Sembra un incubo, una maledizione, un tunnel senza uscita. Eppure, per la seconda volta consecutiva, l'Italia non parteciperà ai Mondiali di calcio: la prima volta sembrava un caso e successe in una fredda serata di novembre, correva l'anno 2017, e il commissario tecnico si chiamava Gian Piero Ventura. Zero gioco, zero idee, solo tanti palloni buttati in area con i difensori svedesi più abili dei nostri attaccanti nel gioco aereo. 0-0 il risultato, Italia a casa e Svezia al mondiale. Ma la seconda volta è ancora peggio, sconfitta all'ultimo minuto arrivata contro la modesta Macedonia del Nord, in casa al Renzo Barbera di Palermo e con lo stadio al 100% di capienza dopo due anni a ranghi ridotti, causa pandemia. La piccola consolazione arriva, però, dalla memoria storica. Come sta succedendo agli Azzurri, anche altre grandi nazionali hanno mancato l'obiettivo qualificazione al Mondiale. Tra queste, figurano ad esempio l’Inghilterra nei mondiali del 1994 e l’Olanda in quelli del 2002; come in una sceneggiatura teatrale perfetta, però, scopriamo che l'unica grande nazionale ad aver fallito la qualificazione per due volte di seguito è la Francia, nostra acerrima nemica a livello sportivo.
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1988: inizio del processo

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14/04/2022 A 08:40
Tutto iniziò nel 1988, con il calcio francese in piena crisi e moltissime norme, fatte dagli enti governativi, per salvare il salvabile: una di queste è la costruzione del centro tecnico nazionale Fernand Sastre, anche conosciuto come Clairefontaine, vera e propria accademia del pallone dove formare e lanciare i giovani talenti. Anche gli uomini messi dietro alla scrivania e sul terreno di gioco erano di alto profilo: si affidò la panchina a Michel Platini, che aveva smesso di giocare da poco, e divenne commissario tecnico in una Francia che aveva nel Genio&Sregolatezza di Eric Cantona il suo calciatore migliore. Tutto girava al meglio con un girone di qualificazione al Mondiale in Italia più che abbordabile, gli avversari della Francia sono Jugoslavia, Scozia, Norvegia e Cipro. Il girone inizia bene per la squadra di Platini ma la 'buccia di banana' è dietro l'angolo: il 22 ottobre, la Francia pareggia contro il Cipro in una partita che risulterà decisiva per il mancato passaggio del turno e così ne approfitta la Scozia che accede al Mondiale '90.

1994: il punto più basso

Dopo un'altra delusione chiamata 'Euro 1992', dove la Francia non riuscì a vincere nemmeno una partita e obbligando Platini alle dimissioni, il grande obiettivo è il Mondiale 1994 negli Stati Uniti. Il nuovo commissario tecnico è Gerard Houllier e le cose non migliorano nonostanti i grandi nomi in campo come Deschamps e, ancora, Cantona. Il girone di qualificazione è composto da Francia, Svezia, Bulgaria, Austria, Finlandia ed Israele. La tensione è palpabile e l'inizio è tragico: sconfitta all’esordio in Bulgaria per 2-0 il 9 settembre 1992. Nonostante tutto, la Francia riesce a raddrizzare la situazione trovando una serie di vittorie che fanno davvero pensare che possa essere la volta giusta ma, come già successo, il pericolo è dietro l'angolo: la nazionale di Houllier a 10 minuti dal termine è in vantaggio 2-1 su quella israeliana, pensa di avere la gara in pugno e si rilassa, così l'Israele la ribalta in 10 minuti e costringe la Francia ad una clamorosa sconfitta. L'omicidio perfetto lo compie poi la Bulgaria che va a vincere al Parco dei Principi con il celebre gol di Kostadinov in pieno recupero staccando il pass per gli Stati Uniti e costringendo la Francia alla seconda debacle consecutiva.
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Come si riparte? L'opinion di Eurosport Francia

