È come essere in prigione, ma con il wifi. Queste persone non hanno nessuna idea di cosa sia il tennis e questo è un completo disastro

Parole e musica di Roberto Bautista Agut che non è propriamente contento della quarantena a cui sono stati sottoposti i tennisti che parteciperanno al prossimo Australian Open che prenderà il via l'8 febbraio in diretta su Eurosport. Il tennista spagnolo ha anche aggiunto. "È dura. Dobbiamo lavorare molto a livello mentale ed essere pazienti". La situazione in quel di Melbourne sta assumendo i contorni della diatriba e nonostante l'intervento del premier di Victoria State (luogo dove si svolge il torneo) Daniel Andrews - che ha affermato che questa soluzione era essenziale per fermare la diffusione del Covid-19 - anche Nole Djokovic ha messo in dubbio la necessità di una quarantena alberghiera obbligatoria.

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Poche ore dopo la dichiarazione-polemica, lo stesso Bautista Agut ha voluto chiedere scusa. "Ci tengo a chiedere scusa per il video che è stato pubblicato poche ore fa. Era una conversazione privata ed è andata online senza il mio consenso. Sia io che il mio coach siamo molto attenti nel seguire il protocollo pianificato dal governo Australiano in modo da evitare qualsiasi rischio. Ringrazio tutti coloro hanno permesso il nostro rientro in campo. E ringrazio anche tutti quelli in prima linea contro il covid-19. Il lavoro fatto in Australia per evitare la diffusione finora è stato ammirevole. Grazie a tutti."

Craig Tiley rimane fedele alle misure

Il boss dell'Australian Open Craig Tiley ha confermato che la maggior parte dei giocatori sta supportando questa reclusione forzata. Tiley ha detto di aver parlato al telefono con 500 giocatori e la "stragrande maggioranza" ha sostenuto i rigidi protocolli australiani.

"La stragrande maggioranza è stata fantastica", ha detto Tiley al Nine Network. "Sanno che questo è il contributo che devono dare per ottenere il privilegio di competere per un premio in denaro di 80 milioni di dollari australiani".

Tuttavia, lo stesso Tiley ha ammesso che i 72 giocatori che stanno vivendo la quarantena più dura sono in svantaggio rispetto ai rivali che si possono allenare per cinque ore al giorno. "Sì, non è uniforme per quanto riguarda la preparazione, ma faremo la nostra parte per cercare di pareggiare il più possibile".

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Azarenka: "Adattatevi e andate oltre"

Tra i più grandi sostenori di questo regime di quarantena c'è la ex numero uno al mondo Victoria Azarenka, che ha esortato i colleghi ad "accettare e adattarsi" per mostrare empatia verso la comunità locale. In una lettera aperta, la due volte vincitrice del torneo ha detto che i giocatori e gli allenatori devono rispettare i protocolli sanitari messi in atto dal governo australiano.

"Essere in quarantena è molto difficile da accettare pensando a tutto il lavoro che abbiamo fatto durante la off season per essere preparati a giocare il nostro primo Grande Slam", ha detto la bielorussa su Twitter.

"Capisco tutta la frustrazione e la sensazione di ingiustizia ma dobbiamo accettare, adattarci e andare oltre. Vorrei chiedere a tutti di rispettare le persone che lavorano instancabilmente per cercare di semplificarci la vita", ha aggiunto.

Strycova e Albert Costa sono d'accordo con le procedure

L'ex campione del Roland Garros, nonché direttore delle finali di Coppa Davis, Albert Costa, ha detto che non è facile rimanere bloccati nelle proprie stanze alla vigilia di un major, ma non c'è altra scelta che accettare queste condizioni. "Penso che gli Australian Open stiano facendo un grande sforzo per dare l'opportunità ai giocatori di competere".

La ceca Barbora Strycova, semifinalista a Wimbledon nel 2019, ha sostenuto i rigidi protocolli sanitari. "Mi alleno due volte al giorno, leggo alcuni libri, sono sui social e guardo la TV", ha detto a SEN Breakfast. "Non posso davvero lamentarmi. Devo affrontare questo periodo e cercare di rimanere positiva".

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