Che Paul Pogba sia un giocatore speciale non lo scopriamo di certo oggi. Vederlo crescere, migliorare e padroneggiare il campionato italiano per 4 anni è stato una sorta di privilegio. Tra il 2013 e il 2016 l’impressione di tutti era quella d’aver trovato il giocatore definitivo: quello che sta 10 anni avanti a tutti e stabilisce un nuovo standard tecnico e fisico. In una telecronaca del 2016 Fabio Caressa arrivò a ribattezzarlo il "LeBron James del calcio".
Con l’arrivo (o forse è meglio dire ritorno) al Manchester United, la curva del rendimento di Paul ha iniziato a toccare qualche punto morto. All’interno di un campionato notevolmente evoluto nel corso dell’ultimo decennio - Guardiola, Pochettino, Klopp, Tuchel -, il freak francese ha dovuto "fare a botte" con la gestione tecnica di José Mourinho e di Ole Gunnar Solskjaer.Nella loro testa, Pogba è sempre stato l’uomo davanti alla difesa; il mediano con il compito di ammazzare le trame offensive degli avversari e rilanciare l’azione per la velocità dei giocatori offensivi.
  • I numeri nei suoi ultimi 9 anni di carriera
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STATSJUVENTUSMAN. UNITED
Presenze178206
Gol3438
Assist4042
Trofei di squadra92
Con la Nazionale sono un po’ meno coinvolto nella trasmissione e nella costruzione, ma ho più libertà di entrare in area e di fare le mie corse in avanti, ha detto Paul una volta raggiunto il raduno dei transalpini.
Ieri sera, nella partita contro la Germania, nel suo classico ruolo di mezzala destra, Paul è stato fantastico. La sua heatmap boxtobox, come dicono gli anglo-sassoni, ha dimostrato al mondo intero la pienezza di un giocatore che sa alternare la parte fisica a quella tecnica in un modo quasi mai visto. Tocchi di prima, corse trasversali, orizzontali, verticali, passaggi filtranti, l’utilizzo del corpo. Pogba ha giocato una partita mega intelligente, dimostrando come si possa essere un centrocampista difensivo - le sue doti offensive sono sotto gli occhi di tutti - anche senza rimanere ancorati al ruolo davanti alla difesa. Attraverso un posizionamento sempre preciso, e in collaborazione con i reparti, Paul è stato molto prezioso nella seconda parte del match. La libertà posizionale che gli ha concesso Deschamps è diventata anche un’arma per attaccare in campo aperto e per aiutare la risalita del pallone.
Insomma, tutto questo per dire che se sei Paul Pogba forse dovresti incidere sulle partite indipendentemente dal ruolo che occupi, ma se hai Paul Pogba nella tua squadra forse dovresti creare il contesto giusto per farlo rendere al meglio. Dopo una prestazione come quella di ieri sera nella testa di tutti è aumentato il rammarico per avergli visto "sprecare" alcuni anni della sua carriera in un contesto che non lo ha capito. Ultimamente si parla spesso di come possa lasciare lo United, e una delle destinazioni tornate di moda è la Juventus del presidente Agnelli. Ovviamente sono solo ipotesi, anche perché per fare mercato ci vogliono i soldi, però all’età di 28 anni sarebbe carino che Pogba trovasse l’allenatore giusto in grado di non fargli sciupare gli anni migliori.

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