Calcio, media, intrattenimento e non solo: questi gli assunti fondamentali del nuovo Milan. A leggerla così sembrano quelli della vecchia versione, quella ha portato il Diavolo sul tetto del mondo, guidato da Silvio Berlusconi, oggi impegnato col suo Monza in Serie A. Invece si parla di tutt'altro. Di un Milan che con il "mecenatismo" non ha più nulla a che fare. Lo si è visto dal 2018 ad oggi col "fondo" Elliott in grado, come ha detto il Ceo Ivan Gazidis al Guardian, "di fare quello che nel calcio italiano nessuno aveva mai fatto", ossia vincere con una struttura finanziaria totalmente differente, che oltretutto guardasse alla sostenibilità come principale assunto. Insomma, niente più presidenti che aprono cuore e portafogli: bensì asset, percentuali, dividendi, investitori in quota parte dall'identità non sempre nota... Il Diavolo, in questo senso, farà da apripista in Italia? Qui ne parliamo come novità assoluta, ma in Inghilterra, ad esempio, le società di calcio in mano ai fondi, costituiscono una prassi consolidata da anni, anche nelle leghe al di sotto della Premier. Talvolta il successo arriva, altre volte no.

Gerry Cardinale, fondatore di RedBird Capital Partners (il primo a sinistra)

Credit Foto Getty Images

Un drago (della Finanza) per il Diavolo: chi è Gerry Cardinale

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Da un fondo - Elliott - ad un altro più grande, RedBird Capital - fondata a 6 miliardi di dollari capitale ma con l'ambizione di arrivare a breve a 11 -, che si è aggiudicato il club rossonero mettendo sul tavolo delle trattative 1,3 miliardi di euro (contro i 1180 della società bahreinita Investcorp). Al vertice c'è Gerry Cardinale: polo blu e pollice alzato al cielo durante i festeggiamenti Scudetto. E' passato quasi del tutto inosservato. Ora cominciano a circolare le sue foto ed è plausibile che, da qui in avanti, le comparsate "in borghese" non saranno più tecnicamente possibili. Gerry Cardinale, si diceva: il suo profilo - per il Diavolo - sembra preso in prestito dalla serie Sky "Diavoli": 53enne di Philadelphia, il cui nome che malcela origini italiane, diventato un "drago" della Finanza. Sì, con la "F" maiuscola, visto che si tratta di un "prodotto" della banca d'affari Goldman Sachs.

Il curriculum e le società fondate

Il suo curriculum vitæ, d'altra parte, parla da solo: laurea magna cum laude all’Università di Harvard e un Master of Philosophy in "Politics and Political Theory” ad Oxford, in cui fu titolare anche della borsa di studio "Rhodes Scholarship". Cardinale è l'uomo abituato a gestire capitali impressionanti: in Goldman Sachs (da cui oggi si è sganciato), è stato senior leader dell’attività di investimento di private equity della banca d’affari, incaricato della gestione di oltre 100 miliardi di dollari di capitale privato tra azioni, debito, strategie di investimento immobiliare e di infrastrutture. Non solo, sempre in Goldman ha lavorato con imprenditori per costruire società multimiliardarie tra cui YES Network (acronimo di Yankees Entertainment & Sports, la rete sportiva regionale leader negli USA), Legends Hospitality - punto di riferimento dei servizi di biglietteria d'oltreoceano, Suddenlink Communication, ai tempi tra le più grandi società via cavo.

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E proprio parlando di società via Cavo, dal presidente di Mediacom e della Fiorentina Rocco Commisso, non è arrivata esattamente un'investitura nel calcio italiano: "I soldi che gestisce non sono suoi - ha detto il numero uno viola -. Quelli che io spendo per la Fiorentina, invece, appartengono a me, fino all'ultimo centesimo". Sì, ma questa non è una grande scoperta: valeva lo stesso per Gazidis (che con Elliott rimarrà al Milan con una quota di minoranza). RedBird, che oltre alle partnership nella NFL e col Liverpool, ha anche riportato il Tolosain Ligue 1. Come lo ha fatto: col modello tanto caro agli statunitensi, quello di Moneyball. Non un dollaro (o euro) va sprecato: si acquistano giocatori perfettamente funzionali al progetto, individuati attraverso calcoli e scouting maniacale.

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Sarà così anche per il Milan: il percorso tracciato da Elliott, in questo senso, continuerà a essere preso ad esempio. Certamente con qualche investimento in più, ma sempre affidndosi alla competenza tecnica di Paolo Maldini e del direttore sportivo Frederic Massara, per una crescita progressiva del club. Che, necessariamente, passa anche da uno stadio gestito privatamente. Sempre nei giorni di festa Scudetto, Gerry Cardinale si è recato personalmente nell'area di Sesto San Giovanni dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto, per misurarne la distanza col centro di Milano. Ora, però, è il tempo delle firme e del passaggio di mano. Poi si penserà a tutto il resto.

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