“Stiamo andando abbastanza veloci rispetto a quanto ci eravamo prefissati ed è bello vedere che i ragazzi crescono in questo modo”, ha confessato De Giorgi a FanPage. Il coach azzurro aveva pianificato un lavoro sul quadriennio che porta a Parigi 2024, ma i suoi ragazzi hanno bruciato le tappe e riportato un titolo mondiale che all'Italia mancava da 24 anni.
"È uno step importantissimo, perché noi all’Europeo eravamo arrivati con cambio generazionale, con una squadra nuova e con tanti giovani. In quel momento non c’erano molte aspettative ma noi ci siamo messi al lavoro per fare il meglio possibile con un piano rivolto verso le Olimpiadi ma la vittoria dell’Europeo ci ha portato a fare uno step ulteriore. Il Mondiale è più complicato dal punto di vista tecnico, anche rispetto alle Olimpiadi che hanno una loro epica, ma è lì che si vedono le migliori 24 squadre. È stato un momento di crescita e di confronto importante per noi ma siamo riusciti a superare le prove che ci sono toccate".

Il momento decisivo

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"Sicuramente il passaggio con la Francia è stato fondamentale, perché ce la vedevamo con i campioni olimpici che avevano appena vinto la VNL ed era una partita da dentro-fuori. Una volta passato quello scoglio era evidente che l’idea sarebbe stata quella di arrivare fino in fondo perché avevamo dimostrato di potercela giocare con tutti".

Il lavoro

"Con lo staff è stato fatto un lavoro enorme, con grande attenzione su tutti i giocatori e sotto tutti i punti di vista per cercare di dare strumenti per migliorare velocemente: con la nazionale i tempi sono sempre ristretti e per questo si cerca di fare un lavoro mirato, sia dal punto di vista tecnico che umano. La federazione ci ha messo nelle condizioni ottimali per fare bene ma i ragazzi sono i protagonisti di questo fantastico periodo perché in ogni occasione hanno lavorato per migliorarsi".

Puntare sui giovani

"Ce ne sono tanti e di valore ma bisogna farli crescere all’interno di un progetto e dar loro la possibilità di esprimersi. La fiducia non è qualcosa che si conquista a parole ma si dimostra. Probabilmente si perderà qualcosa in esperienza ma si guadagnerà in altro. Non ho idea del perché non sempre si investa sui giovani ma quando si vedono delle qualità vale la pena provarci”.

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"Quello è stato importantissimo perché è stato un periodo di grande formazione e crescita. Le similitudini che mi vengono in mente si basano soprattutto sulla cultura del lavoro che i due gruppi hanno. Non si possono accomunare molto perché ci sono situazioni completamente diverse: questo è un gruppo di ragazzi giovani che hanno appena giocato campionati importanti mentre lì c’era molta più esperienza. Alcune caratteristiche si possono riconoscere e una di queste è quella di vivere la Nazionale nel modo corretto, sia a livello di gruppo che di lavoro. Ma, d’altronde, per vincere non si possono usare scorciatoie".

Parigi 2024

"Bisogna caricarli il giusto ma noi stiamo provando a imparare la gestione di queste situazioni e aspettative esterne magari legandole a ciò che noi vogliamo fare in campo. L’anno prossimo siamo campioni d’Europa e del mondo in carica ma dobbiamo essere bravi noi a rimanere legati a quei concetti su cui abbiamo lavorato molto per migliorare ancora".

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