Da quando Vladimir Putin ha deciso di lanciare l’offensiva verso l’Ucraina, il mondo dello sport ha subito delle forti ripercussioni. Ovviamente, nelle pieghe del conflitto, è stato coinvolto anche il ciclismo, e in particolare il team Gazprom-Rusvelo, che da fine marzo è stato sospeso dall’Unione Ciclistica Internazionale (UCI). Questa decisione, di fatto, ha tagliato le gambe ad almeno 20 professionisti, privandoli del loro lavoro e della loro passione. All’interno della lista dei tesserati, c’erano (usiamo l’imperfetto) anche sette italiani, che attualmente sono senza lavoro. I loro nomi sono Marco Canola, Giovanni Carboni, Nicola Conci, Alessandro Fedeli, Matteo Malucelli, Andrea Piccolo e Christian Scaroni.
Su 4 tappe del Giro di Sicilia, la nazionale italiana ha conquistato tre vittorie: due con Damiano Caruso e una con Matteo Malucelli

nazionale italiana (foto credit: @ilgirodisicilia)

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Per quanto la linea dura nei provvedimenti contro la Russia possa essere condivisibile, avere un senso ed essere fedele alla volontà di urlare "no war", quello che è successo ai ragazzi tesserati per la Gazprom è una grossa ingiustizia. Loro non sono la causa della guerra, non sono coinvolti in prima persona e, soprattutto, non hanno legami diretti con chi questo conflitto lo ha scatenato, eppure vengono trattati come degli "ostaggi". In questa prigione senza cella, per il gruppo di italiani l’unica soluzione è vivere di occasioni, come quella che il CT della nazionale italiana Daniele Bennati ha concesso a Conci, Fedeli, Malucelli, Scaroni e Carboni al Giro di Sicilia.

Un fantastico lavoro

Durante tutti e quattro i giorni sulle strade della regione insulare, i cinque atleti ex Gazprom ci hanno messo l’anima, provando in tutti i modi a dimostrare il loro valore e trascinando Damiano Caruso alla vittoria di due tappe (su 4) e della classifica generale. Come se non bastasse, poi, si sono tolti anche parecchie soddisfazioni personali. Matteo Malucelli, ad esempio, ha vinto la prima tappa con una volata rabbiosa, superando sia Moschetti che Fiorelli. Nicola Conci, invece, ha chiuso al sesto posto della classifica generale. Christian Scaroni e Giovanni Carboni si sono accollati tutto quel lavoro sporco lontano dalle telecamere, mentre Alessandro Fedeli è stato preziosissimo in tutte le fasi finali. Insomma, un fantastico lavoro.

Malucelli di forza, sua la prima tappa! Rivivi la volata

A questo punto, la domanda sorge spontanea: perché questi ragazzi non hanno un contratto? Il loro lavoro, ogni qual volta che vengono chiamati in causa, lo svolgono alla perfezione, per cui sarebbe il caso che l’Unione Ciclistica Internazionale cercasse una soluzione. Non è possibile vedere dei ragazzi così forti, volenterosi e rabbiosi perdere gli anni migliori della loro carriera per vicende totalmente fuori dal loro controllo. Da questo punto di vista, le parole di Matteo Malucelli sono state emblematiche del clima all’interno del gruppo. Dopo la vittoria nella prima tappa, invece di esultare spensierato, il romagnolo ha detto "spero che non sia la mia ultima vittoria da professionista".
Noi non vogliamo di certo prendere il posto dell’UCI (non è il nostro ruolo), però ci rivolgiamo a lei e le chiediamo di offrire una possibilità a questi ragazzi: in tutta questa confusione tra Russia e Ucraina, loro non c’entrano veramente niente.

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