Gli addetti ai lavori hanno prospettato un futuro pieno di successi per Felix Auger-Aliassime quando è diventato il tennista più giovane a raggiungere una finale di un ATP 500 a Rio de Janeiro nel febbraio 2019. La vittoria di un torneo per ora latita, ma nel frattempo il canadese ha raggiunto altre sei finali, è entrato nella Top25 (il più giovane dai tempi di Lleyton Hewitt), e ha ottenuto importanti vittorie negli Slam, in particolare raggiungendo gli ottavi sia a New York che a Melbourne. Qualche settimana fa ha aumentato le aspettative annunciando una nuova partnership con uno degli allenatori più vincenti del mondo, Toni Nadal, appena in tempo per il cambio di superficie sulla terra battuta. In questa puntata di Players’ Voice, externalil numero 20 del mondohttps://www.atptour.com/en/players/felix-auger-aliassime/ag37/overviewNone racconta come è nata l'idea del nuovo coach e cosa sperano di ottenere insieme.
Mi sento privilegiato ad avere Toni nella mia squadra. Per tutta la mia infanzia lo ricordo al fianco di suo nipote: è nel circuito maggiore da molto tempo e ha vinto tutto ciò che poteva vincere, quindi è estremamente motivante averlo al mio fianco. Penso che sia una persona da cui posso imparare molto, sia umanamente che professionalmente. Crescendo, ricordo di averlo visto molte volte in TV durante le partite di Rafa e mi ha sempre colpito la sua passione. Era suo zio, certo, ma era anche un allenatore disposto ad andare oltre per il suo giocatore e gli ha dato tutto ciò di cui aveva bisogno.

Toni Nadal abbraccia Rafael Nadal dopo la vittoria al Roland Garros 2005

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La prima volta che ci siamo incontrati è stato a Monte Carlo due anni fa. Ogni anno c'è una festa riservata ai giocatori e stavo provando la mia esibizione al pianoforte. È entrato nella stanza, mi ha visto e si è fermato a dirmi che mi aveva visto giocare a Indian Wells e che gli piaceva il mio atteggiamento in campo e il mio gioco.
Le sue parole mi hanno colpito e mi hanno fatto pensare a quanto sarebbe stato bello avere qualcuno come lui nel mio team. Qualcuno che aveva una visione diversa e nuova per trovare lacune nel mio tennis e per migliorarmi. A fine 2020, quando sono tornato a casa in Canada, lo abbiamo contattato per vedere se c'era uno spiraglio. Ha accettato di parlare con noi e mi ha proposto una prova presso l'Accademia Rafa Nadal di Maiorca. Siamo lì per due settimane e tutto sembrava funzionare davvero bene. Dopodiché, ho iniziato la mia stagione e ci siamo tenuti in contatto prima di annunciare la partnership non molto tempo dopo.
Dai feedback che ho avuto, tutti pensano che sia stato uno step necessarioper fare il salto di qualità: il mio allenatore Frederic, il resto della squadra, la mia famiglia e altri allenatori e giocatori del tour. Mi aiuterà? Vedremo, ma credo che alla fine quello che succede in campo sia la cosa più importante e devo ancora lavorare duro, non è che avere Toni migliora automaticamente le mie prestazioni o la mia classifica.
Toni vuole che io abbia coerenza nel mio percorso e intensità e concentrazione in allenamento.
È presto, ma finora abbiamo parlato molto di dove vogliamo dirigere la mia carriera: essenzialmente raggiungere livelli più alti e vincere i tornei più importanti. Ci sono molte cose che non posso rivelare, Toni vuole che io abbia coerenza nel mio percorso e intensità e concentrazione in allenamento. Una volta che saremo in grado di raggiungere questo obiettivo in ogni allenamento e partita, spero che arriveranno risultati. Dice cose che sembrano semplici ma non lo sono: sono le cose più importanti su cui lavorare.
Penso che durante la mia carriera nel tennis professionistico, abbia sempre avuto una buona mentalità. Anche con Toni sono sempre lo stesso giocatore, cerco solo di migliorare ogni giorno. Se ti alleni bene, tutto il resto viene di conseguenza.
Abbiamo un grande calendario di tennis in questo momento! Le Olimpiadi di Tokyo quest'estate sono sicuramente qualcosa a cui stiamo lavorando: non è ancora sicura la mia partecipazione ma se avessi la possibilità di andarci sarebbe un sogno. Mi piacerebbe anche andare più in fondo negli Slam. Non vedo l'ora di tornare a Wimbledon: mi è piaciuto tantissimo giocare lì per la prima volta due anni fa.

Il debutto vincente di Felix Auger-Aliassime a Wimbledon 2019

Credit Foto Eurosport

Qualificarmi per le Finals di Torino è un altro grande obiettivo e riuscire a raggiungerlo anno dopo anno sarebbe qualcosa di straordinario per me, ma ci vuole tempo.
Raggiungere quei livelli ha anche un significato molto particolare per me. L'anno scorso ho lanciato #FAAPointsForChange: per ogni punto che vinco, 5 dollari vanno ai bambini in Togo che hanno bisogno di istruzione. Mio padre è nato lì e non ha mai nascosto l'infanzia difficile vissuta in Africa. Mi ha raccontato tante volte le sue criticità prima di trasferirsi in Canada.
Ovviamente voglio vincere a prescindere, ma sono felice se i miei punti contano di più. Ci sono stati momenti difficili nell'ultimo anno, ma sapere che ci sono ragazzi là fuori che possono beneficiare di ciò che faccio in campo mi ha fatto stare meglio. Mi ha dato quell'energia in più per dare il massimo.
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