Finisce tra gli applausi la splendida corsa di Gianluca Mager all’ATP 500 di Rio de Janeiro. Il tennista ligure, che prima di questa settimana aveva vinto soltanto 2 partite a livello maggiore ATP in carriera, si è arreso al n°3 del seeding, nonché 25 del mondo, Christian Garin.
Una finale lottata e combattuta nonostante Mager se la sia dovuta giocare solo qualche ora dopo essersela conquistata. Nel tardo pomeriggio italiano infatti il ligure era stato costretto a chiudere la sua semifinale con Balazs dopo 2 ore e 47 di battaglia, concluse con una vittoria per 7-6 al terzo.
La “chance della vita” però, almeno fin qui, se l’è giocata comunque benissimo Mager, che in finale contro Garin non solo ha onorato il campo, ma ha dimostrato di poterci stare alla grande. Sotto di un break in avvio, Mager ha recuperato lo svantaggio con personalità, giocando in spinta e prendendosi tutti i rischi necessari. E’ rientrato nel set e si è arreso solo al tie-break, dove Garin ha dovuto tirar fuori i suoi migliori colpi del repertorio, soprattutto alzando enormemente il rendimento al servizio.
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Gianluca Mager - Rio de Janeiro 2020

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Nonostante il trattamento del fisioterapista per un indurimento nella zona degli adduttori, Mager è comunque ripartito forte anche nel secondo set, strappando il break nel terzo gioco e portandolo fino al 5-4, quando ha servito per spostare ogni discorso al terzo.
Lì Mager non è riuscito però a piazzare l’ultimo affondo decisivo, inchiodato anche da un Garin molto, molto solido. Il cileno ha recuperato il break di svantaggio e ha poi girato la partita, facendo sfruttare anche il peso di una pressione a quel punto tornata tutte sulle spalle dell’azzurro.
Un parziale di 4 giochi a 0 che ha consegnato il 7-6, 7-5 finale in grado di garantire a Garin il secondo titolo ravvicinato sul rosso sudamericano dopo quello di 2 settimane fa all’ATP 250 di Cordoba.
Per Mager termina comunque una settimana da sogno: la corsa fino alla finale di questo torneo gli consente di scalare 51 posizioni a livello ATP: il ligure passa infatti da 128 a 77 del mondo; garantendogli quell'accesso diretto ai main draw dei tornei del circuito maggiore che non aveva mai avuto prima in carriera.
Al di là di questo però, per Mager, rimane soprattutto la consapevolezza di aver trovato un livello tennistico eccellente; la certezza di potersela giocare anche in mezzo ai più forti, come dimostrato del resto con il prestigiosissimo scalpo al n°4 del mondo e fresco finalista dell'Australian Open Dominic Thiem. A 25 anni, e dopo le tante vicissitudini del passato, probabilmente la notizia di cui essere maggiormente fieri.
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