Non è semplice capire come la Francia sia riuscita a invertire la rotta, la rivoluzione è stata un processo durato anni e non pochi mesi. Per chiarire questo argomento, abbiamo chiesto un parere a Maxime Dupuis di Eurosport Francia che ci ha offerto un prezioso contributo:
"La Francia è entrata in crisi alla fine degli anni '80 perchè perde il suo uomo migliore: Michel Platini. Avevamo molti giocatori interessanti come Cantona e Blanc ma erano giovani, abbiamo perso contro Israele e Bulgaria all'ultimo minuto, quelle partite sono state la nostra Macedonia del Nord. Ma quella crisi poi è stata una benedizione perchè è arrivato Aimè Jacquet che ha rivoluzionato tutto: fuori Cantona e dentro i vari Zidane, Deschamps e Thuram. C'erano tanti giocatori di Serie A e i quarti di finale al Mondiale '98 tra Italia-Francia sono stati come l'allievo che supera il maestro, tra l'altro in quegli anni l'obiettivo non era vincere perchè non avevamo una grande cultura della vittoria ma di fare bella figura al Mondiale che avremmo ospitato.
Sicuramente l'attore principale della Francia vincente è Aimè Jacquet. Dopo due fallimenti come i Mondiali 1990 e 1994, tanti hanno pensato 'Fortuna che il Mondiale 1998 si terrà in Francia, almeno siamo automaticamente qualificati'. Il momento era davvero difficile, tanta negatività e pessimismo. Jacques Georges, ex presidente dell'UEFA e della Federcalcio francese, prese temporaneamente le redini della situazione e ha avuto il difficile e delicato compito di trovare un successore di Houllier. La scelta cade su Aimé Jacquet anche se non aveva l'aspetto di un allenatore che sarebbe durato a lungo sulla panchina della nazionale francese: 'Tutti gli allenatori sono interinali, più o meno a lungo termine. Cercherò di essere un allenatore ad interim il più a lungo possibile', le sue parole.
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Il primo grande evento fu Euro 96: arriviamo in semifinale perdendo contro la Repubblica Ceca ma la Francia torna a riassaporare il sapore del successo, anche se a metà. In quel momento, mister Jacquet decise di rafforzare tutto lo staff tecnico, dai collaboratori fino ai medici e fisioterapisti. Oltre ad avere una grande preparazione, il Ct ha anche metodo e strategia: "Se non scrivo, non ricordo. Non imparo". A livello di stampa, Jacquet non hai mai creato scintille, parlava spesso con i giornalisti senza creare un rapporto importante. Il grande cambiamento avviene con i calciatori dove instaura un dialogo e un grande livello di fiducia: Jacquet fa quello che dice e dice quello che fa.
E poi c'è stato il 'caso Cantona': il Ct puntava molto sul 7 del Manchester United ma una rissa feroce (in Premier League) con un tifoso allontanò il giocatore per 8 mesi dai campi da gioco. Contrariamente a quanto si poteva pensare, la nazionale francese fece buoni risultati anche senza Eric. Il merito va soprattutto a Youri Djorkaeff e Zinédine Zidane, così le strade della Francia e di Cantona si separarono per sempre. In vista del Mondiale '98, Jacquet fece numerose prove tattiche e allenamenti scegliendo appuratamente gli uomini su cui contare. Jacquet è riuscito nella sua guerra di trincea con i giornalisti e ad entrare nella testa dei giocatori, ha costruito una mentalità vincente dettaglio su dettaglio, andando a giocarsi una serie di amichevoli di preparazione al Mondiale, passate poi alla storia per la punizione da fantascienza di Roberto Carlos".

DAL FALLIMENTO A RUSSIA 2018

Il cammino, come visto, non è stato semplice per la Francia e dalle ceneri sono riusciti a costruire campioni di vecchia data: Zidane, Henry e Ribery sono solo tre nomi a cui hanno affidato le chiavi della squadra. Meravigliosi anche nel cambio generazionale dove hanno 'allevato' ragazzi come Mbappè, Pogba e Griezmann che hanno portato a casa un altro mondiale, quello di Russia 2018 dove hanno battuto, prima l'Argentina di Leo Messi, poi la sorprendente Croazia nella finale.
Da dove può ripartire l'Italia? L'idea di ripercorrere quanto fatto dalla Francia può essere un inizio ma non basta, i francesi sono stati meravigliosi nel dare una 'mentalità vincente' e una 'cultura sportiva' che noi, attualmente, fatichiamo a diffondere. Il loro cambio generazionale è stato completo e con scelte coraggiose, quello dell'Italia praticamente non si è visto: siamo passati dai tre poeti del pallone con la numero 10 (Baggio, Totti e Del Piero) a giocatori di medio livello. Soprattutto il discorso dell'attaccante centrale, dove c'erano i vari Luca Toni, Filippo Inzaghi o Paolo Rossi (e si potrebbe continuare...), è un dilemma da risolvere al più presto. 'Posso sbagliare tutto ma non la punta e il portiere', dicono molti allenatori. Dopo due qualificazioni mondiali sfumate e un Europeo vinto, l'Italia ha davvero l'occasione di ricostruire le fondamenta dell'edificio, la speranza è che dalle parole si passi ai fatti.
GIOCATOREPRESENZERETI
Gigi Riva4235
Giuseppe Meazza5333
Silvio Piola3430
Roberto Baggio5627
Alessandro Del Piero9127

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