoscevano solo per un po' di esperienza nel ciclocross. E da lì Merlier non si è fermato. Nel 2020 ha vinto una tappa del Tour of Antalya e la Brussels Cycling Classic, battendo in volata Davide Ballerini e Bouhanni. Completa l'opera il successo di Senigallia alla Tirreno-Adriatico del settembre 2020. In quel frangente mise ko Ackermann, Magnus Cort Nielsen e Gaviria. Il resto già lo conoscete. Parliamo di un velocista vero.

Merlier ci prende gusto: altra volata vinta

Merlier e l'esperienza nel ciclocross

Un velocista che non ha paura di intraprendere certi percorsi, considerando la sua esperienza nel mondo del ciclocross. Ecco perché non conosciamo ancora quelli che sono i suoi limiti e se possa rendersi pericoloso in percorsi più accidentati oltre alle classiche volate per sprinter puri. Merlier è nato proprio nel mondo del ciclocross, vincendo subito il titolo di campione nazionale belga juniores nel 2010. E quando sei belga, non è mai una cosa semplice. Anzi, quel tipo di successo gli mise un po' troppa pressione e, in realtà, non ci fu mai il salto di qualità tanto atteso. Passato tra i grandi nel 2014, ha raccolto poche vittorie. Qualche piazzamento di lusso sì, ai piedi del podio, o sul podio nei giorni di assenza di van der Poel e van Aert. Resta comunque uno dei più performanti e, ormai, uno dei più esperti contando all'attivo già 5 edizioni dei Mondiali di ciclocross disputati.

Tim Merlier al Betafence CX Otegem 2020 (ciclocross) - Getty Images

Credit Foto Getty Images

Merlier nel ricordo di Weylandt: vincere nel giorno del suo ricordo ha quel sapore in più

Per il Belgio era un giorno particolare. Si commemorava la morte di Wouter Weylandt, il corridore belga che morì tragicamente proprio sulle strade del Giro d'Italia il 9 maggio del 2011. A 10 anni dalla sua scomparsa, il Giro lo ha ricordato con un minuto di silenzio prima della 2a tappa, senza dimenticare che - proprio al Giro - nessuno corre più col dorsale n° 108 dal 2012. Era il dorsale di Weylandt che fu ritirato in ricordo dell'ex corridore di Quick Step e Leopard Trek.

10 anni senza Wouter Weylandt: il ricordo del gruppo

A volte ci si mette proprio il destino, a volte lo fa anche in senso positivo. Quando si parla di Belgio viene subito alla mente Eddy Merckx, uno che ha vinto 25 tappe al Giro d'Italia, ma l'ultimo belga a conquistare una tappa fu proprio Wouter Weylandt, nel 2010 a Middelburg. Da allora un clamoroso digiuno per i corridori della patria del ciclismo. Ma, nel giorno del ricordo di Weylandt, ecco uno sprinter belga ad alzare le braccia al cielo, anche per ricordare il compianto numero 108. Bravo Merlier.

Giro 360, tappa 2: Mago Merlier nel nome di Weylandt

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