Finalmente Alberto Bettiol! Finalmente, perché era un po' di tempo che non lo vedevamo sorridente e performante, come fu in quell'incredibile successo al Giro delle Fiandre del 2019. Il corridore toscano era entrato in una spirale poco fortunata, un po' la pressione, un po' i problemi fisici che avevano rallentato la sua ascesa. In questo Giro, però, Bettiol è stato un portento. È lui a guidare Hugh Carthy nelle tappe di montagna, non il suo ruolo iniziale, ma lo sta facendo alla grande, ed è sempre lui a regalare il primo successo all'Education Nippo in questo Giro. Che azione peraltro sulle colline pavesi, con Bettiol a stroncare prima Roche e poi un osso duro come Cavagna. Un'azione da 10 e lode. Il ciclismo italiano ha ritrovato uno dei suoi campioni.

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Un grande Giro per Bettiol: uomo squadra e punta vincente

Bettiol aveva vinto, fino ad oggi, solo due corse in carriera. Al netto dell'età, ha comunque 27 anni, un po' poco per uno che sembrava potesse spaccare il mondo. Quel successo al Giro delle Fiandre nel 2019 aveva fatto ben sperare ma, da quel momento, ha vinto solo una crono all'Étoile de Bessèges (contro Cort Nielsen e Latour, non proprio specialisti). Insomma, era da tanto che non lo vedevamo così, ma in questo Giro abbiamo ritrovato il vero Bettiol. Un Bettiol trasformato. Il corridore toscano aveva lanciato i primi segnali già dalla crono di Torino, e da lì è stato un crescendo. Basta vedere quello che sta facendo al fianco di Hugh Carthy, con Bettiol a portarlo “a spasso" in tutte le salite. Ruolo che non doveva essere il suo, visto che gli scudieri del britannico sarebbero dovuti essere Ruben Guerreiro e Caicedo, entrambi out a causa delle cadute. C'è van Garderen, ex uomo di classifica, ma l'ultimo uomo è sempre Bettiol. E c'è un motivo. Che gamba dell'ex Cannondale che ha salvato dal tracollo verticale il suo capitano proprio sulla salita di Sega di Ala nell'ultima tappa di alta montagna.

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A Stradella ha avuto la sua chance, perché l'Education Nippo vuole almeno una tappa, e Bettiol è stato chirurgico. Ha dimostrato di avere una gran gamba entrando nella fuga, poi gli attacchi nel finale della frazione e infine l'azione in salita a stroncare anche Roche e Cavagna. Insomma, insuperabile. Bello rivederlo così.
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Risolti i problemi fisici dell'ultimo anno

Fanno ormai parte del passato i problemi fisici che hanno disturbato e non poco Bettiol. Non aveva chiuso bene la scorsa stagione e non aveva iniziato tanto meglio il suo 2021, rallentato da una colite ulcerosa cronica. Una problematica difficile da scovare e difficile da contrastare. Proprio ad inizio stagione trovavamo un Bettiol che faceva fatica a tenere il passo dei migliori, tanto da vederlo nascosto nelle Classiche del Nord, che dovrebbero essere il suo pane. Lui però si è messo di impegno per tornare a fare quello che sa meglio e in questo Giro, finalmente, la rinascita. Il periodo buio è alle spalle.

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Scacciata via la pressione del Fiandre '19. E adesso?

Prima del problema fisico già citato, Bettiol aveva fatto fatica a gestire il post Fiandre. Parliamo della sua vittoria del 2019. Sì perché da allora ci si aspettava troppo da lui, quello che avrebbe dovuto vincere 5 tappe al Giro e 5 tappe al Tour e tante Classiche. Lui ha fatto fatica, ma era prevedibile, soprattutto se la tua prima corsa conquistata è il Giro delle Fiandre. Una delle Monumento più importanti della storia. Dopo uno lungo percorso, Bettiol è finalmente riuscito a ritrovarsi. E ora? Dopo questa vittoria se ne sogna subito un'altra, ma il toscano pensa - con concertazione - alle prossime salite di questo Giro.
È stata una vittoria voluta e cercata. C’ero già andato vicino in un paio di occasioni. Stamattina ho parlato con il mio capitano Hugh Carthy e mi ha dato il via libera per andare all’attacco, devo ringraziarlo così come tutta la squadra per questa opportunità. Non volevo farmi scappare questa occasione. È sempre difficile andare in fuga nella terza settimana del Giro, oggi erano in tanti a volerci provare. Adesso sono veramente felice, voglio dedicare questo successo al mio vecchio manager Mauro Battaglini che è venuto a mancare l’anno scorso. E adesso? Portiamo Hugh Carthy al miglior piazzamento possibile. [Alberto Bettiol]
C'è un lavoro da chiudere, cioè fare in modo che Hugh Carthy possa avere delle chance per risalire la classifica. Ma questo successo, ovviamente, riapre molte strade a Bettiol. Non è ancora definito il suo percorso da qui alla fine della stagione, ma ritroveremo il toscano sicuramente alla Vuelta, sempre come gregario, ma anche per preparare il Mondiale in Belgio dove Bettiol sarà sicuramente una carta da giocare da parte del ct Cassani. Noi manteniamo il profilo basso, per non dare troppe pressioni. Ma siamo sicuri che questa vittoria abbia finalmente sbloccato Bettiol. Vai Alberto!

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